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martedì 21 giugno 2022

PERIODO PLASTICO PER IL RECUPERO DELL'OCCHIO PIGRO


FINO A CHE ETA' E' POSSIBILE RECUPERARE UN OCCHIO PIGRO?

In un articolo che ho già citato nel precedente post dove si parlava della visione stereo degli strabici, viene fatta una raccolta (review) di pubblicazioni a livello mondiale sull'argomento della plasticità del cervello che permetterebbe recuperi visivi, anche in età adulta avanzata, dell'ambliopia (occhio pigro) e conseguentemente di un certo grado di visione stereo. Normalmente, durante le visite oftalmologiche pediatriche, i genitori si sentono dire che il periodo in cui si può recuperare l'ambliopia è molto breve. Non di rado, se il bambino arriva alla visita a 6-7 anni, viene giudicato irrecuperabile e viene abbandonato come caso non più trattabile. 

E' noto (1, 2, 3) che la plasticità cerebrale ha un picco in giovanissima età ma questo momento, dove il trattamento è sicuramente più efficace, non coincide con il periodo plastico. Infatti gli autori scrivono "l'assunto che la plasticità finisca effettivamente dopo il periodo critico, ha avuto un effetto perverso nella pratica clinica. Ai pazienti ambliopi di età superiore ai sette anni viene spesso detto che non saranno mai in grado di recuperare l'acuità visiva o la stereovisione"(4).  

MA COS'E' L'AMBLIOPIA?

Il sistema nervoso in generale, e quello addetto alla visione in particolare, si sviluppa in gran parte grazie agli stimoli che riceve nel primo periodo di vita. Privarlo di questi stimoli determina una perdita di funzionalità che nell'occhio si definisce appunto Ambliopia. questa perdita di stimoli può essere causata, nella stragrande maggioranza dei casi, o da uno strabismo, quando devia sempre lo stesso occhio, o da un problema visivo importante (quasi sempre in un occhio solo) che impedisce una visione accettabile. Gli autori dell'articolo si chiedono se sia possibile recuperare sia la visione di qualità che la stereo visione, che rappresenta il massimo livello di collaborazione fra i due occhi, dopo il periodo critico.

Negli ultimi 20 anni gli studi (1, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11) hanno dimostrato che una plasticità significativa può essere presente ben oltre il periodo critico, grazie a stimolazioni adeguate. Gli studi indicano comunque risultati più numerosi e rilevanti nei casi di occhio pigro in assenza di strabismo. Già nel 1986 Holopigian, Blake e Greenwald (13) avevano scoperto che "gli ambliopi anisometropici (differenza di correzione fra i due occhi senza strabismo) hanno visione stereo a basse frequenze, ma non alte, suggerendo che mentre la loro stereoacuità non è fine come nella normalità, è comunque funzionale".

Il lavoro affronta vari tipi di allenamento visivo, dal più tradizionale, con il tappo sull'occhio "buono", a sistemi avanzati di realtà virtuale. Tutte le tecniche che permettevano di non interrompere il lavoro simultaneo dei due occhi (come invece fa il tappo su un occhio, che è una tecnica che risale al 1700(14)) sono risultati i migliori. La caratteristica che però è stata evidenziata come un potenziamento incredibile per l'allenamento visivo, è risultata la stimolazione multisensoriale (15). Il fatto di unire allo stimolo visivo uno uditivo, uno tattile, uno fonetico (quindi un soggetto può vedere un oggetto che deve andare a toccare  a tempo determinato da un metronomo e nominarlo) è risultato un potenziamento del recupero visivo non solo durante il periodo di allenamento ma anche come fattore stabilizzatore nel tempo. 


Un esempio di queste stimolazioni multisensoriali può essere il lavoro eseguito dal soggetto, dove deve riconoscere delle frecce assimilabili alla forma di una lettera presente a sinistra dello schermo (fase cognitiva), toccarle (fase di coordinamento visuo-motorio) rimanendo in equilibrio su pedana (fase tonico-posturale) ma viste attraverso occhiali rosso-verdi che permettono di stimolare gli occhi separatamente (fase binoculare).

In conclusione possiamo affermare che certi paradigmi relativi all'ambliopia (occhio pigro) ed il recupero di una visione adeguata, e conseguente recupero di una visione stereo, devono essere completamente rivisti dagli specialisti e dalle scuole che li preparano.


