Visualizzazione post con etichetta COVID-19. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta COVID-19. Mostra tutti i post

mercoledì 18 novembre 2020

MASCHERINE, COVID E IRRITAZIONI OCULARI...QUALE RELAZIONE?

 

IRRITAZIONE E SECCHEZZA OCULARI
ASSOCIATE AL PORTO DI MASCHERE FACCIALI

Questo è il titolo dell'articolo che vi propongo oggi. Si tratta di uno studio eseguito presso l'università dello Utah di Salt Lake City e pubblicato su Ophthalmology and Therapy (Moshirfar M, West WB Jr, Marx DP. Face Mask-Associated Ocular Irritation and Dryness. Ophthalmol Ther. 2020;9 (3):397-400).

In un articolo precedente abbiamo visto come il problema di una lacrima poco stabile, con conseguente secchezza oculare, sia un problema sempre più frequente anche in soggetti giovani (http://aulo-optometry.blogspot.com/2017/06/la-lacrimazione-puo-essere-segno-di.html).  

In questo studio gli autori analizzano le influenze dell'uso delle maschere facciali sulla stabilità della lacrima. Ormai da molti mesi infatti siamo costretti ad indossare le mascherini, a causa della pandemia, e queste convogliano il nostro respiro verso gli occhi provocando una maggior evaporazione della lacrima. Nello studio infatti si è registrato un rilevante aumento della sintomatologia dell'occhio secco anche in soggetti che non avevano mai avuto problemi di questo tipo. Fra i soggetti più a rischio risultano gli immunodepressi, le persone anziane e i sanitari obbligati a portare le maschere facciali per tempi prolungati.


La lacrima non è soltanto uno strato lubrificante per l'occhio, ma rappresenta una difesa e anche la nostra prima lente. Una secchezza oculare pone l'occhio a rischio maggiore di infezioni e peggiora la visione. 

In bibliografia non si trovano pubblicazioni sull'influenza negativa delle mascherine facciali sulla lacrima. Al contrario ci sono diverse ricerche su come fattori anatomici o sistemi di ventilazione e ossigenazione possano favorire l'evaporazione della lacrima e quindi provocare irritazione e secchezza oculare (1, 2, 3, 4, 5, 6). Ci sono poi alcuni articoli che pur iniziando ad affrontare la questione della secchezza oculare in casi COVID-19 (7, 8) la imputano alla malattia stessa. Moshirfar e i suoi colleghi suggeriscono che i risultati possano essere parzialmente associati all'uso obbligatorio della maschera a lungo termine in questi pazienti.

Gli autori di un altro articolo teorizzano anche che il toccarsi gli occhi più frequentemente, causa della fastidiosa sensazione di aria che soffia dalla maschera facciale, può aumentare la trasmissione del virus agli occhi (9).

In sostanza gli autori asseriscono che le maschere facciali possono proteggere naso e bocca (naturalmente si rifericono ai filtri facciali FFP2, FFP3 o N95 e N98 e non alle mascherini chirurgiche che non proteggono chi le indossa) ma lasciando libera una delle vie d'accesso preferenziali del virus, visto che gli occhi rimangono sempre aperti. Questi rappresentano una doppia via di contaminazione: quella diretta con congiuntiviti e quindi propagazione del virus attraverso l'occhio e quella indiretta attraverso le lacrime che continuamente scendono nelle vie aere atraverso i dotti lacrimali che portano al naso.

Inoltre l'uso della mascherina puo facilitare il contagio della SARS-CoV-2 riducendo la protezione del film lacrimale, che porta a lesioni corneali, e portare la persona che la usa a toccarsi gli occhi più frequentemente proprio per il fastidio che la secchezza oculare provoca. I pazienti che manifestano sintomi di secchezza oculare a causa dell'uso prolungato della maschera devono fare delle pause ogni poche ore per rimuovere la maschera, consentire agli occhi di riprendersi e applicare colliri lubrificanti.

L'irritazione oculare associata alla secchezza per il porto della maschera, solleva preoccupazioni per la salute degli occhi e l'aumento del rischio di trasmissione del COVID-19. I ricercatori invitano i loro colleghi a prendere atto di questa possibilità, educare i pazienti alla cura e alla protezione degli occhi e incoraggiare un'ulteriore osservazione di questo problema.

