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mercoledì 15 gennaio 2020

COME SI SMALTISCONO LE LENTI A CONTATTO?



QUANTE NE VENGONO GETTATE ALL'ANNO?
COME DOVETE SMALTIRE LE VOSTRE LENTI?


Forse, se siete portatori di lenti a contatto, non avete mai pensato a come smaltire le vostre lenti usate. Pochi dubbi per la scatola che va buttata nella raccolta della carta, giusto? E la confezione di plastica e alluminio nel realtivo contenitore...ma le lenti? Nel contenitore dell'indifferenziata? O forse in quello della plastica? 

Le lenti a contatto sono sempre più utilizzate, ogni fornitura con un suo tempo di durata da rispettare per la salute degli occhi stessi, che possono essere a cambio mensile o giornaliero. Questo porta a scartare una nuova confezione con sempre maggiore frequenza.

In tutto il mondo si stima che 120 milioni di persone usano (e gettano) lenti a contatto, confezioni e scatoline. Nel Regno Unito ad esempio si stimano oltre 725 milioni di lenti a contatto gettate ogni anno, e proprio qui stanno nascendo pratiche per responsabilizzare gli utenti sul tema smaltimento. E altre campagne sono già state avviate negli Stati Uniti, con eccellenti risultati. La mole di lenti a contatto cresce ovunque, e quindi diventa importante iniziare a preoccuparsi del loro smaltimento alla stregua di un qualsiasi altro rifiuto.

Il Parlamento Europeo ha recentemente approvato la direttiva che vieterà dal 2021 la vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta. Tra questi ci sono le posate monouso, piatti, cannucce ma anche i bastoncini cotonati fatti sempre di plastica. Vi propongo una pratica guida sulla questione dello smaltimento delle lenti a contatto.

 
Ogni fornitura di lenti a contatto possiamo “scomporla” in quattro parti: le lenti a contatto, il blister, il liquido conservante, le lenti e la confezione esterna.

Confezione esterna: è il primo prodotto che dovremo gettare. E' quasi sempre in cartoncino e quindi è interamente riciclabile. La possiamo buttare nel contenitore della carta.



Blister: la confezione, che racchiude la lente ed il liquido conservante, è interamente riciclabile. Si tratta di un involucro trasparente incollato sul foglietto di alluminio, per sigillare il contenuto. La parte esterna è generalmente in plastica, quindi va smaltita tra i materiali plastici, mentre il foglietto di alluminio va gettato seguendo le indicazioni locali, che variano da centro a centro. 

Liquido di conservazione: è dentro al blister e può essere gettato anche nel lavandino, senza particolari problemi.





Lenti a contatto: l'abitudine più frequente, bruttissima abitudine, è quella di buttarle nel water o negli altri scarichi domestici. Cosa sbagliata, perché alcuni materiali di cui sono composte le rendono non biodegradabili. Vanno quindi nell'indifferenziato/generico. 



 
Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

martedì 14 gennaio 2020

IL COSTO AMBIENTALE DELLE LENTI A CONTATTO

Lenti a contatto recuperate dai fanghi trattati di depurazione, che potrebbero danneggiare l'ambiente. Credito: Charles Rolsky

Dal sito PHYS.ORG (articolo originale) vi propongo un articolo, dell'agosto 2018 sulla problematica dell'inquinamento provocato da un oggetto così piccolo, trasparente e apparentemente inoffensivo come le LENTI A CONTATTO.


August 19, 2018

The environmental cost of contact lenses

by American Chemical Society

Molte persone si affidano alle lenti a contatto per migliorare la propria visione ma questi dispositivi per la correzione della vista non durano per sempre - alcuni sono destinati all'uso per un solo giorno - e alla fine vengono eliminati in vari modi. Negli ultimi tempi, gli scienziati stanno segnalando che gettare queste lenti nello scarico potrebbe contribuire all'inquinamento da microplastica nei corsi d'acqua.

In questo momento i ricercatori atanno presentando i loro risultati al 256° National Meeting & Exposition dell'American Chemical Society (ACS).

L'ispirazione per questo lavoro è venuta dall'esperienza personale. "Avevo indossato occhiali e lenti a contatto per la maggior parte della mia vita adulta", dice Rolf Halden, Ph.D.. "Ma ho iniziato a chiedermi se qualcuno avesse fatto ricerche su cosa succede a queste lenti in plastica!" Il suo team aveva già lavorato alla ricerca sull'inquinamento da plastica, ed è stato un sorprendente risveglio quando non sono riusciti a trovare studi su cosa succede alle lenti a contatto dopo l'uso.

"Abbiamo iniziato a esaminare il mercato degli Stati Uniti e abbiamo condotto un sondaggio sui portatori di lenti a contatto. Abbiamo scoperto che il 15-20% dei portatori getta le lenti nel lavandino o nella toilette", afferma Charlie Rolsky, sudente del dottorato di ricerca che presenta il lavoro. Halden, Rolsky e un terzo membro del team, Varun Kelkar, sono al Center for Environmental Health Engineering del Biodesign Institute presso la Arizona State University (ASU). "Si tratta di un numero piuttosto elevato, considerando che solo negli Stati Uniti circa 45 milioni di persone indossano lenti a contatto".

Le lenti a contatto che vengono smaltite nello scarico finiscono negli impianti di trattamento delle acque reflue. Il team stima che da 6 a 10 tonnellate di lenti in plastica finiscano nelle acque reflue solo negli Stati Uniti ogni anno. Queste lenti tendono ad essere più dense dell'acqua, il che significa che affondano e ciò potrebbe in definitiva costituire una minaccia per la vita acquatica, in particolare per i pesci che vivono sui fondali, che possono ingerire le lenti a contatti, afferma Halden.

Analizzare cosa succede a questi oggetti è una sfida per diversi motivi. Innanzitutto, le lenti a contatto sono trasparenti, il che le rende difficili da osservare nel complicato ambiente di un impianto di trattamento delle acque reflue. Inoltre, le materie plastiche utilizzate nelle lenti a contatto sono diverse dagli altri rifiuti di plastica, come il polipropilene, che può essere trovato in qualsiasi cosa, dalle batterie per auto ai tessuti. Le lenti a contatto sono invece spesso realizzate con una combinazione di poli (metilmetacrilato), siliconi e fluoropolimeri per creare un materiale più morbido che consente all'ossigeno di passare attraverso la lente verso l'occhio. Pertanto, non è chiaro in che modo il trattamento delle acque reflue influisce su queste.