Bibliografia

1) Bavelier D, Levi DM, Li RW, Dan Y, Hensch TK.: Removing brakes on adult brain plasticity: From molecular to behavioral interventions. The Journal of Neuroscience. 2010;30(45):14964–14971.
2) 
Movshon JA, Van Sluyters RC.: Visual neural development. Annual Review of Psychology. 1981;32:477–522.
3) 
Wiesel T.: Postnatal development of the visual cortex and the influence of environment. Nature. 1982;299:583–591.
4) 
Levi D.M., Knill D.C., Bavelier D.: Stereopsis and amblyopia: A mini-review. Vision Res. 2015 Sep; 114: 17–30. 
5) 
Baroncelli L, Maffei L, Sale A.: New perspectives in amblyopia therapy on adults: A critical role for the excitatory/inhibitory balance. Frontiers in Cellular Neuroscience. 2011;5:25.
6) Hess RF, Thompson B, Baker DH.: Binocular vision in amblyopia: Structure, suppression and plasticity. Ophthalmic and Physiological Optics. 2014;34(2):146–162. 
7) Levi DM. Prentice award lecture 2011: Removing the brakes on plasticity in the amblyopic brain. Optometry and Vision Science. 2012;89(6):827–838. 
8) Levi DM, Li RW.: Perceptual learning as a potential treatment for amblyopia: A mini-review. Vision Research. 2009;49(21):2535–2549.
9) Levi DM, Polat U.: Neural plasticity in adults with amblyopia. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America. 1996;93(13):6830–6834.
10) Morishita H, Hensch TK.: Critical period revisited: Impact on vision. Current Opinion in Neurobiology. 2008;18(1):101–107.
11) Wong AM.: New concepts concerning the neural mechanisms of amblyopia and their clinical implications. Canadian Journal of Ophthalmology. 2012;47:399–409. 
12) 
McKee S.P., Levi D.M., Movshon J.A.: The pattern of visual deficits in amblyopiaJournal of Vision, 3 (2003), pp. 380-405.
13) 
Holopigian K., Blake R., Greenwald M.J.: Selective losses in binocular vision in anisometropic amblyopesVision Research, 26 (1986), pp. 621-630.
14) 
Charles de Saint-Yves: Nouveau traité des maladies de yeux” Paris, 1722.
15) Vedamurthy I., Huang S., Levi D.M., Bavelier D., Knill D.C.: Recovery of stereopsis in adults through training in a virtual reality task. Optical Society of America, Fall Vision Meeting, Rochester, NY, USA (2012)


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo. 

martedì 14 giugno 2022

LA VISIONE STEREO DELLO STRABICO

Marty Feldman - attore 

Uno strabico può avere una visione stereo?

Intanto spieghiamo cosa è uno strabismo anche se sono sicuro che molti di voi abbiano già almeno un'idea generale.

Il Dictionary of Visual Science, di Cline, Hofstetter e Griffin (1), lo definisce come "quella condizione in cui la fissazione binoculare non è presente, in condizione di visione normale". In sostanza si ha uno strabismo quando gli occhi non riescono ad allinearsi sullo stesso oggetto e quindi non possono inviare al cervello una unica immagine come sommatoria delle due singole immagini dei due singoli occhi.

Per la maggior parte delle persone, pur avendo due occhi, risulta normale che ciò che vediamo sia "singolo". In realtà non è così ovvio e questa condizione di visione singola  richiede un grande lavoro da parte del sistema visivo e condizioni che lo permettano. Possiamo semplificare dicendo che se i due occhi vedono l'oggetto osservato nello stesso modo (forma, dimensione, colore, nitidezza, posizione nello spazio) il cervello potrà riunire le due immagini e permetterci una "visione singola". 

fig.1

Ma questa condizione permette anche, grazie alla posizione separata dei due occhi, e quindi due punti di vista diversi, la visione stereo o tridimensionale (fig.1). Naturalmente chi vede da un solo occhio non ha una percezione del mondo piatta, come se guardasse un quadro o una foto. L'esperienza permette, come spiegano i principi della psicologia della Gestalt (2, 3), di percepire la profondità grazie al confronto dei profili degli oggetti, delle dimensioni ecc. Per esempio se osserviamo in una spianata senza altri riferimenti un'auto al lato di una casa, con dimensioni non proporzionate, avremo la netta sensazione che l'auto sia molto più vicina a noi permettendoci una percezione di profondità nello spazio (fig.2).

fig.2

Ma anche se le dimensioni fossero coerenti, fra casa e auto, questa seconda, interrompendo il profilo della casa, ci trasmetterebbe il fatto che l'auto si trovi più vicina a noi rispetto la casa (fig.3).


fig.3

Naturalmente la visione stereo ci permette un altro livello di precisione nelle valutazioni, e conseguentemente, nel gestire questa percezione nella nostra vita quotidiana. Per sperimentare quanto siamo precisi nell'afferrare un piccolo oggetto, grazie ai due occhi, provate a chiuderne uno mentre fate la seguente operazione: fate sostenere un oggetto sottile come uno spillo o uno stuzzicadenti. Con la vostra mano dominante, con un movimento laterale, provate ad afferrare l'oggetto al primo tentativo. Sono sicuro che lo mancherete o lo toccherete ma in modo impreciso! Quanti tentativi vi saranno necessari? Provate a riaprire l'occhio chiuso e sperimentato come diviene facile lo stesso compito.

FATEMI SAPERE COM'E' ANDATA!

Tornando alla persona strabica, avendo gli occhi deviati, non risponderà ai presupposti richiesti dalla stereo visione. Gli occhi infatti osserveranno oggetti diversi e quindi non sovrapponibili. Il sistema nervoso avrà in questo caso confusione e visione doppia. La visione sdoppiata rende il nostro rapporto con lo spazio circostante, quasi impossibile e quindi il cervello tende a spengere un occhio. Questo fenomeno si chiama "soppressione" ed è quello che succede negli strabici. In realtà non è sempre così dipendendo da vari fattori, uno dei quali affronteremo più avanti.

