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domenica 23 luglio 2023

DIFFICOLTA' VISIVE SENZA UN PROBLEMA DI VISTA?


Il titolo apparentemente enigmatico, e un po' sviante, nasconde una verità interessante che riguarda il sistema visivo: spesso, specialmente nel periodo scolastico, si possono avere difficoltà visive senza la presenza di difetti visivi evidenti o rilevanti. La definizione dell'articolo che riporto, e che seguirà, parla appunto di Problema Visivo Funzionale indicando quindi una difficoltà nell'organizzazione visiva, e quindi specialmente nello svolgimento di quelle che sono attività di tipo cognitivo, mnemonico, in assenza di difetti refrattivi o strutturali di rilievo. 

I problemi di questo tipo possono inoltre essere confusi con problemi di apprendimento (questione già trattata in questo blog con vari articoli che potete consultare) anche perché il controllo "della vista" non rientra, per esempio, nel protocollo per la certificazione DSA. E quando venga eseguito spesso si riduce ad una valutazione grossolana della visione da lontano e dello stato oculomotorio, per escludere la presenza di un occhio pigro o uno strabismo.

Andiamo quindi alla lettura di questo articolo, che troverete nella versione originale attraverso questo LINK,  che è un po' lunghino ma che merita sicuramente di essere letto. Buona lettura e buon Test finale. 

Il contenuto del seguente articolo è stato scritto da professionisti e quindi rivisto e modificato, per accuratezza medica, dalla dottoressa Kellye Knueppel optometrista del Vision Therapy Center.


I bambini possono sperimentare problemi scolastici per una serie di motivi. Ma al di là di cose come la difficoltà di apprendimento o lo stress a casa, un problema sorprendente può colpire i bambini che non hanno mai avuto difficoltà a scuola prima: un problema visivo funzionale.
Ogni anno si verifica un fenomeno, di questo tipo, dopo i primi 30 giorni di scuola. Ragazzi che non hanno mai avuto problemi scolastici, come brutti voti e problemi comportamentali, si ritrovano improvvisamente in difficoltà.

Molto spesso il bambino è brillante ed è andato sempre bene a scuola. Tuttavia, dopo essere passati alla classe successiva, i problemi sembrano essersi materializzati dal nulla. Il bambino potrebbe avere un problema visivo funzionale, che è stato in grado di nascondere, compensare o per il quale adattarsi per anni, fino ad ora.

Ok, allora cos'è un problema visivo funzionale?

La visione funzionale implica una serie di abilità che vengono apprese e sviluppate per aiutarti a raccogliere ed elaborare informazioni visive. Sono necessarie per svolgere compiti come leggere righe di testo in una pagina, copiare informazioni presentate in classe e rimanere concentrati sui compiti scolastici.


Di seguito è riportata la descrizione delle tre principali aree di abilità visive che compongono la visione funzionale - teaming degli occhi, messa a fuoco e movimento oculari - inclusi esempi di problemi che possono verificarsi quando queste abilità non funzionano correttamente.

Teaming degli occhi

I due occhi dovrebbero funzionare come una squadra allineandosi e puntando nello stesso punto dell'oggetto che si sta osservando. Dovrebbero lavorare insieme in modo coordinato e preciso per fornire una visione e una percezione della profondità uniche, confortevoli ed efficienti.

Cosa succede quando c'è un problema: se i due occhi sono disallineati, il cervello non sarà in grado di combinare correttamente l'immagine di ciascun occhio in un'unica immagine. Quando ciò accade, una persona perderà la percezione della profondità 3D e potrebbe sperimentare una visione doppia.

Sintomi: perdita di posizione durante la lettura, scarsa comprensione della lettura, affaticamento degli occhi e affaticamento.

Messa a fuoco degli occhi

Ogni occhio ha una lente che cambia forma per consentire alla persona di vedere chiaramente gli oggetti a distanze diverse. Quando questa abilità funziona bene, la persona può facilmente spostare l'attenzione tra oggetti a distanze diverse.

Cosa succede quando c'è un problema: una persona può avere difficoltà a mantenere la messa a fuoco del materiale di lettura e può sperimentare sfocatura intermittente o costante, specialmente quando guarda oggetti dettagliati tenuti vicini. Inoltre, la persona può avere difficoltà a spostare l'attenzione tra gli oggetti (ad es. guardando dalla cattedra alla parte anteriore della classe o viceversa).

Sintomi: mal di testa, dolore agli occhi, affaticamento degli occhi, lacrimazione e affaticamento.