A conclusione vi propongo un mio precedente articolo dove si spiega come instillare le "lacrime artificiali" che no si usano come i farmaci (http://aulo-optometry.blogspot.com/2018/09/come-usare-la-lacrima-artificiale.html)

Bibliografia
1. Vallabhanath P, Carter SR. Ectropion and entropion. Curr Opin Ophthalmol. 2000;11:345–351.
2. Kousha O, Kousha Z, Paddle J. Exposure keratopathy: Incidence, risk factors and impact of protocolised care on exposure keratopathy in critically ill adults. J Crit Care. 2018;44:413–8.
3. Powell JB, Kim JH, Roberge RJ. Powered air-purifying respirator use in healthcare: effects on thermal sensations and comfort. J Occup Environ Hyg. 2017;14(12):947–954.
4. Dennis RJ, Miller RE 2nd, Peterson RD, Jackson WG Jr. Contact lens wear with the USAF protective integrated hood/mask chemical defense ensemble. Aviat Space Environ Med. 1992;63(7):565–71.
5. Salinas R, Puig M, Fry CL, Johnson DA, Kheirkhah A. Floppy eyelid syndrome: a comprehensive review. Ocul Surf. 2020;18:31–39.
6. Singh NP, Walker RJE, Cowan F, Davidson AC, Roberts DN. Retrograde air escape via the nasolacrimal system. Ann Otol Rhinol Laryngol. 2014;123(5):321–324.
7. Hong N, Yu W, Xia J, Shen Y, Yap M, Han W. Evaluation of ocular symptoms and tropism of SARS-CoV-2 in patients confirmed with COVID-19. Acta Ophthalmol. 2020
8. Wu P, Duan F, Luo C, Liu Q, Qu X, Liang L, et al. Characteristics of ocular findings of patients with coronavirus disease 2019 (COVID-19) in Hubei Province, China. JAMA Ophthalmol. 2020;138:575–578.
9. Lazzarino AI. Rapid response to: face masks for the public during the covid-19 crisis. BMJ. 2020;369:m1435. https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1435/rr-40.
8. Wu P, Duan F, Luo C, Liu Q, Qu X, Liang L, et al. Characteristics of ocular findings of patients with coronavirus disease 2019 (COVID-19) in Hubei Province, China. JAMA Ophthalmol. 2020;138:575–578.
9. Lazzarino AI. Rapid response to: face masks for the public during the covid-19 crisis. BMJ. 2020;369:m1435. https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1435/rr-40.
10. Sun C, Wang Y, Liu G, Liu Z. Role of the eye in transmitting human coronavirus: what we know and what we do not know. Front Public Health. 2020;8:155. 


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze


ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

lunedì 12 ottobre 2020

GLI OCCHIALI DA VISTA PROTEGGONO DAL COVID?


COVID E OCCHIALI

L'articolo che sto per esporvi tratta un argomento di tipo statistico che apparentemente, ai fini della lotta contro il COVID-19, potrebbe non sembrare rilevante. In realtà nasconde un'indicazione molto importante sulla modalità di trasmissione del virus SARS-CoV-2.

L'articolo di Weibiao Zeng e colleghi, pubblicato su JAMA Ophthalmol a settembre, esamina  statisticamente quali siano le relazioni fra malati di COVID-19 e portatori di occhiali in forma permanente. I risultati indicano che fra i portatori di occhiali il numero di malati è molto basso rispetto al resto della popolazione.

Le ricerche di tutti questi mesi hanno individuato, come maggior fonte di contaminazione del virus SARS-CoV-2, le gocce (droplets) che espelliamo con tosse e starnuti ed il contatto con sostanze organiche come queste, depositate sull'ambiente circostante. Infatti  fin dall'inizio dell'epidemia, una delle raccomandazioni era quella di non toccarsi il volto (bocca, naso, occhi) se non dopo essersi lavati le mani. La possibilità nella vita quotidiana di contaminarsi le mani e poi toccarsi è infatti molto alta. In seguito sono state fatte ipotesi sul possibile rischio infettivo anche causato dell'aerosol respiratorio, quella leggera nebbiolina (particelle enormemente più piccole delle droplets) che emettiamo semplicemente parlando. Possiamo immaginarlo come il fumo di una sigaretta. Ma gli studi a riguardo sono molto discordi e da un punto di vista empirico risulta difficile credere a questa possibilità, almeno fuori dai reparti COVID.