A livello didattico, gli specialisti della visione, studiano che uno strabico, non potendo usare entrambi gli occhi insieme, NON può avere visione stereo e questo è dimostrato con gli strumenti usati tradizionalmente durante le visite.


MA NON E' COSI'!
Nei giorni 5 e 6 di giugno scorso, presso l'Istituto di Ricerca e di studi in Ottica e Optometria (I.R.S.O.O.) si è svolto il corso "Visione Binoculare e Stereopsi" a cura di Angie Minichiello (O.D., Ph.D.), che ho avuto il piacere di poter assistere nella docenza.

Durante le due giornate abbiamo potuto dimostrare, prima teoricamente e poi clinicamente, grazie alla presenza di pazienti, che anche in presenza di strabismo è possibile avere visione stereo! Il concetto e gli strumenti innovativi sono stati sviluppati da Angie Minichiello e J.-Bernard Weiss oculista strabologo di fama mondiale, autore di numerosissime pubblicazione e precursore della chirurgia di strabismo con anestesia topica.

 Il concetto è che gli strumenti e le metodiche attualmente adottati analizzano la visione stereo fine e quindi centrale. Altra cosa è poter valutare la presenza di una stereovisione periferica che rappresenta un dato importantissimo per la prognosi della chirurgia di strabismo, sempre condizionata da molte variabili non sempre valutabili. In sostanza se un soggetto strabico ha una visione stereo, e quindi una fusione di immagini proveniente dai due occhi se pur periferica, dopo la chirurgia avrà una maggior stabilità della motilità oculare avendo, a livello cerebrale, conservato una forma di visione binoculare.


E' sorprendente scoprire quanti strabici possano riferire di poter vedere i film tridimensionali, che ovviamente rappresentano una stimolazione visiva periferica, per le dimensioni dello schermo cinematografico.

Un interessante articolo (4) dedicato allo studio di strabismo e ambliopia (occhio pigro), del 2014, evidenzia, con sorpresa degli autori, come in molti casi dove gli strumenti tradizionali non registrano stereo visione i pazienti dichiarano di poter vedere appunto film tridimensionali al cinema.

Ma già nel 1981 (5) era stata registrata una "residua interazione binoculare" in strabici attraverso il test del campo visivo. Anche in questo caso è presente una interazione binoculare periferica ma non centrale.

Potremmo concludere quindi che grazie ai nuovi strumenti di Minichiello e Weiss abbiamo la possibilità di valutare se uno strabico ha visione stereo e questo dato risulta prezioso prima di un intervento chirurgico. Naturalmente sarebbe auspicabile che anche a livello accademico vengano corrette le teorie adeguandole ai nuovi risultati della ricerca e agli strumenti di Minichiello e Weiss.

Bibliografia
1) Cline D., Hofstetter H.W., Griffin J.R.: Dictionary of Visula Science. Fourth edition. ed. Butterworth-Heinemann 1997.
2) Metzger W.: I fondamenti della psicologia della gestalt. ed. Giunti Barbera 1984.
3) Kanizsa G.: Grammatica del vedere. Saggi su percezione e Gestalt. ed.il Mulino 1980.
4) Levi D.M., Knill D.C., Bavelier D.: Stereopsis and amblyopia: A mini-review. Vision Research, Volume 114, September 2015, Pages 17-30.
5)  R., Fronius M., Singer W.: Binocular interaction in the peripheral visual field of humans with strabismic and anisometropic amblyopia. Vision Res. 1981;21(7):1065-74.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo. 



giovedì 29 luglio 2021

ASTIGMATISMO CORRETTO TOTALMENTE O PARZIALMENTE?

 


In questo articolo affronterò una questione che rappresenta sempre un dubbio per alcuni professionisti della visione all'ora di prescrivere un occhiale: correggere l'astigmatismo parzialmente o totalmente? Questa scelta, in caso di mancata correzione o correzione parziale, potrà condizionare la vita dei pazienti, specialmente nel periodo di apprendimento. Per analizzare i vari aspetti collegati alla correzione o mancata correzione dell'astigmatismo, prenderò spunto dall'articolo di Read, Vincent e Collins (1).

Ma iniziamo con il chiarire di cosa stiamo parlando e in cosa consiste per chi ne è affetto

L'astigmatismo non è una malattia, se escludiamo quei casi dove questo è solo l'effetto della patologia stessa come nel cheratocono, ma solo una caratteristica legata alla forma dei mezzi ottici dell'occhio. Nella stragrande maggioranza dei casi questa caratteristica dipende dalla forma della cornea, la calotta anteriore trasparente corrispondente all'iride (2). Questa parte che dovrebbe essere idealmente sferica, come un pallone, nei casi di astigmatismo presenta la forma di una palla da rugby (fig.1)

fig.1

Le due curve, diverse, produrranno un doppio fuoco che appunto rappresenta l'astigmatismo ("a" privativo e "stigma" punto). Questa parte dell'occhio finisce il proprio sviluppo nei primi anni di vita e quindi potremmo affermare che l'astigmatismo non cambia nel proseguire della vita (3, 4, 5, 6). Quello che può invece cambiare è la capacità e la possibilità di correggerlo adeguatamente.