Movimenti oculari

Una persona controlla se i suoi occhi si muovono, dove si muovono e quanto velocemente si muovono. Ciò consente alla persona di mantenere la fissazione su un oggetto in movimento, spostare la fissazione da un oggetto all'altro o mantenere la fissazione su un oggetto fermo.

Cosa succede quando c'è un problema: una persona può avere difficoltà a prendere una palla o a muovere gli occhi su una riga di testo, poiché entrambi richiedono movimenti oculari precisi ed efficienti. Potrebbe anche non essere in grado di mantenere il contatto visivo durante l'ascolto.

Quando c'è un problema con una o più di queste abilità, hai un problema di visione funzionale.

Sintomi: perdita di posizione, omissione di parole durante la lettura, difficoltà a copiare il testo da un posto all'altro (ad es. dalla tavola alla scrivania), produttività ridotta, difficoltà a mantenere l'attenzione sui compiti vicini, affaticamento, scarsa coordinazione/goffaggine.

Perché non viene rilevato?

I problemi di visione funzionale generalmente non vengono rilevati dai controlli della vista che di solito mettono alla prova l'acuità visiva o la capacità di vedere chiaramente le cose. In effetti, puoi avere un problema di visione funzionale e avere una vista di 10/10 (20/20 negli Stati Uniti) e più.



I test per i problemi di visione funzionale richiedono attrezzature e formazione avanzate ed è meglio se eseguiti da un optometrista dello sviluppo, specializzato nella diagnosi e nel trattamento di questi problemi.

Ma perché questi problemi si materializzano improvvisamente, anche tra bambini che non hanno mai dovuto affrontarli prima?
I bambini possono compensare e "convivere" con il problema della vista, fino a un certo punto.


Il sistema visivo si adatta costantemente e il cervello può trovare modi per compensare i problemi che influenzano la tua vista. Ad esempio, se hai un problema con il teaming degli occhi, il tuo cervello potrebbe sopprimere l'immagine di uno dei due occhi per evitare la visione doppia. Mentre questo risolve il problema di uno sdoppiamento inaccettabile per il cervello, riduce la percezione della profondità e il comfort e l'efficienza della tua visione.


I bambini raramente sono consapevoli che questi adattamenti si stanno verificando. Anche quando lo sono, potrebbero non avere idea che il loro sistema visivo non funzioni correttamente perché la loro esperienza visiva è l'unica che conoscono.

Presumono che tutti vedano e vivano il mondo come loro.

Perché il sistema visivo non può continuare ad adattarsi?

Le misure di compensazione del sistema visivo non porteranno lo studente molto lontano. Alla fine la stampa diventerà troppo piccola per essere seguita o i calcoli matematici troppo difficili da elaborare. È allora che iniziano le difficoltà non compensabili.

In che modo i problemi di visione funzionale influenzano le materie scolastiche?

La visione funzionale ha un impatto su ogni area tematica, ma in modi diversi. Tieni presente che tutte le aree tematiche richiedono attività del sistema visivo sempre più complesse, man mano che i bambini crescono:

Lettura:  "Molti bambini iniziano la scuola quando hanno cinque o sei anni e fanno fatica a imparare a leggere. Ci sono poi molti bambini che sono stati bravissimi nell'apprendere a leggere ma arriva la terza elementare, e hanno bisogno di leggere più a lungo e con ogni sorta di problema di comprensione".

Matematica:  "La matematica è qualcosa che molte persone non penserebbero così collegata alla visione, ma la matematica riguarda davvero lo spazio. I numeri occupano una certa quantità di spazio. Il solo fatto di essere in grado di capire cosa significano i numeri nel mondo reale è un concetto spaziale...se hai difficoltà con la percezione della profondità e i concetti spaziali, è molto più difficile capire cosa sia la matematica."



Scrittura a mano:  "Per la scrittura a mano, la tua vista dovrebbe essere la guida per la tua mano. Se il tuo sistema visivo non funziona molto bene, potresti affaticarti guardando i dettagli ed è difficile continuare a guardare la pagina. La calligrafia di alcune persone inizia bene, ma poi peggiora man mano che scrivono".

Composizione:  "Vediamo molti bambini che hanno difficoltà a mettere i loro pensieri su carta. Molti bambini sono bravi verbalmente, ma quando si tratta di mettere i loro pensieri per iscritto, fanno fatica. Molte volte è la parte fisica del guardare il foglio. Alcune persone hanno bisogno di aiuto con la visualizzazione per pensare all'intera storia, pensarci nella mente e poi scriverla in modo sequenziale. Questo è un alto livello di visione, ma fa parte della visione stessa".