Queste differenze rendono difficile il trattamento delle lenti a contatto negli impianti delle acque reflue. Per aiutare ad affrontare il loro destino, durante il trattamento, i ricercatori hanno esposto cinque polimeri trovati nelle lenti a contatto di molti produttori a microrganismi anaerobici e aerobici presenti negli impianti di trattamento delle acque reflue per diversi periodi e hanno eseguito la spettroscopia Raman per analizzarli. "Abbiamo scoperto che ci sono stati notevoli cambiamenti nei legami delle lenti a contatto dopo un trattamento a lungo termine con i microbi dell'impinato", afferma Kelkar. Il team ha concluso che i microbi, nella struttura di trattamento delle acque reflue, hanno effettivamente alterato la superficie delle lenti a contatto, indebolendo i legami nei polimeri plastici.

"Quando la plastica perde parte della sua resistenza strutturale, si rompe fisicamente. Questo porta a particelle di plastica più piccole che alla fine portano alla formazione di microplastiche", afferma Kelkar. Gli organismi acquatici possono confondere le microplastiche con gli alimenti e poiché le materie plastiche sono indigeribili, ciò influisce notevolmente sul sistema digestivo degli animali marini. Questi animali fanno parte di una lunga catena alimentare. Alcuni alla fine trovano la loro strada verso l'approvvigionamento alimentare umano, il che potrebbe portare a esposizioni umane indesiderate a contaminanti e inquinanti plastici che si attaccano alle superfici della plastica.

Richiamando l'attenzione su questa ricerca unica nel suo genere, il team spera che l'industria prenda nota e almeno fornisca un'etichetta sulla confezione che descriva come smaltire correttamente le lenti a contatto, ovvero posizionandole con altri rifiuti solidi . Halden menziona: "In definitiva, speriamo che i produttori conducano ulteriori ricerche su come le lenti influenzano la vita acquatica e quanto velocemente le lenti si degradano in un ambiente marino".

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

lunedì 6 gennaio 2020

DISTURBI INTESTINALI CHE PROVOCANO MALATTIE OCULARI?


Per chi si fosse meravigliato della pubblicazione precedente, che non riguardava gli occhi, ecco la spiegazione. Si trattava di un'introduzione sul tema MICROBIOTI. Questi microbi che compongono la flora batterica (o flora microbiotica) possono aiutare l'organismo ma anche comprometterlo se disequilibrati nelle loro componenti.

L'articolo è tratto da una pubblicazione di Silvia Radrezza su "Microbioma.it Aggiornamento Medico" (https://microbioma.it/oftalmologia/asse-intestino-occhio-una-nuova-frontiera-delloftalmologia/).

Asse intestino-occhio: una nuova frontiera dell’oftalmologia

La salute degli occhi passa anche dall’intestino. Capirne meglio la relazione con il microbiota potrebbe facilitare lo sviluppo di nuove terapie mirate per il trattamento di disturbi oculari. Ecco cosa dice la letteratura scientifica.

1 Novembre 2019

Stato dell’arte
Il microbioma intestinale sembrerebbe correlato anche alla salute oculare. Molto rimane però ancora da scoprire.

Cosa aggiunge questo studio
La revisione riassume le evidenze disponibili riguardo la relazione tra intestino, microbioma oculare e patologie dell’occhio.

Conclusioni
L’esistenza dell’asse occhio-intestino sembrerebbe confermata. Un suo ulteriore approfondimento permetterà di mettere a punto terapie mirate per i disturbi e patologie dell’occhio.

La salute degli occhi passa anche dall’intestino. Capirne meglio la relazione con il microbiota potrebbe facilitare lo sviluppo di nuove terapie mirate per il trattamento di disturbi oculari.

È in questa direzione che il campo dell’oftalmologia si sta muovendo: «Ormai diversi studi – spiega Gianluca Scuderi del Dipartimento di neuroscienze, salute mentale e organi di senso – Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea – hanno dimostrato che esiste un asse intestino-occhio, tant’è vero che chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile in molti casi ha anche dei problemi di irritazione della superficie oculare».

Ma qual è il ruolo del microbiota della superficie oculare? «L’equilibrio del microbioma – prosegue Scuderi – è importante non solo per il benessere intestinale, ma anche per quello dell’apparato visivo e quando questo equilibrio si rompe il microbioma può entrare in gioco nell’insorgenza di alcune patologie infiammatorie dell’occhio».

Un recentissimo studio, coordinato da Kara M. Cavuoto della University of Miami Miller School of Medicine (USA) e pubblicato sulla rivista The Ocular Surface, ha infatti confermato come nell’occhio umano coesistano numerosi microhabitat batterici, la cui composizione riflette i livelli di esposizione all’ambiente esterno.

I generi più rappresentati sulla superficie oculare sono Propionibacterium e Corynebacteria, seguiti da Staphylococcus, Streptococcus, Acinetobacter, Brevundomonas, Pseudomonas spp., Aquabacterium e Sphingomonas, seppur con una elevata diversità. Sarebbero infatti in media 221 le specie per soggetto, influenzate soprattutto dalla salute del microbiota intestinale, oltre che dall’età dell’ospite, meno invece dal genere.

Una disbiosi intestinale sembrerebbe infatti avere un ruolo in caso di occhio secco o infezioni, in processi infiammatori oculari quali l’uveite, la cheratite e il glaucoma, ma anche in retinopatie diabetiche o degenerazioni maculari. Eccone qualche esempio.