L'aerosol infatti non può essere fermato da nessuna delle barriere che usiamo attualmente come mascherine chirurgiche, visiere, occhiali, separatori di plexiglass, ecc. ma solo con i dispositivi di protezione individuale come i filtri facciali (FFP2, FFP3) e maschere sigillate. Se l'aerosol fosse in grado di infettarci probabilmente ci sarebbero molti più malati, per la difficoltà di proteggerci adeguatamente nella vita di tutti i giorni. Ma questa è una mia considerazione personale da istruttore nazionale di protezione civile.

Tornando all'articolo, si descrive come fu notato, all'inizio dell'epidemia in Cina, che fra i ricoverati  risultava basso il numero di portatori di occhiali fissi. Gli autori pensarono quindi di includere anche delle domande, fatte a chi si rivolgeva in ospedale (anamnesis), che riguardassero la loro abitudine di porto degli occhiali. Furono presi di riferimento 276 pazienti e fra questi soltanto 16 (5,8%) usavano gli occhiali per più di 8 ore al giorno.


I ricercatori hanno ipotizzato che la spiegazione più plausibile potrebbe essere che i portatori di occhiali, in forma prolungata, tendono a toccarsi meno il volto e in particolare gli occhi che sembrano rappresentare una via di contagio importante.

Gli studi hanno dimostrato che le persone normalmente si toccano involontariamente gli occhi circa 10 volte all'ora. Gli occhi generalmente mancano di protezione ed è stata trovata un'abbondanza del recettore SARS-CoV-2 sulla superficie oculare, attraverso il quale il virus può entrare nel corpo umano. E' utile ricordare che le prime denunce di un'infezione anomale e molto aggressiva arrivarono per la prima volta da parte di un oftalmologo, che fra le altre cose fu incarcerato per "procurato allarme". Quando poi l'epidemia esplose, liberato tornò al suo lavoro e qualche mese dopo morì proprio a causa di quel VIRUS che aveva individuato fra i primi. Inoltre il SARS-CoV-2 può anche essere trasportato alla mucosa nasale e nasofaringea attraverso le lacrime che continuamente passano dall'occhio al naso, causando un'infezione respiratoria. 

Da tutto quello che abbiamo letto e discusso risulta importante l'igiene delle mani, ripetuta frequentemente visto che il riflesso automatico di toccarsi il volto e in particolare gli occhi porta d'accesso importante per il SARS-CoV-19.
  
ARTICOLO ORIGINALE  
https://jamanetwork.com/journals/jamaophthalmology/fullarticle/2770872?resultclick=1&alert=article

Rimango a disposizione per chiarimenti o dubbi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

email ieri.luca@gmail.com
cell. +39.328.6113505
FB Aulo Optometria Ottica
Blog Aulo Optometry
YouTube Luca Ieri
Instagram optometrist_luca.ieri

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 10 aprile 2020

COVID-19: E' IMPERATIVO INDOSSARE OCCHIALI PROTETTIVI!


È indispensabile indossare occhiali protettivi!

In questo periodo in cui la priorità è rimanere a casa, proteggere e proteggersi, vi propongo un articolo dove si sottolinea, già a febbraio 2020, l'importanza di proteggere adeguatamente gli occhi.

Colgo l'occasione anche per una considerazione sull'uso delle mascherine! I protettori facciali FFP2 e FFP3 (N95 nomenclatore americano) con valvola, che non è un filtro come molti pensano, sono dispositivi CONTAMINANTI in quanto non filtrano il respiro che esce dalla mascherina ma proteggono chi la indossa. Sarebbero infatti destinati a coloro che sono in stretto contatto con malati e quindi in ambienti già contaminati!

Nell'ipotesi poi che chi la indossa fuori da quegli ambienti non si preoccupi degli altri ma, egoisticamente, cerchi solo la massima protezione propria devo ribadire, come ho fatto in molti post del mio FB, che per essere efficace il protettore facciale con valvola deve essere unito ad occhiali isolanti. Al contrario la protezione è solo parziale e come vedremo in questo articolo, e quindi PERICOLOSA!