Perché i tipici controlli della vista non rilevano questi problemi di vista?

È davvero una questione di tempo, risorse e competenze?

I tipici screening della vista sono progettati per testare la vista o l'acuità visiva. La vista è la tua capacità di vedere determinate dimensioni di lettere a distanze prestabilite, in genere 10/10, su una tabella di Snellen. La visione funzionale comprende più della semplice visualizzazione di lettere su una tabella, quindi il test per i problemi di visione funzionale richiede un esame più completo eseguito da un optometrista dello sviluppo.


Per questi test della vista funzionale può essere necessaria un'ora o più, e richiedere attrezzature e addestramento speciali e test per un'ampia gamma di problemi di vista funzionale.

Il College of Optometrists in Vision Development (COVD) ha rilevato che un bambino su quattro ha un problema di vista che influisce sulla loro capacità di leggere e apprendere. È per questo che crediamo che ogni bambino dovrebbe sottoporsi a un esame per escludere un problema di visione funzionale ANCHE se supera i controlli del periodo scolastico.

Rilevare e affrontare i problemi visivi funzionali il prima possibile ci aiuterebbe a diagnosticare correttamente problemi che vengono spesso scambiati per ADHD, ADD, dislessia e problemi comportamentali.

Come vengono trattati i problemi di visione funzionale?

Ci sono una serie di potenziali trattamenti. Può essere uno o una combinazione dei seguenti trattamenti utilizzati per trattare un problema:

Occhiali da vista: alcuni pazienti con problemi visivi funzionali presentano anche condizioni di rifrazione come miopia, ipermetropia e astigmatismo. Nella maggior parte dei casi, gli occhiali per affrontare queste condizioni migliorano solo la vista della persona e non la sua visione funzionale. Queste sono comunemente chiamate lenti "compensative".


Durante un esame della vista funzionale, l'optometrista verificherà se esiste una prescrizione che può aiutare una persona a utilizzare la propria visione funzionale in modo più efficiente. Queste sono comunemente chiamate lenti "prestazionali" perché il loro scopo è migliorare la visione funzionale, non migliorare la vista.

Fototerapia sintonica: i pazienti con problemi visivi funzionali spesso hanno difficoltà a prestare attenzione sia alla parte centrale che a quella periferica del loro campo visivo. Ciò può avere un impatto negativo significativo sulle loro capacità visive, in particolare sui movimenti degli occhi.

Osservare colori specifici della luce può effettivamente migliorare la capacità del paziente di prestare attenzione alla visione centrale e periferica. Pertanto, viene spesso utilizzato come primer per la terapia della vista.

Ginnastica Visiva: un programma individualizzato che combina attività ed esercizi di allenamento della vista, in studio e a domicilio, che affrontano i problemi visivi funzionali specifici di un paziente.

Il tuo prossimo passo: controlla i sintomi



Se pensi che tuo figlio possa avere un problema di visione funzionale, il passo successivo è identificare i sintomi.

Ecco 12 segni tipici:
- Gli occhi si stancano durante la lettura
- Soglia di attenzione breve
- Ha un occhio strabico o pigro
- Inclina frequentemente la testa da un lato o ha una spalla notevolmente più alta
- Strizza gli occhi, strizza le palpebre e/o chiude ripetutamente un occhio
- Tiene il libro molto vicino durante la lettura
- Ha una scarsa coordinazione occhio-mano
- Sperimenta una stanchezza eccessiva alla fine dei giorni di scuola
- Si frustra facilmente
- Sperimenta una visione offuscata
- Si lamenta di nausea o vertigini e cinetosi (mal d'auto)
- Sperimenta la visione doppia

Clicca sul link qui sotto e rispondi al Vision Quiz (in inglese ma è possibile attivare la traduzione Google) per vedere altri sintomi. Il punteggio del Vision Quiz ti darà un'indicazione che potrebbero essere necessari ulteriori test. Potrebbe essere il primo passo per rimettere in carreggiata tuo figlio.