Alcuni professionisti sottovalutano questo problema visivo e tendono a non correggerlo, specialmente se di piccola entità, o a sotto-correggerlo. C'è da dire che un piccolo valore di astigmatismo è considerato fisiologico e quindi potenzialmente presente in tutti gli occhi. La motivazione principale, nel non correggerlo o correggerlo parzialmente, è legata al fatto che la lente, nelle zone periferiche, ha distorsioni molto fastidiose perché anche irregolari sui vari punti della lente stessa. In realtà gli studi (7) dimostrano che la difficoltà di adattamento alle correzioni astigmatiche è veramente ridotta, intorno all'1%, ma i benefici che ne derivano a livello sensoriale sono enormi.

fig.2

Ma cosa comporta la mancata correzione o sotto-correzione?

L'astigmatismo ha un'inclinazione espressa in gradi ed ha come effetto una visione sbavata (fig.2) o, nei casi di difetto più elevato, può provocare perfino uno sdoppiamento dell'immagine osservata. I segnali più frequenti sono l'inclinazione della testa nei bambini e disturbo alle luci per gli adulti, specialmente nella guida notturna (16, 17). Il sistema di messa a fuoco dell'occhio (accomodazione), in presenza di un astigmatismo, cercherà di centrare in modo equidistante, rispetto la retina, i due fuochi per avere il minor disturbo possibile. Questa continua ricerca di un'autocorrezione, che non sarà mai possibile, comporta nella maggior parte dei casi una continua tensione e lavoro muscolare. Da un punto di vista visivo invece i soggetti con solo astigmatismo (non associato per esempio a miopia o ipermetropia) possono arrivare ad adattarsi (8, 9, 10) a questa sfocatura, presente praticamente solo in un meridiano. Questo adattamento ad un lieve disturbo, evitando la percezione della sfocatura, porterà l'ametrope (persona con problema visivo) ad imputare i propri disturbi ad altre cause rispetto a quella visiva. 


Queste attività infatti possono provocare degli spasmi muscolari e quindi l'impossibilità di rilassare l'occhio anche una volta interrotto l'impegno visivo. Questo fenomeno spesso è causa di miopia tardiva, o da studio (insorgenza dopo i 14-16 anni di età), ma anche di sintomi come pesantezza oculare, irritazione, cefalee prevalentemente frontali e tempiali. Durante la lettura un astigmatismo, non corretto o compensato solo parzialmente, può provocare disturbi come scambio di lettere, parole o difficoltà nel salto di riga complicando molto l'apprendimento (11, 12, 13)

In relazione a questo ultimo punto è interessante scoprire come alcuni problemi visivi, ed in particolare l'astigmatismo, possono dare sintomi come difficoltà nella lettura, nel calcolo ecc., assimilabili a problemi come i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) come per esempio la dislessia, discalculia, ecc. Purtroppo il protocollo nazionale per la valutazione e certificazione di questi problemi non prevede un'analisi visiva approfondita ma rimane a discrezione del neuropsichiatra l'invio ad una visita specialistica che generalmente si riduce ad il controllo visivo da lontano di lettere singole ad alto contrasto (nero su bianco), assolutamente insufficiente a stabilire se i bambino abbia difficoltà nelle performance di lettura e quindi apprendimento.  


Vi propongo a riguardo, per chi fosse interessato all'argomento, alcuni articoli che ho già pubblicato:

E' interessante un articolo della optometrista statunitense Dr. Kellye Knueppel, specializzata in visione e problemi di apprendimento e riabilitazione optometrica, pubblicato sul Blog The Vision Theapy center (https://www.thevisiontherapycenter.com/discovering-vision-therapy/3-treatable-vision-problems-that-mimic-dyslexia-symptoms) dove si analizzano 3 problemi visivi trattabili, che possono simulare un problema di Dislessia:
- problema di Lateralità/Direzionalità - Una persona può invertire le lettere perché non è in grado di distinguere la destra dalla sinistra su se stessa (lateralità). La scarsa lateralità di solito è alla base dell'incapacità di riconoscere da destra a sinistra su altri oggetti, come lettere e numeri.
- affaticamento visivo - Un bambino i cui occhi si affaticano probabilmente leggerà a un ritmo notevolmente più lento, che è un sintomo comune della dislessia. 
- scarso controllo dei movimenti oculari - Alcune persone considerano la lettura estremamente discontinua come un sintomo di dislessia. Tuttavia, i problemi funzionali della vista sono spesso alla base di alcuni di questi stessi sintomi.


Tornando a problemi meno specifici, nella pratica clinica di frequente riceviamo di indicazioni di disturbi di affaticamento, bruciori, oculari e cefalee (18, 19) da operatori di computer che li ritengono normali, imputandoli anche alle caratteristiche dello schermo. In realtà la maggior parte dei problemi nascono proprio da difetti visivi non corretti che non provocano difficoltà visive evidenti, come ipermetropia e astigmatismo (14, 15).