•    Occhio secco: il decremento di Clostridium a favore dei patogeni intestinali Enterobacter, Escherichia/Shigella e Pseudomonas in seguito a terapia antibiotica peggiora la secchezza oculare in modelli murini. Di contro, miglioramenti significativi sono stati registrati in seguito a trapianto di microbiota fecale da donatori sani in modelli germ-free

•    Uveite: l’incremento a livello intestinale di Fusobacterium ed Enterobacteriaceae sembrerebbe favorire lo sviluppo di uveite

•    Retinopatia diabetica: una ridotta abbondanza di Bacteroides intestinali sembrerebbe correlata a una glicemia elevata, con conseguente aumento del rischio di retinopatia diabetica

•    Degenerazione maculare: elevata presenza fecale di Firmicutes e Clostridia controbilanciata da una scarsa abbondanza di Bacteroidetes ed Erysipelotrichi è risultata associata a un maggior danno alla retina. In pazienti con degenerazione maculare è stata inoltre registrata una più alta espressione di Ruminococcaceae e Prevotella rispetto ai controlli sani

•    Glaucoma: nella sua forma acuta il glaucoma viene oggi considerato da una parte una malattia infiammatoria e dall’altra come una malattia neurodegenerativa al pari di Alzheimer,  Parkinson o SLA. Un aumento di Bacteroidetes e Prevotella intestinali, oltre che di Streptococci a livello orale, sembrerebbero essere aspetti implicati nella sua eziopatologia.

Accanto al microbiota intestinale riveste un ruolo importante per la salute dell’occhio anche il mantenimento della composizione fisiologica del microbiota oculare visto il suo attivo coinvolgimento nei meccanismi di difesa da patogeni esterni come per esempio Pseudomonas aeruginosa, il principale agente infettivo oftalmico.

Tra i fattori influenti troviamo anche l’applicazione delle lenti a contatto. In utilizzatori abituali di tali dispositivi si è registrato infatti un aumento di patogeni opportunisti (Pseudomonas, Acinetobacter, Methylobacterium ecc.) da ricondurre probabilmente a un’alterazione dell’integrità della barriera superficiale oculare.  Inoltre, è stata dimostrata una relazione positiva fra l’arrossamento degli occhi, condizione favorita dalla presenza di lenti a contatto, e la colonizzazione di Haemophilus influenzae.

In conclusione, la manipolazione mirata del microbiota intestinale, nonché il mantenimento della composizione fisiologica di quello oculare, sembrano rappresentare valide alternative per la prevenzione e/o cura di patologie o disturbi dell’occhio. L’applicazione topica di probiotici a base di Lactobacillus acidophilus sembrerebbe per esempio migliorare la cheratocongiuntivite. Considerando però la preliminarità di tali risultati, sono necessari ulteriori studi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

giovedì 26 dicembre 2019

PROBLEMI OCULARI IN PORTATORI DI LENTI A CONTATTO


A seguire la traduzione di un interessante articolo sulle problematiche patologiche nel porto di lenti a contatto. Problemi che ricordiamo tutti i giorni ai portatori ma che le pubblicità ingannevoli delle grandi multinazionali, produttrici di lenti a contatto, fanno dimenticare o sottovalutare. Quindi come dicevano i latini "repetita iuvant" e quindi LEGGETE perché è per la vostra salute! Leggerete indicazioni generali e specifiche per il professionista.

Vedremo: Cheratite Microbica, Cheratite da Acanthamoeba, Disagio delle Lenti a Contatto, Congiuntivite Papillare Gigante

articolo originale https://www.bmj.com/content/367/bmj.l6337

Eye problems in contact lens wearers.

Shahid S.M., Ahmed S.N., Khan Y.

 

PROBLEMI OCULARI IN PORTATORI DI LENTI A CONTATTO

Quello che è necessario sapere

  • la cheratite (infiammazione della cornea) associata a lenti a contatto può provocare cecità e richiede controllo e gestione nello stesso giorno presso il Pronto Soccorso Oculistico.
  • l'uso eccessivo delle lenti a contatto è un fattore noto di rischio di cheratite.
  • inviare il giorno stesso al Pronto Soccorso per la valutazione oftalmologica, portatori di lenti a contatto con occhi rossi e doloranti al fine di evitare una complicazione come la cheratite microbica, che minaccia la visione.
Introduzione
Più di 140 milioni di persone, nel mondo, usano lenti a contatto. I portatori di lenti a contatto sono più soggetti a problemi della superficie oculare, specialmente quelli che ne fanno un uso prolungato.  

I pazienti possono presentarsi dal medico generale, dal farmacista o dall'optometrista in circa il 42% dei casi.

I medici del Pronto Soccorso devono essere in grado di identificare condizioni che minacciano la visione come la cheratite microbica e dare consigli sui problemi più comuni come la difficoltà nel togliere le lenti ed i fastidi generati dall'uso di questi.

Questo articolo descrive i problemi più comuni associati all'uso di lenti a contatto e un approccio che gli specialisti posso adottare per l'identificazione e la gestione.


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Approccio e assistenza primaria


La diagnosi ed il trattamento corretto dei problemi relativi all'uso dell lenti a contatto in un contesto non specialistico è un rischio.
Innanzitutto, nel caso che qualcuno si presenti con occhio rosso, oltre alle complicazioni relative all'uso di lenti a contatto che si descrivono in questo articolo, si devono considerare le molteplici diagnosi differenziali dell'occhio rosso.
In secondo luogo , per confermare la diagnosi, nella maggior parte dei casi è necessaria una lampada a fessura (strumento per l'osservazione ingrandita ed illuminata dell'occhio).

(omisssis)
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Cheratite microbica


La cheratite microbica può essere una minaccia per la vista, se non viene prontamente trattata, quindi dovrebbe essere sospettata in ogni portatore di lenti a contatto che abbia un arrossamento dolorante dell'occhio. I fattori predisponenti includono usura delle lenti a contatto, trauma, chirurgia della cornea, malattia della superficie oculare e immunosoppressione.

Raramente accade nell'occhio normale grazie alla natura protettiva della cornea umana contro le infezioni.

L'incidenza della cheratite microbica va dal 2 al 4 per 10.000 soggetti che indossano lenti a contatto morbide, ma è maggiore nell'uso prolungato o durante la notte delle lenti a contatto. La tabella 1 menziona altri fattori di rischio.


Tabella 1: Fattori di rischio per cheratite microbica con uso di lenti a contatto
- Ridotta igiene delle mani.
- Uso di lenti a contatto morbide.
- Uso prolongato/notturno.
- Genere maschile.
- Tabagismo (fumo).
- Scorretto uso di conservazione delle lenti a contatto (per esempio, uso di acqua corrente, mancanza di pulizia o di cambio regolare del contenitore).
- Alterazioni della superfice oculare (es. occhio secco, blefarite).

La causa più comune è Pseudomonas spp.; tuttavia, possono verificarsi anche infezioni da germi gram-positivi (stafilococco e streptococco), funghi e parassiti.