Come sempre rimango a completa disposizione per chiarimenti, dubbi o un consulto professionale presso i miei studi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze


ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

lunedì 20 settembre 2021

CARATTERISTICHE ANATOMICHE DELL'OCCHIO E DISLESSIA


 

Dislessia, Disgrafia, Discalculia, ecc. Ne ho già parlato varie volte su come la visione può essere alla base di disturbi che possono essere interpretati come caratteristiche del Disturbo Specifico di Apprendimento. Infatti nel protocollo per la certificazione DSA non è previsto il controllo della visione e rimane quindi a discrezione del Neuropsichiatra certificante e comunque non rappresenta un dato decisivo.

Il controllo visivo inoltre rischia di diventare una visita che prevede una verifica della salute dell'occhio e un controllo della capacità visiva da lontano. Purtroppo i malfunzionamenti del sistema visivo spesso presentano apparentemente una "buona visione". Le alterazioni funzionali legate agli equilibri, o squilibri, fra accomodazione, movimenti oculari e coordinamenti fra questi due sistemi, richiedono valutazioni diverse ed approfondite specialmente da vicino.

Ma tralasciando questi aspetti vi presento una ricerca pubblicata nel 2017 nel The Royal Society, dove si scopre invece anche una caratteristica anatomica dell'occhio che sembra avere una diretta relazione con i problemi di dislessia (1). Quindi non solo aspetti neurologici a livello centrale (cervello) ma anche di tipo anatomico-funzionale a livello oculare.

Nella visione umana, il cervello deve selezionare una visione del mondo dai nostri due occhi. Nonostante i due occhi debbano fornire al cervello due immagini simili in tutte le caratteristiche (forma, colore, grandezza, collocazione dello spazio) in realtà ci sono sempre delle piccole sfasature fra le due immagini, alcune di queste anche molto importanti per il processo visivo come quella che ci permette di vedere gli oggetti tridimensionali. Gli occhi infatti, essendo posti a 5, 6, 7 centimetri uno dall'altro invieranno al cervello due immagini leggermente spostate (provate a chiudere alternativamente gli occhi fissando un oggetto e vedrete che questo si sposterà nello spazio.

Oltre a queste caratteristiche fra i due occhi, come nel resto del corpo umano, sviluppiamo delle dominanze (mano destra o mano sinistra per il destrorso o il mancino, fra i piedi per chi scatterà prima in caso di movimento, fra le orecchie, ecc.). A livello visivo ci sono vari tipi di dominanze (2, 3) ma ci occuperemo solo di quella di fissazione, che alcuni definiscono anche motoria. Si tratta dell'occhio che arriva primo sugli oggetti quando li cerchiamo e li fissiamo. Quest'occhio passerà le coordinate al non dominante e coordinerà sia i movimenti degli occhi ma anche quelli di tutto il corpo sia per spostarci che per far coincidere i nostri movimenti con la visione. Per esempio decidere di attivare i muscoli scheletrici per alzarsi da una sedia, evitare il tavolo che abbiamo davanti e regolare la velocità di questo movimento, oppure prendere la mira con una fionda.

Nello studio di Floch e Ropars (1) si evidenzia come sia collegata alla dominanza visiva un'organizzazione nervosa della parte centrale della retina (lo strato di neuroni che ci permette di vedere). I soggetti sottoposti allo studio erano previamente sottoposti a visita optometrica per una valutazione della salute dell'occhio e di una funzione visiva nella norma. Sono stati poi costituiti due gruppi, uno con soggetti non dislessici ed uno di dislessici. La dominanza oculare è stata stabilità facendo riferimento ad un test scientifico che clinico (possibilità di ripetizione riducendo al minimo le variabili).

I risultati hanno evidenziato come nei soggetti non dislessici la forma, determinata dall'organizzazione dei neuroni nella retina, nell'occhio dominante fosse ben delineata e circolare. Al contrario, nell'occhio non dominante, i margini risultavano molto meno precisi e la forma decisamente irregolare. Il dato interessante è che negli occhi dei soggetti dislessici Sia il dominante che il non dominante avevano un'organizzazione dei neuroni ben delimitata e rotonda.

I dislessici confondono destra e sinistra e spesso commettono errori speculari nella lettura (4, 5). In particolare le lettere speculari lungo la linea verticale, come la "b" e la "d", sono spesso confuse. La base neurologica di tale inversione di lettere rimane sconosciuta. Attraverso lo studio di post-immagini, la ricerca evidenzia che la mancanza di una dominanza netta, espressa nella mancanza di differenza dell'organizzazione dei neuroni della retina, non permette al cervello di eliminare una ridondanza delle immagini che arrivano alla corteccia visiva.