Gli astigmatismi non corretti possono, da un punto di vista sensoriale, peggiorare la collaborazione degli occhi e provocare, in casi particolari, perfino occhio pigro e strabismo (20, 21, 22, 23, 24, 25).

Ne deriva quindi che risulta importante, sia per la sintomatologia che possono provocare che per le alterazioni della motilità oculare, individuare e correggere gli astigmatismi che, come abbiamo già sottolineato non vengono quasi mai avvertiti come problemi visivi.

Per concludere possiamo aggiungere ai sopracitati disturbi anche quelli di tipo tonico-posturale  (muscolo-scheletrici) e stomatognatico (sistema masticatorio). Infatti tutte le innervazioni dei muscoli di tutto il corpo fanno capo a delle centrali nervose comuni ed uno stress ad uno di questi sistemi può ripercuotersi sugli altri provocando sintomi apparentemente lontani dalle problematiche visive. La collaborazione con osteopati, fisioterapisti, odontoiatri e otorini permette in un lavoro multidisciplinare di individuare e risolvere problemi di interferenza fra i vari sistemi.

Rimango come sempre a disposizione per chiarimenti o dubbi.

Bibliografia
1) Read SA, Vincent SJ & Collins MJ. The visual and functional impacts of astigmatism and its clinical management. Ophthalmic. Physiol Opt 2014, 34, 267–294. 
2) Irvin M. Borish, O.D., D.O.S., LL.D., D. Clinical Refraction 3rd edition (1975)  Professional Press, Inc.
3) Francis Heed Adler; William M Hart, Adler's physiology of the eye : clinical application. St. Louis : Mosby Year Book, ©1992.
4) Liu YC, Chou P, Wojciechowski R et al. Power vector analysis of refractive, corneal, and internal astigmatism in an elderly Chinese population: the Shihpai Eye Study. Invest Ophthalmol Vis Sci 2011; 52: 9651– 9657.
5) Leung TW, Lam AK, Deng L & Kee CS. Characteristics of astigmatism as a function of age in a Hong Kong clinical population. Optom Vis Sci 2012; 89: 984– 992.
6) Anstice J. Astigmatism – its components and their changes with age. Am J Optom Arch Am Acad Optom 1971; 48: 1001– 1006.
7) Howell-Duffy C, Umar G, Ruparelia N & Elliott DB. What adjustments, if any, do UK optometrists make to the subjective refraction result prior to prescribing? Ophthalmic Physiol Opt 2010; 30: 225– 239.
8) Sawides L, Marcos S, Ravikumar S, Thibos L, Bradley A & Webster M. Adaptation to astigmatic blur. J Vis 2010; 10: 22.
9) Vinas M, de Gracia P, Dorronsoro C et al. Astigmatism impact on visual performance: merdional and adaptational effects. Optom Vis Sci 2013; 90: 1430– 1442.
10) Vinas M, Sawides L, de Gracia P & Marcos S. Perceptual adaptation to the correction of natural astigmatism. PLoS One 2012; 7: 1– 10.
11) Wills J, Gillett R, Eastwell E et al. Effect of simulated astigmatic refractive error on reading performance in the young. Optom Vis Sci 2012; 89: 271– 276.
12) Wolffsohn JS, Bhogal G & Shah S. Effect of uncorrected astigmatism on vision. J Cataract Refract Surg 2011; 37: 454– 460.
13) Casagrande M, Baumeister M, Bühren J, Klaproth OK, Titke C & Kohnen T. Influence of additional astigmatism on distance-corrected near visual acuity and reading performance. Br J Ophthalmol 2014; 98: 24– 29.
14) Wiggins NP & Daum KM. Visual discomfort and astigmatic errors in VDT use. J Am Optom Assoc 1991; 62: 680– 684.
15) Rosenfield M, Hue JE, Huang RR & Bababekova Y. The effects of induced oblique astigmatism on symptoms and reading performance while viewing a computer screen. Ophthalmic Physiol Opt 2012; 32: 142– 148.
16) Wood JM, Tyrrell RA, Chaparro A, Marszalek RP, Carberry TP & Chu BS. Even moderate visual impairments degrade drivers' ability to see pedestrians at night. Invest Ophthalmol Vis Sci 2012; 53: 2586– 2592.
17) Wolffsohn JS, Bhogal G & Shah S. Effect of uncorrected astigmatism on vision. J Cataract Refract Surg 2011; 37: 454– 460.
18) Akinci A, Güven A, Degerliyurt A, Kibar E, Mutlu M & Citirik M. The correlation between headache and refractive errors. J AAPOS 2008; 12: 290– 293.
19) Hendricks TJW, De Brabander J, Van Der Horst FG, Hendrikse F & Knottnerus JA. Relationship between habitual refractive errors and headache complaints in schoolchildren. Optom Vis Sci 2007; 84: 137– 143.
20) Abrahamsson M & Sjostrand J. Astigmatic axis and amblyopia in childhood. Acta Ophthalmol Scand 2003; 81: 33– 37.
Wiley Online Library CAS PubMed Web of Science®Google Scholar
21) Zhao PF, Zhou YH, Wang NL & Zhang J. Study of the wavefront aberrations in children with amblyopia. Chin Med J (Engl) 2010; 123: 1431– 1435.
22) Aldebasi HI. Ocular aberrations in amblyopic children. Saudi J Ophthalmol 2013; 27: 253– 258.
23) Abrahamsson M, Fabian G & Sjostrand J. Refraction changes in children developing convergent or divergent strabismus. Br J Ophthalmol 1992; 76: 723– 727.
24) McNeer KW. Astigmatism in visually immature child with strabismus. Arch Ophthalmol 1980; 98: 1430– 1432.
25) Nilsson A, Nilsson M, Stevenson SB & Brautaset RL. The influence of unilateral uncorrected astigmatism on binocular vision and fixation disparity. Strabismus 2011; 19: 138– 141.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.