Si deve sospettare cheratite microbica in pazienti con arrossamento degli occhi, dolore e fotofobia (fastidio e dolore intenso alla luce) ricorrenti che indossano lenti a contatto. Possono anche avere gonfiore palpebrale, ridotta acuità visiva ed epifora (lacrimazione costante).

L'esame mostrerà una "opacità bianca" o infiltrati nella superficie corneale, che può essere periferica o centrale. Questo può essere individuato meglio nell'esame con lampada a fessura, ma a volte può essere visto ad occhio nudo guardando da vicino la cornea.

Un oftalmoscopio può essere usato come una lente d'ingrandimento ruotando il quadrante su una lente alta + (ad esempio, +10) per visualizzare meglio la cornea. Questo può essere un importante strumento diagnostico per il medico di medicina generale.

Gli antibiotici topicali intensivi, insieme ad un agente cicloplegico per alleviare il dolore, sono la base del trattamento.

Nella pratica generale, se la cheratite microbica viene identificata con le tecniche descritte, è ragionevole iniziare un trattamento intensivo con un riferimento urgente all'oculista o al pronto soccorso oculistico di guardia.

Se si sospetta ma non si conferma la cheratite microbica, il paziente deve consultare un oculista il giorno stesso.


Tabella 2: Esempio di trattamento per cheratite microbica
- Interrompere l'utilizzo delle lenti a contatto fino a che i sintomi non si siano risolti completamente.
- Fluorochinolone topico: levofloxacina 0.5% ogni ora (si raccomanda un trattamento intensivo durante la prima settimana, per esempio, ogni ora durante 7 giorni, e successivamente quattro volte al giorno durante 7 giorni).
- Agente topico cicloplegico: ciclopentolato 1% tre volte al giorno durante 5 - 7 giorni.

Cheratite da Acanthamoeba

Un importante organismo che causa cheratite microbica nei pazienti con lenti a contatto è il parassita Acanthamoeba, che rappresenta circa il 5% dei casi. Dobbiamo considerare seriamente la cheratite kenthamoeba in pazienti con lenti a contatto con esposizione oculare a terreno o acqua contaminati.

La sua incidenza è in aumento, probabilmente a causa di soggetti che nuotano o fanno la doccia con le lenti a contatto. Il tipico riscontro clinico è quello di un "infiltrato ad anello". I pazienti sospettati di contrarre un'infezione da Acanthamoeba richiedono un trattamento prolungato con antimicrobici per diversi mesi.

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Disagio delle lenti a contatto

I pazienti che indossano lenti a contatto avvertono comunemente disagio a causa del contatto prolungato tra la lente e la superficie dell'occhio.

Ciò è particolarmente vero se la lente si adatta bene alla superficie corneale, se l'obiettivo viene indossato per lunghi periodi di tempo (più di otto ore al giorno) o se esiste una malattia della superficie dell'occhio preesistente, come secchezza oculare o blefarite.

Viene spesso descritto come una sensazione di corpo estraneo, che si allevia interrompendo l'uso delle lenti. Questo cambio è utile per distinguere il disagio dovuto alle lenti a contatto da condizioni più gravi. Può essere accompagnato da arrossamento congiuntivale e colorazione superficiale dell'epitelio corneale con l'uso di fluoresceina come visto nell'esame con lampada a fessura.

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Congiuntivite papillare gigante (CPG)

La CPG è comunemente associata all'uso di lenti in silicone idrogel e si ritiene che sia causata da un trauma meccanico della lente contro la superficie congiuntivale delle palpebre. Uno studio degli anni '90 ha riportato un'incidenza del 15%, ma oggi è molto meno comune grazie ai progressi nel disegno e nel materiale delle lenti.

I sintomi tipici di CPG sono epifora (eccesso di lacrima), occhi rossi e secrezione mucosa con prurito e disagio. Le papille giganti, sul retro della palpebra superiore, sono una caratteristica diagnostica chiave.

La gestione comprende l'interruzione dell'uso delle lenti fino alla scomparsa dei sintomi e il trattamento topico con stabilizzatori dei mastociti come 2% di cromoglicato di sodio. Se i sintomi non si risolvono o sono gravi, consultare un oculista che potrebbe prendere in considerazione l'uso di steroidi topici.

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Abrasione corneale

L'abrasione corneale avviene comunemente nell'estrarre una lente a contatto, particolarmente se la lente a contatto aveva un'adesione completa.

I sintomi sono in genere descritti come lieve dolore o sensazione di corpo estraneo. L'abrasione può essere macchiata con gocce di fluoresceina e vista con luce blu cobalto, sebbene la macchia possa essere visibile anche in assenza di luce blu.

Questo può essere trattato con antibiotici topici ad ampio spettro come un fluorochinolone (es. ofloxacina o levofloxacina) quattro volte al giorno per sette giorni. È importante escludere la presenza di un'infezione corneale cercando la presenza di un infiltrato.

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Lenti a contatto trattenute

Una lente a contatto trattenuta, o un frammento di lente a contatto rotto, può presentarsi come una sensazione di corpo estraneo e la storia di non vedere la lente quando si tenta di rimuoverla o di ottenerne solo una parte.

La lente trattenuta si blocca di solito nel fornice superiore.

Sollevare la palpebra superiore di solito stimola la lente a mostrarsi, anche se in alcuni casi è necessaria una "spazzata del fornice superiore". Gli autori raccomandano una valutazione successiva per rimuovere la lente usando fluoresceina al 2% per colorare la superficie corneale, al fine di escludere l'abrasione corneale.

Tabella 4: Come realizzare la pulizia del fornice superiore
1. Instillare un anestetico topico nel fornice inferiore, per esempio proximetacaina 0.5%.
2. Bagnare la punta di un bastoncino cotonato sterile con proximetacaina al 0.5%.

3. Chiedere al paziente che guardi in basso e delicatamente al palpebra superiore dell'occhio con le ciglia. 
4. Inserire el hisopo en el fórnix superior y suavemente barra de medial a lateral la superficie interna del párpado y la conjuntiva. 
5. Suavemente remueva el hisopo mientras el paciente está aún mirando hacia abajo, teniendo cuidado de no lastimar la superficie corneal.