Questo fa si che nella percezione visiva si abbia una ripetizione dello stesso segnale ed in forma speculare, provocando un'inversione del carattere letto (b-d, p-q).  L'asimmetria tra le due aree centrali sembra essere una condizione necessaria e fondamentale per la connettività cerebrale per un normale sviluppo. Al contrario, la mancanza di asimmetria potrebbe essere la base biologica e anatomica delle disabilità di lettura e ortografia in persone con uno stato oculare normale ma con dislessia, perturbando la connettività di diverse regioni del cervello e inducendo le comuni difficoltà visive e fonologiche osservate (6, 7). I risultati suggeriscono quindi la possibilità di una diagnosi anatomica precoce della dislessia nei bambini piccoli e una possibile compensazione per la loro potenziale mancanza di asimmetria, specialmente durante il periodo critico.

BIBLIOGRAFIA
1) Le Floch A, Ropars G. 2017 "Left–right asymmetry of the Maxwell spot centroids in adults without and with dyslexia". Proc. R. Soc. B 284: 20171380. http://dx.doi.org/10.1098/rspb.2017.1380
2) Wiesel TN, Hubel DH. 1963 Single-cell responses in 
striate cortex of kittens depraved of vision in one eye. J. Neurophysiol. 26, 1003–1017.
3) Haynes JD, Deichmann R, Rees G. 2005 Eye-specific effects of binocular rivalry in the human lateral geniculate nucleus. Nature 438, 496–499. (doi:10.1038/nature04169)
4) 
Corballis MC, Beale IL. 1976 The psychology of left and right. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates. 34. Cornell JM. 1985.
5) Borst G, Ahr E, Roell M, Houde´ O. 2015 The cost of blocking the mirror generalization process in reading: evidence for the role of inhibitory control in discriminating letters with lateral mirror-image 
counterparts. Psychon. Bull. Rev. 22, 228–234. 
6) 
Vidyasagar TR. 2013 Reading into neuronal oscillations in the visual system: implications for developmental dyslexia. Front. Hum. Neurosci. 7, 811. 
7) McCrory EJ, Mechelli A, Frith U, Price CJ. 2005 More than words: a common neural basis for reading and naming deficits in developmental dyslexia. Brain 128, 261–267.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo. 



lunedì 5 agosto 2019

SACCADI...STIMOLO PER IL CERVELLO!


COSA SONO LE SACCADI? 
COME POSSIAMO USARLE PER RISOLVERE PROBLEMI?
Cosa sono lo abbiamo visto in un precedente articolo (http://aulo-optometry.blogspot.com/2017/03/come-stanno-le-tue-saccadi.html) e quindi, dopo un breve riepilogo, vediamo cosa ha scoperto la ricerca su come possono essere collegate ai problemi più disparati e come possono essere utili allenandole.

I movimenti saccadici, o saccadi, sono salti visivi da un punto ad un altro nello spazio, come per esempio gurdandosi intorno o leggendo. Vengono considerati esercizi di grande efficacia nella Ginnastica Visiva, questo perché stimolano aree nervose per assolvere a diverse attività visive. Le saccadi posso essere volontarie come quelle che usiamo quando decidiamo di spostare lo gurardo da un oggetto ad un altro, per esempio camminando per strada o seguendo una partita di tennis


quando saltiamo da un giocatore all'altro. Sono volontarie anche nei movimenti oculari durante la lettura, di fondamentale importanza per la sfera cognitiva e di apprendimento. Le saccadi possono essere anche involontarie come quelle legate a stimolazioni della visione periferica che richiamano la nostra attenzione e il nostro sguardo su quello stimolo. Si può trattare di un oggetto che si avvicina inaspettatamente (un oggetto che cade da uno scaffale o un'auto che non avevamo visto, attraversando la strada).

Come abbiamo detto, i movimenti saccadici vengono usati molto durante l'allenamento visivo. Scopriamo qui sotto dove e quali sono i sistemi collegati e le patologie o disfunzioni che li interessano. E quindi come possono influenzare quei sistemi con una adeguata stimolazione.    




SACCADI E PARKINSON
Nell'articolo di Sophie Rivaud-Péchoux et at. (Improvement of memory guided saccades in parkinsonian patients by high frequency subthalamic nucleus stimulation),  si evidenzia, anche se all'epoca non ancora ben noto il funzionamento (ottobre 1999), lo stretto collegamento fra ipotalamo, area visiva frontale e area visiva supplementare, nel controllo dei movimenti saccadici balistici, guidati dalla memoria. Nei malati parkinsoniani si evidenzia un deficit significativo dell'accuratezza delle saccadi guidate dalla memoria ma con stimolazioni ad alta frequenza del Nucleo Ipotalamico (STN) confermano un deciso miglioramento sul deficit dei movimenti saccadici.