giovedì 6 agosto 2020

VISIONE DOPPIA DOPO LA CATARATTA? COME EVITARLO!

VISIONE DOPPIA SEMPRE PIU' FREQUENTE DOPO CATARATTA

Con l'aumentare della vita media, e probabilmente anche cambiamenti di tipo ambientale e alimentare, l'opacizzazione del cristallino, che porta poi alla "maturazione" della cataratta, si fa sempre più frequente. Parallelamente aumentano anche i casi di visione doppia dopo l'intervento per la sostituzione del cristallino.

Non trattandosi di una patologia, molto spesso dopo l'intervento viene consigliato semplicemente di aspettare fino a quando il problema rientri spontaneamente. In genere questo avviene ma spesso dopo vari mesi che la persona è costretta a passare con un forte disagio o per la visione doppia o per l'uso di un tappo su un occhio.


Anche se la signora, in posa per la foto, sembra felice in realtà questo problema provoca disagi molto forti per i quali viene prospettata, come dicevamo, solo l'attesa e la pazienza. In taluni casi perfino la rassegnazione, se dopo alcuni mesi il problema permane. Nell'articolo precedente (http://aulo-optometry.blogspot.com/2020/01/equilibrio-e-visione-in-eta-avanzata.html) alcuni studi dimostrano come squilibri della visione binoculare possono influire in modo importante sull'equilibrio e motilità delle persone anziane, mettendole anche a rischio di cadute e fratture.

Uno studio (1) dedicato a questi casi ha evidenziato come l'intervento di cataratta non sia la causa diretta delle anomalie di visione binoculare non strabiche (NSBVA), e quindi dello sdoppiamento, ma evidenzi disfunzioni potenziali o subacute già presenti prima dell'intervento stesso. Probabilmente già nella progressione della cataratta, che raramente è contemporanea nei due occhi, si sviluppa una visione diversa che rende più complicata la "fusione" e cioè l'uso coordinato dei due occhi sia da un punto di vista motorio che a livello sensoriale.


Qing-Qing e colleghi (1) hanno valutato i dati raccolti durante le analisi visive su soggetti che avevano programmato il doppio intervento di cataratta (prima un occhio poi l'altro) a distanza di circa un anno. I test visivi, eseguiti prima della chirurgia, venivano ripetuti dopo il primo intervento e dopo il secondo. I risultati indicano che oltre il 60% dei soggetti, dopo l'intervento, presentavano anomalie della visione binoculare. Il principale fattore di rischio per la previsione di un problema di visione doppia postoperatoria è l'anomalia preesistente. Lo studio conclude che andrebbero aumentati i controlli visivi specifici della visione binoculare sui soggetti anziani e in particolare nel periodo precedente all'intervento.

La maggior parte degli studi (2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16) attribuiscono la visione doppia dopo intervento di cataratta a problemi a livello dei muscoli oculomotori (riduzione di motilità o paresi) da trauma durante la chirugia o effetti tossici dell'anestesia, sugli stessi muscoli. Rainin e Carlson (9) furono i primi a suggerire che la tossicità dell'anestetico locale poteva provocare una paresi muscolare temporanea o permanente. Carlson et al. (10) hanno successivamente dimostrato degenerazione e rigenerazione nei muscoli dell'occhio dopo l'uso di numerosi anestetici locali.

Seguendo le indicazioni di Qing-Qing Tan, potremmo affemare che sia fondamentale, in prospettiva di un intervento chirurgico, una completa valutazione optometrica della funzione visiva (che ovviamente non sostituisce la valutazione medico-chirurgica) per prevenire, anche con allenamento visivo, che il sistema visivo perda la sua funzionalità binoculare.