Educazione in pratica

Quale approccio avresti adottato prima che un paziente presentasse un effetto di occhi rossi correlato all'uso di lenti a contatto?  
In che modo il tuo rinvio all'oculista si adatterà al sospetto di cheratite microbica in base alle informazioni e al percorso diagnostico descritti in questo articolo? 
Se sospetti che un paziente abbia una lente a contatto trattenuta, sarai ora in grado di eseguire una scansione diagnostica e una scansione del fornice dopo aver letto questo articolo?


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

mercoledì 26 settembre 2018

INFIAMMAZIONE DA RISCHIO TRAPIANTO DI CORNEA PER I PORTATORI DI LENTI A CONTATTO


La bruttissima foto che apre questo articolo vuole soltanto mostrare ai portatori di lenti a contatto incauti cosa può succedere alle proprie cornee. Infatti qualche giorno fa la CNN ha pubblicato uno studio che evidenzia come negli ultimi anni siano aumentati, in modo preoccupante, i casi di infezione della cornea (cheratite) dovuta al microorganismo Acanthamoeba.

ARTICOLO ORIGINALE CNN
https://edition.cnn.com/2018/09/21/health/contact-lenses-eye-infection-outbreak-uk-intl/index.html

La CNN cita una ricerca della University College London dove le statistiche indicano un numero triplicato di casi dal 2011 al 2014, nel sud dell'Inghilterra. L'infezione colpisce principalmente i portatori di lenti a contatto (85% dei casi) e deriva da una mancanza di igiene sia per le mani che nel lavaggio delle lenti stesse e dei loro contenitori.

Il microorganismo Acanthamoeba

 L'infezione da Acanthamoeba è abbastanza rara ma quando si verifica ha degli effetti devastanti, per un lungo periodo, sulla vita del paziente. Nel 70% dei casi la cura dura meno di 12 mesi mentre nel restante 30% è necessario più di un anno di trattamento. Nei portatori di lenti a contatto i casi più complicati richiedono una cura intorno ai 10 mesi con visite di controllo durante 38 mesi. Nei casi più gravi si registra una perdita permanente di visione fino al 75% ed un quarto di questi richiede un trapianto di cornea. 

In uno studio separato si è evidenziato come nei portatori di lenti a contatto il rischio di infezione si triplica a causa di una cattiva igiene. Le mani non vengono sempre adeguatamente lavate ed asciutte.

ARTICOLO ORIGINALE UNIVERSITY COLLEGE LONDON
https://www.ucl.ac.uk/news/news-articles/0918/210918-eye-infection-outbreak


La Acanthamoeba si trova solitamente nel terreno e nell'acqua, ad esempio in acqua calda e fredda, piscine, vasche idromassaggio e acqua di mare. In particolare alcuni comportamenti aumentano il rischio di infezione:
  • L'uso di acqua del rubinetto per pulire o conservare le lenti a contatto.
  • Avere una scarsa igiene delle lenti a contatto.
  • Uso scorretto delle soluzioni di disinfezione delle lenti.
  • Riutilizzo della soluzione di conservazione.
  • Non svuotare e asciugare completamente il contenitore delle lenti a contatto dopo l'uso. 
  • Conservare le lenti in acqua durante la notte.
  • Indossare lenti a contatto durante il nuoto o fare la doccia con queste. 
  • Maneggiare le lenti a contatto con le mani bagnate dall'acqua del rubinetto.

Quindi una buona prevenzione può essere fatta:
  • Assicurandosi di aver lavato e asciugato bene le mani prima di toccare le lenti. 
  • Togliere le lenti prima di dormire.
  • Non indossare le lenti a contatto facendo il bagno (vasca o doccia), o quando andando a nuotare in piscina o al mare.
Le lenti a contatto sono uno strumento molto utile ma vanno usate seguendo scrupolosamente le indicazioni dello specialista. 

ARTICOLO ORIGINALE THE EYE RESEARCH CHARITY
https://www.fightforsight.org.uk/about-the-eye/a-z-eye-conditions/acanthamoeba-keratitis/ 


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

martedì 6 giugno 2017

LA LACRIMAZIONE PUO' ESSERE SEGNO DI SECCHEZZA OCULARE?

















Di frequente capita di indicare ad un paziente che ha secchezza oculare e la risposta è "no, occhio secco no! Anzi lacrimo spesso!". E questa ne è la conferma!

Infatti la lacrimazione improvvisa o quella sensazione di occhio sempre bagnato rappresentano quasi sempre una difesa del sistema visivo in presenza di una secchezza oculare.
Oltre alla lacrimazione, altri sintomi possono essere ovviamente la sensazione di occhio asciutto ma anche sensazione di stanchezza, punture oculari, peggioramenti intermittenti della visione, fino a dolori interni agli occhi e conseguenti mal di testa. 

MA DA COSA DIPENDE UNA BUONA LUBRIFICAZIONE DEGLI OCCHI?
















COMPOSIZIONE

La componente più importante ovviamente è la composizione della lacrima che deve avere una parte grassa (lipidica) e una acquosa. L'equilibrio fra queste due componenti permetterà alla lacrima di non evaporare eccessivamente e di svolgere tutte le sue importanti funzioni di protezione, nutrimento, lubrificazione e qualità ottica. La qualità di questa composizione, e quindi della resistenza all'evaporazione, si valuta istillando un colorante apposito nella lacrima e valutando il tempo di evaporazione in secondi.










AMMICCAMENTI
La lacrima viene stesa sull'occhio ad ogni battito delle palpebre (ammiccamento) eliminando allo stesso tempo la lacrima vecchia. Anche la frequenza con la quale una persona chiude ad apre gli occhi ha la sua importanza. Infatti se la lacrima evapora in 8 secondi, che è un valore dei migliori, ma la persona ammicca ogni 6 secondi, avremo un rinnovo totale della lacrima prima che questa evapori.

CONDIZIONI DELLE PALPEBRE
Altro aspetto molto importante è la condizione anatomica e funzionale delle palpebre. Infatti se sono loro che si occupano di stendere la lacrima sull'occhio, è importante che sia ben tese e regolari nella loro forma. Con gli anni le palpebre perdono di tonicità e questo fa si che peggiori l'adesione sull'occhio e quindi il loro lavoro. Anche una forma particolare può rendere più difficle la chiusura completa e una funzione ottimale.