Purtroppo continuo a vedere, in foto e filmati, professionisti sanitari, in contatto con malati, che non indossano protezioni adeguate ma soltanto occhiali correttivi propri o visiere. Considerando la pericolosità dell'areosol, goccioline nell'orine dei micron che potremmo paragonare ad una nebbiolina, è ovvio che l'unica protezione adeguata sarebbe quella degli occhiali isolanti, tipo maschera da sub.

L'articolo a seguire è di Cheng-wei Lu (Department of Opthalmology, First Hospital of Jilin University, Changchun 130021, China) e colleghi, del 22 febbraio 2020 pubblicato su LANCET.

L'oftalmologo indica come la questione oculare sia stata ignorata. Nei miei post ho sempre sottolineato come la bocca può rimanere a lungo chiusa, anche dietro una mascherina, mentre gli occhi rimangono sempre aperti!


La trasmissione di CoVID19 attraverso la superficie oculare
non deve essere ignorata

Cheng-wei Lu, Xiu-fen Liu, Zhi-fang Jia 
Volume 395, Issue 10224, PE39, February 22, 2020

Chaolin Huang e colleghi (1) hanno riferito dell'epidemiologia, dei sintomi e del trattamento dei pazienti infetti dal nuovo coronavirus 2019 (2019-nCoV) a Wuhan, in Cina. Come oftalmologi, crediamo che la trasmissione di 2019-nCoV attraverso gli occhi sia stata ignorata.
Il 22 gennaio Guangfa Wang, membro del gruppo nazionale di esperti di polmonite, ha riferito di essere stato infettato dal 2019-nCoV durante l'ispezione a Wuhan (2).

Indossava una maschera N95 ma non indossava nulla per proteggere i suoi occhi.

Diversi giorni prima dell'inizio della polmonite, Wang si lamentò di un arrossamento oculare. L'esposizione oculare non protetta al 2019-nCoV, presso la Wuhan Fever Clinic, avrebbe probabilmente potuto consentire al virus di infettare il corpo (2).

Goccioline infettive e fluidi corporei possono facilmente contaminare l'epitelio congiuntivale umano (3).  I virus respiratori sono in grado di indurre complicazioni agli occhi nei pazienti infetti, portando a infezioni respiratorie.
La sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus (SARS-CoV) viene trasmessa prevalentemente attraverso il contatto diretto o indiretto con le mucose degli occhi, della bocca o del naso (5).

Il fatto che le mucose esposte e gli occhi non protetti aumentino il rischio di trasmissione di SARS-CoV (4) suggerisce che l'esposizione degli occhi non protetti al 2019-nCoV potrebbe causare infezioni respiratorie acute.

Pertanto, Huang e colleghi (1) avrebbero dovuto analizzare i tamponi congiuntivali di casi confermati e sospetti 2019-nCoV durante l'insorgenza dei sintomi. 

Il tratto respiratorio non è probabilmente l'unica via di trasmissione per 2019-nCoV e tutti gli oftalmologi che esaminano casi sospetti devono indossare occhiali protettivi.

Non dichiariamo conflitto di interessi

Bibliografia
1. Huang C Wang YM Li X et al. Clinical features of patients infected with 2019 novel coronavirus in Wuhan, China. Lancet. 2020; (published online Jan 24. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30183-5.)
2. Dai X Peking University Hospital Wang Guangfa disclosed treatment status on Weibo and suspected infection without wearing goggles. http://www.bjnews.com.cn/news/2020/01/23/678189.html
3. Olofsson S Kumlin U Dimock K Arnberg N. Avian influenza and sialic acid receptors: more than meets the eye?. Lancet Infect Dis. 2005; 5: 184-188
4. Belser JA Rota PA Tumpey TM. Ocular tropism of respiratory viruses. Microbiol Mol Biol Rev. 2013; 77: 144-156
5. Peiris JS Yuen KY Osterhaus AD Stohr K. The severe acute respiratory syndrome.N Engl J Med. 2003; 349: 2431-2441.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...