Rimango a disposizione per chiarimenti o dubbi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

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Blog Aulo Optometry
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Bibliografia
1)  Qing-Qing Tan; James S Lewis; Mitchell Scheiman "Binocular Vision Characteristics in Patients before and after Cataract Surgery" ARVO Annual Meeting Abstract,  June 2020.
2) Hamed LM . Strabismus presenting after cataract surgery. Ophthalmology 1991; 98: 247–252.
3) Catalano RA, Nelson LR, Calhoun JH, Schatz NJ, Harley RD . Persistent strabismus presenting after cataract surgery. Ophthalmology 1987; 94: 491–494.
4) Capo H, Roth E, Johnson T, Munoz M, Siatkowski RM . Vertical strabismus after cataract surgery. Ophthalmology 1996; 103: 918–921; discussion by Guyton DL.
5) Brown SM, Brooks SE, Mazow LM, Avilla CW, Braverman DE, Greenhaw ST et al. Cluster of diplopia cases after periocular anesthesia without hyaluronidase. J Cataract refract surg 1999; 25: 1245–1249.
6) Hamed LM . Strabismus after adult cataract surgery. In: Rosenbaum AL, Santiago AP (eds). Clinical Strabismus Management—Principles and Surgical Techniques, Chap. 28. WB Saunders Company: Philadelphia, 1999.
7) Capo H, Guyton DL . Ipsilateral hypertropia after cataract surgery. Ophthalmology 1996; 103: 721–730.
8) Hamed LM, Helveston EM, Ellis FD . Persistent binocular diplopia after cataract surgery. Am J Ophthalmol 1987; 103: 741–744.
9) Rainin EA, Carlson BM . Postoperative dipolpia and ptosis. A clinical hypothesis based on myotoxicity of local anesthetics. ArchOphthalmol 1985; 103: 1337–1339.
10) Carlson BM, Emerick S, Komorowski TE, Rainin EA, Shepard BM . Extraocular muscle regeneration in primates—local anesthetic induced lesions. Ophthalmology 1992; 99: 582–589.
11) Kaplan LJ, Jaffe NS, Clayman HM . Ptosis and cataract surgery — a multivariant computer analysis of a prospective study. Ophthalmology 1985; 92: 237–242.
12) Hamed LM, Mancuso A . Inferior rectus muscle contracture syndrome after retrobulbar anaesthesia. Ophthalmology 1991; 98: 1506–1512.
13) Grimmett MR, Lambert SR . Superior rectus muscle overaction after cataract extraction. Am J Ophthalmol 1992; 114: 72–80.
14) Hunter DG, Lam GC, Guyton DL . Inferior oblique muscle injury from local anesthesia for cataract surgery. Ophthalmology 1995; 102: 501–509.
15) Koide R, Honda M, Kora Y, Ozawa T . Diplopia after cataract surgery. J Cataract Refract Surg 2000; 26: 1198–1204.
16) Rose KM, Roper-Hall G . Differential diagnosis of diplopia following cataract extraction. American Orthoptic Journal 1999; 49: 99–104.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

lunedì 3 settembre 2018

FINO A CHE ETA' SI PUO TRATTARE L'OCCHIO PIGRO? E COME?

Occlusione (tappino) per piccoli e adulti? 


Molti studi, fra i quali quello di Polat (Polat, U., Ma-Naim, T., Belkin, M., & Sagi, D. 2004) hanno dimostrato da tempo che stimolazioni visuo-percettive riescono a migliorare la funzionalità del sistema visivo anche in età adulta. Inoltre nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia ci permettono la preparazione di esercizi sempre più personalizzati e la possibilità di parametrizzare i risultati in modo chiaro e semplice da valutare.


Vedere non è soltanto ricomporre, come in un mosaico, le immagini che entrano nell'occhio dentro al cervello. Si tratta di un processo complesso che coinvolge molte delle attività del nostro sistema nervoso. Attività di codifica, di memorizzazione, di coordinamento motorio, usando la vista per mantenre l'equilibrio, muovere il nostro corpo in base a quello che vogliamo fare, ecc.

E' proprio grazie all'integrazione di questi stimoli che l'Allenamento Visivo (Visual Training) ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Ed è quello che facciamo con tecniche di apprendimento percettivo ed organizzazione visuo-motoria. Ma l'allenamento degli adulti è solo l'inizio di una nuova prospettiva che amplia i propri confini anche verso i bambini. Lo studio nasce infatti su bambini dove non era stato possibile usare l'occlusione (tappino) o dove questa non aveva dato risultati.

Il vostro bambino non sopporta il tappino, per il suo occhio pigro? O dopo averlo portato per anni i risultati non sono quelli sperati?


Polat, qualche anno dopo (Uri Polat, Tova Ma-Naim, Abraham Spierer 2009), pubblica un articolo dove espone i risultati della sua ricerca indirizzata ad applicare le stesse tecniche nate per gli adulti a bambini nei quali non era stata posibile l'applicazione dell'occlusione (tappino) o dove nonostante l'uso i risultati non erano quelli sperati.

Ovvimente non tutte le riduzioni di visione (ambliopia) sono uguali ed hanno le stesse possibilità di recupero. Strabismo, astigmatismo elevato, miopia elevata e ipermetropia elevata hanno risposte diverse alla ginnastica visiva ma rimane il fatto che una stimolazione diversa dalle tradizionali, potenzia enormemente l'effetto rieducativo. 

Spiega Polat che alla base del trattamento c'è stato l'uso di videogiochi che riescono a mantenere a lungo una forte attenzione da parte dei bambini ed è richiesta un'intensa attività visuo-motoria. Nei risultati si è registrato non solo un miglioramento dell'acuità visiva ma anche un importante incremento della sensibilità al contrasto. Quest'ultimo dato indica non solo il miglioramento del riconoscimento delle lettere ad alto contrasto (come avviene nei normali controlli visivi) ma anche di un aumento della sensibilità nella visione a basso contrasto che rappresenta una condizione più reale.