INTEGRITA' DELLA CORNEA
Piccoli traumi, interventi chirurgici o malattie della cornea alterano sempre la struttura della superfice esterna (epitelio) che presenta normalmente ciglia vibratili, microvilli o stereociglia (Atlante di Istologia). Queste sono strutture che permettono alla lacrima di rimanere stabile anche in posizione verticale e ne facilitano il movimento sulla superficie oculare.

COSA FAVORISCE L'EVAPORAZIONE DELLA LACRIMA

FATTORI ESTERNI
Sono fondamentalmente 5 i fattori che favoriscono l'evaporazione dei liquidi, e nello specifico della lacrima:
- calore (estate, riscaldamento, forni, asciugacapelli, ecc.)
- freddo (inverno, celle frigorifero, ecc.)
- vento e ventilatori
- aria condizionata e deumidificatori
- fumo
Ovviamente la somma di più di uno di questi fattori aumenta in modo importante la possibilità che un occhio, anche con lacrima, anatomia delle palpebre e frequenza di ammiccamento normali possa soffrire di secchezza.











FATTORI COMPORTAMENTALI
Come abbiamo detto la frequenza di ammiccamento rappresenta un fattore importante per poter mantenere una lacrima stabile. Ma questa frequenza può essere cambiata anche dall'attività che svolgiamo. Tutte le volte che ci concentriamo su qualcosa riduciamo i battiti di palpebre. Fra queste attività troviamo ovviamente il lavoro (computer o applicazione in lavori di precisione), lo studio, ecc. Oggi questi momenti sono aumentati notevolmente a causa dell'uso di telefonini, tablet e videogiochi portatili. Quindi anche una persona con lacrima normale può soffrire di secchezza oculare funzionale.

Il porto delle Lenti a Contatto rappresenta un'altro fattore di rischio per i cambiamenti anatomici e funzionali che la lente provoca negli anni (specialmente con un porto sconsiderato e non seguito da uno specialista) e per la continua richiesta all'occhio di liquido da parte delle lenti morbide.

FATTORI PATOLOGICI
Esistono malattie sistemiche, conseguenze di interventi chirurgici o alterazioni del proprio organismo che provocano alterazioni della lubrificazione dell'occhio generando secchezza oculare come (Centro Studi Lacrimazione):
- variazioni ormonali (peri-menopausa, menopausa)
- utilizzo di farmaci (per il controllo della pressione, per la cura della depressione, diuretici)
- malattie associate come il diabete, artrite reumatoide, problemi alla tiroide, Sindrome di Sjögren (malattia infiammatoria cronica autoimmune che distrugge le ghiandole lacrimali)
- interventi chirurgici all’occhio (cataratta e chirurgia laser/refrattiva).









COME SAPERE SE HAI L'OCCHIO SECCO
Durante una normale visita si possono valutare la quantità e la qualità della lacrima in modo che, se necessario, può essere consigliato l'uso di lacrima artificiale. In questi casi è importante sapere che i colliri da usare devono essere specifici per la secchezza oculare.

CHE COLLIRI USARE
Non tutti i colliri servono alla nostra necessità di occhio secco anzi la maggior parte di prodotti alla camomilla, acqua di mare, alle erbe, rinfrescanti, ecc. essendo a base acquosa peggioreranno la situazione. Il componente che deve essere presente nelle nostre lacrime artificiali è l'acido ialuronico, sostituto della componente grassa della lacrima.

Per ulteriori chiarimenti scrivete a
ieri.luca@gmail.com

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

giovedì 20 ottobre 2016

SEI STANCO DELLE TUE LENTI A CONTATTO?

PORTI LENTI A CONTATTO DA ANNI?
VUOI LASCIARLE PER IL LASER?
TI SERVE UN TEST SPECIALE!

Sono molti anni che porti lenti a contatto? Ti hanno consigliato di operarti con il laser?
Devi far valutare l'elasticità della tua cornea per evitare un disastro per i tuoi occhi!

Negli ultimi anni si è sviluppata un'attenzione particolare ad un nuovo parametro che è l'elasticità della cornea e questo dovrebbe modificare radicalmente l'attegiamento dei chirurghi. Mentre infatti fino ad oggi l'intervento di chirurgia refrattiva (correzione chirurgica dei difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo) si basava su un concetto di corpo "rigido" stabile da modificare nella sua struttura, con i nuovi risultati sull'isteresi elastica della cornea ci si trova di fronte ad un nuovo panorama.

L'elasticità della cornea, la possibilità di ritornare ad una forma precedente o perdere determinate tensioni modificando la propria resistenza, inserisce nell'intervento di chirurgia refrattiva varibili complesse da valutare con attenzione. Se infatti con gli ultimi strumenti creati con questo fine si può rilevare questo valore di elasticità non è altrettanto possibile conoscere quali saranno le conseguenze di un intervento su occhi che possono variare la risposta in modo estremamente soggettivo.

Questo è particolarmente vero in casi di soggetti che portano lenti a contatto da molti anni. La cornea di questi soggetti mostra spesso un endotelio con un certo grado di usura per lo stress metabolico cronico dovuto all'ipossia (riduzione dell'ossigenazione) provocata appunto dal porto di lenti a contatto. Si possono registrare in questi casi valori pachimetrici (spessore della cornea) che non sono il risultato dello spessore primario della cornea ma anche dalla somma di alterazioni come polimegetismo e pleomorfismo cellulare, sostanzialmente variazioni di forma e dimensioni delle cellule che la compongono. Questi risultati potrebbero convincere, erroneamente, della presenza di uno spessore della cornea sufficiente per la chirurgia refrattiva. Risulta quindi quanto sia importante che agli esami che vengono fatto correntemente prima di ogni intervento, si aggiunga la valutazione dell'elasticità della cornea e della sua eventuale isteresi.


Questo per quanto riguarda il futuro. Ma grazie a questo nuovo test si sono compresi molti dei problemi che hanno caratterizzato gli effetti registrati negli anni dopo la chirurgia corneale.


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 1 luglio 2016

HAI LENTI A CONTATTO MORBIDE? SEI SICURO DI TRATTARLE COME MERITANO?