Bibliografia
- Limousin P, Pollak P, Benazzouz A, et al. "Effect on parkinsonian signs and symptoms of bilateral subthalamic nucleus stimulation". Lancet 1995;345:91–5.
- Ardouin C, Pillon B, PiefferE, et al. "Bilateral subthalamic or pallidal stimulation for Parkinson’s disease affects neither
memory nor executive functions: a consecutive series of 62 patients". Ann Neurol 1999;46:217–23.

- Funahashi S, Bruce CJ, Goldman-Rakic PS. "Neuronal activity related to saccadic eye movements in the monkey’s
dorsolateral prefrontal cortex". J Neurophysiol 1991;65: 1464–97.


SACCADI, SUONO E TATTO IN ALLENAMENTO VISIVO
L'articolo di E Yin, T Zeyl, et al. (An auditory-tactile visual saccade-independent P300 brain–computer interface) analizza le risposte a stimoli visivi a livello corticale attraverso l'uso di un sistema di interfaccia computer-cervello (Brain Computer Interface).  Al di là delle specifiche dello studio, risulta interessante vedere come le risposte agli stimoli aumentano di oltre il 50% quando gli stimoli visivi di tipo saccadico vengono collegati a quelli sonori e di tatto.

Bibliografia
B.Z. Allison, E.W. Wolpaw, and J.R. Wolpaw.
Brain-computer interface systems: progress and
prospects. Expert Reviews of Medical Devices,
4(4):463–474, 2007.
B.Z. Allison, E.W. Wolpaw, and J.R. Wolpaw.
Brain-computer interface systems: progress and
prospects. Expert Reviews of Medical Devices,
4(4):463–474, 2007.
B.Z. Allison, E.W. Wolpaw, and J.R. Wolpaw.
Brain-computer interface systems: progress and
prospects. Expert Reviews of Medical Devices,
4(4):463–474, 2007.
B.Z. Allison, E.W. Wolpaw, and J.R. Wolpaw.
Brain-computer interface systems: progress and
prospects. Expert Reviews of Medical Devices,
4(4):463–474, 2007.
- B.Z. Allison, E.W. Wolpaw, and J.R. Wolpaw. "Brain-computer interface systems: progress and
prospects". Expert Reviews of Medical Devices, 4(4):463–474, 2007.

 - A. M. Brouwer and J. B. F. Van Erp. "A tactile p300 brain-computer interface". Front.Neurosci., 4:Doi: 10, 2010. 3389/fnins..00019.
- J. Hohne and M. Tangermann. Towards user-friendly spelling with an auditory brain-computer interface: the charstreamer paradigm. PLoS One, 9(6):E98322, 2014. 
 


ALLENAMENTO VISIVO IN DISLESSICI
Molti studi hanno evidenziato che nei dislessici si registrano sempre alterazioni delle funzioni binoculari e dei movimenti saccadici, come abbiamo già visto in un articolo specifico (https://aulo-optometry.blogspot.com/2019/07/visione-binoculare-e-difficolta-di.html). Questo studio di B. Fischer e K. Hartnegg (Effects of visual training on saccade control in dyslexia - Perception, 2000 - journals.sagepub.com) riporta gli effetti della pratica quotidiana di tre esercizi visivi sulle prestazioni saccadiche di 85 bambini dislessici nella fascia di età compresa tra 8 e 15 anni. I risultati indicano che la pratica quotidiana ha migliorato non solo la capacità percettiva, ma anche il controllo volontario della saccade. Vi segnalo nuovamente un altro articolo di una ricerca sui risultati di ginnastica visiva su bambini certificati DSA (https://aulo-optometry.blogspot.com/2018/08/lallenamento-visivo-migliora-le.html)

Bibliografia
- Biscaldi M, Gezeck S, Stuhr V, 1998 "Poor saccade control correlates with dyslexia'' Neuropsychologia 36 1189 ^ 1202 
- Stein J, Talcott J, 1999 ``Impaired neuronal timing in developmental dyslexia - The magnocellular hypothesis'' Dyslexia 5 59 ^ 77
- Fischer B, Ramsperger E, 1986 "Human express saccades: effects of randomization and daily practice'' Experimental Brain Research 64 569 ^ 578