Manutenzione delle lenti a contatto morbide: come garantire la salute ai tuoi occhi


Le lenti a contatto morbide hanno una struttura simile a quella di una spugna e quindi capace di sporcarsi in superfice ma anche in profondità richiedendo quindi lavaggi di tipo diverso.
Segui le seguenti indicazioni per garantire la salute ai tuoi occhi.

LAVAGGIO GIORNALIERO
E’ da escludere assolutamente l’uso di prodotti unici e acqua del rubinetto.
Prodotto unico: questi prodotti hanno caratteristiche simili a quelle di un conservante ma nessuna capacità di pulire le lenti e quindi non servono a garantire la salute dell’occhio.
Acqua del rubinetto: l’acqua pubblica se pur pura per bere può comunque presentare microorganismi come le amebe e in particolare la Acanthamoeba molto pericolosa per le cheratiti che possono provocare in particolare nei portatori di lenti a contatto.

L’Acqua Ossigenata (perossido di idrogeno) rappresenta, nella sua formulazione per lenti a contatto, la miglior soluzione per una sterilizzazione profonda della lente. Nessun altro lavaggio può arrivare dentro la lente come fa questo prodotto adatto per la sterilizzazione quotidiana. Nelle formule piu frequenti si tratta di riporre le lenti nel contenitore pieno del liquido (H2O2) con l’aggiunta di una compressa che trasformerà, dopo la pulizia, il perossido in conservante. A fine lavaggio potrete indossare le lenti direttamente da questo liquido.


LAVAGGIO SETTIMANALE CON SAPONE
La lente, quando indossata, è la superficie esterna dell’occhio e raccoglie tutte le microparticelle in sospensione nell’aria come polvere, smog, particelle ferrose (per chi frequenta le stazioni ferroviarie), vapori grassi, ecc. Per questo motivo il lavaggio giornaliero indirizzato alla sterilizzazione non è sufficiente per eleiminare questi depositi. Sarà necesario, almeno una volta la settimana, un lavaggio con un sapone ed una azione meccanica. La lente puo essere posizionata nel palmo di una mano e con l’indice dell’altra esercitare  una leggera pressione ed un movimento rotatorio di pulizia con alcune gocce di sapone.

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LAVAGGIO SETTIMANALE CON ENZIMI
Oltre alla contaminazione di microorganismi trattata con perossido, i depositi inorganici trattati con sapone e azione meccanica è importante e necessario un altro tipo di lavaggio attraverso enzimi. Il nostro corpo, e nello specifico  la nostra lacrima, è ricco di proteine. Quelle della lacrima si depositano sulla lente a contatto e questo tipo di deposito non si puo eliminare ne con il peroddido ne con sapone e azione meccanica. L’unico modo di eliminare questo deposito “vivo” è digerirlo con un enzima. Da qui la necessita del lavaggio enzimatico settimanale che generalmente, attraverso una compressa, può essere unito al lavaggio giornaliero.
L'eliminazione delle proteine, di natura grassa, è molto importante perchè queste rendono la lente a contatto idro repellente terminando per risultare asciutta. Questo ovviamente impedisce quella idratazione che è necessaria perchè lente ed occhio non vengano mai a contatto.

RIEPILOGO
Ricapitolando quindi chi porta lenti a contatto morbide (ovviamente escluse quelle a cambio giornaliero) deve fare:

- lavaggio giornaliero preferibilmente di tipo chimico con perossido di idrogeno (acqua ossigenata).
- lavaggio meccanico con sapone.
- trattamento enzimatico contro i depositi proteici.

USO DI LACRIMA ARTIFICIALE
E’ molto importante, durante il porto delle lenti, l’uso di lacrima artificiale che pero deve essere specifica e quindi indicata dallo specialista in base alle caratteristiche delle lenti e degli occhi. In particolare l’istillazione prima di togliere le lenti in modo da evitare adesioni fra occhio e lente durante l’estrazione. Queste mini abrasioni ripetute nel tempo possono arrivare a provocare danni realmente molto gravi.

martedì 10 maggio 2016

DA QUANTO ASPETTAVI DI POTER CONTROLLARE LE TUE LENTI A CONTATTO?

SCREENING SU LENTI A CONTATTO

Dall'inizio di Maggio e per i prossimi mesi, si è attivato presso i nostri Studi Optometrici di Incisa e Rignano uno Screening sull'Uso delle Lenti a Contatto.




Approfitta di questa occasione per un check-up della tua situazione, completamente gratuito. Ti verranno eseguiti i seguenti test:

- Acuita Visiva con le lenti a contatto
- Controllo condizioni delle tue lenti a contatto
- Controllo del Segmento Anteriore Oculare
- Mappa Corneale Computerizzata
- Controllo della Qualità della lacrima


Prenota il tuo appuntamento presso:
Rignano tel. 0558348191
Incisa tel. 0558336377




mercoledì 20 aprile 2016

5 RAGIONI PER NON ABUSARE MAI DELLE LENTI A CONTATTO

 Hello Kitty Contacts

Con che frequenza cambi le lenti a contatto? 

La risposta può essere sorprendente a questa semplice domanda. Come optometrista, ho avuto pazienti che hanno indossato la stessa coppia di lenti a contatto, che erano state consegnate come prova durante una visita, durante 2 anni. La maggior parte delle persone non sono così audaci, ma non è raro trovare persone che indossano le lenti per mesi più di quanto le linee guida della FDA raccomandino. E la maggior parte dei pazienti si mettono sulla difensiva quando vengono ineterpellati su quanto spesso gettano le loro lenti a contatto. Perché raccomando tanto di seguire le linee guida della FDA per il corretto cambio delle lenti a contatto? 

Qui ci sono 5 reali complicazioni che devo trattare in maniera regolare, che sono il risultato di un improprio uso delle lenti a contatto.

1) NEOVASCOLARIZZAZIONE CORNEALE

New blood vessel growth is not a good thing when it means opacification of what should be clear tissue! 
Picture via optometric.com

"Neovascolarizzazione" significa crescita di nuovi vasi sanguigni, e questo non sembra di per sé così grave, vero?