PLASTICITA' CEREBRALE E SACCADI
A fronte della proposta di ginnastica visiva, che rappresenta sempre stimolazioni nervose, ci viene spesso chiesto se l'effetto sia duraturo o possa perfino ristabilire una funzione persa. Nello studio di T. Nyffeler et al. (Extending lifetime of plastic changes in the human brain, European Journal of Neuroscience · December 2006) si dimostra come stimolazioni a livello della FEF (Frontal Eye Field) consolidino i cambiamenti plastici, impedendo al sistema oculomotore di tornare allo stato iniziale. Si potrebbe quindi ipotizzare che la stimolazione ripetuta è in grado di prolungare la durata di queste modifiche plastiche attraverso un meccanismo di consolidamento. Nello studio gli stimoli della FEF sono di tipo elettrico ma anche gli stimoli semplicemente visivi sono in effetti, nel processo, di tipo bio-chimico e poi elettrico.

Bibliografia
- Azuma, M., Nakayama, H. & Suzuki, H. (1986) "Suppression of visually triggered saccades by electrical stimulation of the monkey frontal eye field". J. Physiol. Soc. Jpn, 48, 266.
- Huang, Y.Z., Edwards, M.J., Rounis, E., Bhatia, K.P. & Rothwell, J.C. (2005) Theta burst stimulation of the human motor cortex. Neuron, 45, 201–206.
- Izawa, Y., Suzuki, H. & Shinoda, Y. (2004) Suppression of visually and memory-guided saccades induced by electrical stimulation of the monkey frontal eye field. II. Suppression of bilateral saccades. J. Neurophysiol., 92, 2261–2273.
- Martin, J.L., Barbanoj, M.J., Schlaepfer, T.E., Thompson, E., Perez, V. & Kulisevsky, J. (2003) Repetitive transcranial magnetic stimulation for the treatment of depression. Systematic review and meta-analysis. Br. J. Psychiatry, 182, 480–491.

TRATTAMENTO DI DISFUNZIONI VISIVE IN INCIDENTI CEREBRALI
Nello studio di K Schlageter et al. (Incidence and treatment of visual dysfunction in traumatic brain injury, 1993 - Taylor & Francis) sono stati studiati l'incidenza della disfunzione visiva e l'efficacia degli esercizi visivi in ​​pazienti con trauma cranico acuto in un programma di riabilitazione. Nel 59% dei soggetti analizzati si è riscontrata una menomazione in uno o più dei seguenti dati: pursuit, saccadi, stereopsis, movimenti extraoculari e eso-exotropia. Nei casi di disfunzione dei pursuit e delle saccadi è stato approntato un programma di allenamento visivo di 2 settimane con valutazione da parte di un optometrista per verificare i risultati. L'idoneità di un programma di ginnastica visiva ospedaliera è risultato non chiaro ma una valutazione iniziale si è rivelata preziosa per l'invio a un optometrista per ulteriori trattamenti.

Bibliografia
- Cohen M., Groswasser Z., Barchadski R., Appel A. Convergence insufficiency in brain-injured patients. Brain Injury 1989; 3(2)187–191[Taylor & Francis Online], [Google Scholar]
- Cohen A. H. Visual rehabilitation of a stroke patient. Journal of the American Optometric Association 1978; 49(7)831–832 [Google Scholar]
- Berne S. A. Visual therapy for the traumatic brain-injured. Journal of Optometric Vision Development 1990; 21: 13–16 [Google Scholar]

VERSIONI OCULARI IN TRAUMI CEREBRALI LIEVI
Lo scopo di questo studio (Versional eye tracking in mild traumatic brain injury: Effects of oculomotor training. Preethi Thiagarajan et al. Brain Injury Volume 28, 2014 - Issue 7 Published online: 14 May 2014) è valutare misure oggettive dei movimenti oculari prima e dopo allenamento visivo in soggetti con traumi cerebrali lievi. I movimenti oculari (fissazione, saccadi balistiche, lettura simulata) sono stati registrati oggettivamente prima e dopo e allenamento. Dopo la ginnastica visiva si è verificata una significativa riduzione dell'errore di fissazione orizzontale. Il guadagno saccadico è aumentato sia in orizzontale che in verticale (p <0,05). Il rapporto di saccade per la lettura simulata, paradigma a più righe ridotto in modo significativo (p <0,05). Nessuna delle misure è cambiata significativamente dopo l'allenamento P.