Ebbene, nel caso della cornea, si possono avere risultati potenzialmente devastanti. La cornea è la calotta di tessuto trasparente sulla quale vengono applicate le tue lenti a contatto, e la trasparenza è essenziale per la visione. Come tessuto trasparente, la cornea deve ricevere la maggior parte dell'ossigeno dall'atmosfera. Quando una lente a contatto si trova sulla superficie della cornea, l'ossigeno deve passare attraverso la lente a contatto per far respirare il tessuto corneale. All'aumentare l'età della lente, la quantità di ossigeno che arriva all'occhio diminuisce gradualmente fino a raggiungere livelli pericolosi (che coincidoono con i tempi di sostituzione consigliati dal FDA, per lenti mensili, bi-settimanali o giornaliere).

Che cosa succede se continui ad indossare lenti che hanno passato il loro tempo e che non garantiscono un adeguato apporto di ossigeno? La cornea deve ottenere in qualche modo l'ossigeno. ed un modo è far crescere i propri vasi sanguigni. Con il tempo e la ripetizione di questo processo, la cornea finisceno per presentarsi nel seguente modo:

 
     A cornea with significant scarring and neovascularization

Trattamento: Cambiare lenti a contatto piú permeabili all'ossigeno o giornaliere. Se il danno è abbastanza grave, l'uso delle lenti a contatto può dover essere interrotto in modo permanente.


2) CONGIUNTIVITE PAPILLARE GIGANTE
GPC: a nasty allergic response to your contact lenses

La Congiuntivite Papillare Gigante (GPC) è una delle condizioni acute più comuni che vedo nei casi di abuso di porto di lenti a contatto. Che cosa si vede? Il disagio aumenta con le lenti a contatto, e l'irritazione è anche peggiore quando le lenti a contatto vengono tolte. Molti dei miei pazienti si lamentano di movimenti eccessivi delle loro lenti a contatto (che si sono recentemente verificati). Le grandi protuberanze che si vedono sotto la palpebra sono papille, che indicano un'infiammazione allergica acuta che il corpo sviluppa contro qualsiasi accumulo di proteine sulla superficie della lente a contatto.

Trattamento: interruzione del porto delle lenti a contatto per 1-2 settimane, prescrizione di collirio (tipicamente uno steroide se la GPC è in stadio avanzato o antistaminico gocce se lieve)

 3) OCCHIO ROSSO ACUTO DA LENTE A CONTATTO
 
 Acute red eye, usually after sleeping in contact lenses is classic for CLARE

Comunemente abbreviato con CLARE (Contact Lens Acute Red Eye), ha un'insorgenza acuta ed è anche un effetto collaterale della riduzione di ossigenazione della cornea. Ricordate che la cornea riceve la maggior parte dell'ossigeno dall'atmosfera, e quindi quando dormite o quando chiudete gli occhi, provocate una riduzione di ossigenazione alla cornea,  in una certa misura. Ora mettere una lente a contatto sulla cornea è provocare una riduzione drastica di questi livelli di ossigeno. Questo è il motivo per cui la maggior parte dei professionisti raccomanda di non dormire mai con le lenti perchè non è la forma corretta di usarle, e se volete indossare lenti durante il sonno queste devono essere prescritte del tipo specifico di "alta trasmissione di ossigeno. In caso si verifichi un CLARE, vi sveglierete con arrossamento, irritazione e lacrimazione. La cosa migliore da fare è togliere le lenti a contatto e buttarle via!

Trattamento: interruzione del porto delle lenti per circa 1 settimana e prescrizione di collirio se necessario.

4) ULCERA BATTERICA
 
 A Bacterial Ulcer: definitely something you do NOT want

Se l'immagine non è sufficiente per influenzarvi, vorrei solo sottolineare il fatto che tu NON vuoi un'ulcera corneale. Questa è dolorosa. È veramente brutta da vedere. È causa di cicatrici permanenti. Può richiedere molto tempo per guarire. Ho già detto che è MOLTO dolorosa? Le ulcere corneali si sviluppano di ogni forma e dimensione, e la maggior parte sono più piccole e si trovano più verso la periferia. Quando vi faccio vedere una grande ulcera centrale significa che ho inviato immediatamente il paziente a uno specialista della cornea. Se la vostra ulcera è da qualche parte vicina alla vostra pupilla (foro attraverso cui la luce ci permettere di vedere), si starà per sviluppare una cicatrice permanente che potrá ostruire la linea di visione! Da dove vengono queste ulcere? Come per la maggior parte dei problemi di cui abbiamo discusso, una mancanza di ossigeno è un fattore scatenante. Quando la cornea è privata dell'ossigeno vene indebolita l'integrità del tessuto. I batteri presenti sulle lenti a contatto possono quindi penetrare la cornea e provocando un'ulcera.

Trattamento: sospensione delle lenti a contatto per diverse settimane o indefinitamente a seconda della gravità dell'ulcera. L'uso di antibiotici è frequente (in genere ad ogni ora durante tutto il giorno nei casi più gravi).


5) HAI SOLO UNA CORNEA PER OCCHIO...E PER SEMPRE.

Spesso dico ai miei pazienti, che stanno abusando delle loro lenti a contatto, che le loro cornee devono durare a loro più di 100 anni. Non vorrete privarle di ossigeno ai dieci o i vent'anni! Ecco un'altra domanda che ho sentito dire da specialisti ai loro pazienti "vorresti dormire con lo stesse paio di mutande per mesi senza lavarle?" Le lenti a contatto sono molto inclini ad accumulare batteri, quindi è molto importante pulirle correttamente e buttarle via, alla fine della loro vita per garantire che non si stia privando l'occhio dell'ossigeno di cui ha bisogno.

Prendere appunti:
  • Se avete un occhio rosso, togliere le lenti a contatto e consultate uno specialista. La maggior parte di queste condizioni richiede l'uso di un microscopio ad alta precisione per una diagnosi corrette.
  • Quanto realmente state risparmiando con l'abuso di lenti a contatto senza prendere in considerazione che quando si verifica una complicazione ai vostri occhi il costo delle visite ambulatoriali e acquisto di collirio sono molto alti? Per non parlare del fatto che ci potranno essere danni permanenti alla salute dei tuoi occhi.
  • Se indossi lenti a contatto, è necessario un paio di occhiali. Nessuna eccezione. Se non puoi guidare senza correzione per la legge, hai bisogno di occhiali di scorta. Non importa quanti anni hanno. Devono solo essere buoni per garantirvi l'utilizzo nel caso in cui tu abbia una complicazione agli occhi che ti obblighi ad interrompere l'uso di lenti a contatto.
ARTICOLO ORIGINALE








LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...