Bibliografia
- Greve MW, Zink BJ. Pathophysiology of traumatic brain injury. The Mount Sinai Journal of Medicine 2009;76:97–104 [Crossref], [PubMed], [Web of Science ®].
- Ciuffreda KJ, Tannen B. Eye movement basics for the clinician. St. Louis, MO: Mosby Year Book; 1995.
- Hall K. M. Overview of functional assessment scales in brain injury rehabilitation. Neurorehabilitation 1992; 2(4)97–112.

RIABILITAZIONE DELLA LETTURA IN TRAUMI CEREBRALI


Lo studio di Kenneth J. Ciuffreda (Oculomotor rehabilitation for reading in acquired brain injury, Neurorehabilitation, vol. 21, no. 1, pp. 9-21, 2006 ) valuta la riabilitazione oculomotoria correlata alla lettura in soggetti con lesioni cerebrali acquisite. La ginnastica visiva prevede lettura simulata su una riga e su più righe, il monitoraggio di fissazione, saccadi e pursuit. Tutti i partecipanti (post-ictus e post-traumi cranici) hanno evidenziato una capacità di lettura notevolmente migliorata, e questo è stato confermato da molte delle misure della motolità oculare specialmente con il feedback oculomotorio visivo e uditivo combinati. La riabilitazione oculomotoria correlata alla lettura ha prodotto significativi miglioramenti. L'attività saccadica e l'allenamento del ritmo e dell'automatismo, modificano i movimenti oculari per produrre un approccio più sistematico e conseguentemente un migliore profilo di lettura.

SACCADI E POSTURA
Questo studio di Layla Ajrezo et al. (Saccades Improve Postural Control: A Developmental
Study in Normal Children, ed. Ramesh Balasubramaniam, University of California, Merced, USA
) si è concentrato sull'effetto di attività oculomotorie come i movimenti saccadici relazionati alla stabilità posturale, in un rilevante numero di bambini. In tutti i bambini sono state escluse anomalie vestibolari, neurologiche, oftalmologiche e ortottiche. Durante la misurazione posturale, si è evidenziata una correlazione tra aumento dell'età e diminuzione della latenza del saccade, e un miglioramento della qualità della fissazione. L'oscillazione posturale diminuisce con l'età e si riduce nel doppio compito, con saccadi, rispetto a un semplice compito di fissazione. Questi risultati suggeriscono una maturazione dei circuiti neuronali che controllano la postura e i movimenti oculari durante l'infanzia. Lo studio mostra anche la presenza di un'interazione tra il sistema oculomotore e il sistema posturale. Impegnarsi in compiti oculomotori si traduce in una riduzione dell'oscillazione posturale.

Bibliografia
- Blanchard Y, Carey S, Coffey J, Cohen A, Harris T, et al. (2005) "The Influence of Concurrent Cognitive Tasks on Postural Sway in Children". Pediatr Phys Ther 17(3): 189–193.
- Laufer Y, Ashkenazi T, Josman N (2008) "The effects of a concurrent cognitive task on the postural control of young children with and without developmental coordination disorder". Gait Posture 27(2): 347–351.
- Olivier I, Cuisinier R, Vaugoyeau M, Nougier V, Assaiante C (2010) "Agerelated differences in cognitive and postural dual-task performance". Gait Posture 32(4): 494–499. 
- Uchida T, Hashimoto M, Suzuki N, Takegami T, Iwase Y (1979) "Effects of periodic saccades on the body sway in human subjects". Neurosci Lett 13(3): 253–258.

CONCLUSIONI
Da tutto quello che abbiamo letto possiamo desumere che:
- i movimenti Saccadici o Saccadi sono coinvolte in molti processi neuro-fisiologici e condizionate da varie patologie e disfunzioni del nostro sistema nervoso.
- l'allenamento di queste può migliorare molto, e talvolta risolvere, le disfunzioni che presentavano, influenzando in modo positivo il sitema colpito.
- i movimenti saccadici sono strettamente collegati alla postura e all'equilibrio che ne è la sua massima espressione.
- l'allenamento di questi movimenti oculari se unito a stimoli sonori e di coordinamento visuo-motorio (touch) amplificano notevolmente il loro effetto.








IL SISTEMA JETPROGRAM, unito anche a tecniche di allenamento visivo nello spazio, riunisce tutte queste caratteritiche e la nostra collaborazione continua con specialisti della postura e delle problematiche di apprendimento (DSA) ne sono la riprova.












Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

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