La sensibilità al contrasto è un esame migliore per valutare il funzionamento nel mondo reale rispetto all'acuità visiva ad alto contrasto. La mancata verifica della sensibilità al contrasto può lasciare un paziente con un'acuità visiva solo moderata, con una perdita di questa di fronte a problemi visivi quotidiani non riconosciuti, nel mondo reale, che è sicuramente a basso contrasto.

Polat ritiene, in concordanza con altri studi (Huang et al., 2008; Polat, 2008; Polat et al., 2004; Zhou et al., 2006), che l'efficacia del trattamento, con risvolti anche a livello binoculare, dipenda dal fatto che si tratta di attività molto dinamiche mentre il trattamentocon l'occlusione rimane statico.

Lo svantaggio, invece, di questa tecnica di trattamento è che richiede una partecipazione attiva del bambino ed una capacità di concentrazione, seppur minima. Oltre a questo anche il tempo richiesto di attività in studio può risultare problematico, per i sempre maggiori impegni a cui sono sottoposti i bambini oggi.


Ma come dicevo la tecnologia ci viene in aiuto. Oggi abbiamo a disposizione piattaforme in internet che ci permettono di preparare esercizi che verranno eseguiti comodamente a casa con un semplice computer collegato alla rete.

Per concludere quindi possiamo tranquillamente affermare che il fattore età da solo non può determinare la possibilità o no di recupero di migliori funzioni visive. E' fondamentale verificare con una completa analisi visiva le condizioni del sistema visivo e le potenzialità di reupero grazie ad un programma personalizzato. Tutto ciò non sostituisce ma integra il trattamento medico-oculistico ed ortottico nel caso siano necessari.

Bibliografia
- Huang, C. B., Zhou, Y., & Lu, Z. L. (2008). Broad bandwidth of perceptual learning in the visual system of adults with anisometropic amblyopia. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 105(10), 4068–4073.
- Polat U., Ma-Naim T., Belkin M., & Sagi D. (2004). Improving vision in adult amblyopia by perceptual learning. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 101(17), 6692–6697.
- Polat, U. (2008). Restoration of underdeveloped cortical functions: Evidence from treatm
- Uri Polat, Tova Ma-Naim, Abraham Spierer (2009) Treatment of children with amblyopia by perceptual learning. Goldschleger Eye Research Institute, Tel-Aviv University, Sheba Medical Center, 52621 Tel Hashomer, Israel. Vision Research 49 (2009) 2599–2603. 
- Zhou, Y., Huang, C., Xu, P., Tao, L., Qiu, Z., Li, X., et al. (2006). Perceptual learning improves contrast sensitivity and visual acuity in adults with anisometropic amblyopia. Vision Research, 46(5), 739–750. 

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia) 

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

domenica 26 agosto 2018

LA AOP LANCIA LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE VISIVA DEI BAMBINI

L'Associazione degli Optometristi britannici (AOP) lancia la campagna di prevenzione visiva dei bambini...e noi dovremmo prendere esempio!












Vi propongo un'articolo che ha già segnalato la pagina ANSA, anche se con qualche piccolo errore di traduzione. Lo propongo per intero e tradotto bene, in modo da evitare fraintesi. 

Si parla infatti, nella nota ANSA, di prevenzione "per trovare eventuali patologie che sono curabili molto più facilmente con una diagnosi precoce". In realtà, come vedremo più avanti, non si fa mai riferimento a malattie dell'occhio ma a "determinate condizioni" sottintendendo problemi visivi che non sono riconducibili a malattie ma a mal funzionamento del sistema visivo. Non si parlerà quindi né di malattie né di cura ma di recupero della funzione visiva.

AOP promuove la campagna per la visione dei bambini

La Campagna A B See dell'Associazione vuol mettere in evidenza l'importanza di un controllo del sistema visivo per aiutare i bambini a raggiungere il loro potenziale.

 










Per aumentare la consapevolezza dell'importanza della visione nella crescita di un bambino, l'AOP ha lanciato la sua Campagna A B See, studiata per aiutare i bambini a raggiungere il loro pieno potenziale.

Come parte della campagna, l'AOP raccomanda ai genitori di sottoporre i loro bambini a ad un controllo della vista, presso i loro optometristi del posto, ogni due anni, o più spesso se l'optometrista lo consiglia.

A sostegno della campagna, l'AOP ha pubblicato dati che dimostrano che più della metà (52%) dei genitori con figli in età scolare pensa che il bambino verrà sottoposto ad un esame completo della vista durante la scuola elementare.

L'AOP ha evidenziato che i controlli della vista non vengono eseguiti di prassi nelle scuole di tutto il Regno Unito, il che potrebbe significare che i bambini soffrono di condizioni agli occhi non evidenziate, nonostante ci sia una "finestra di tempo" per il trattamento di determinate condizioni. Inoltre, secondo la ricerca, quasi un quarto (24%) dei bambini dai quattro ai sedici anni non è mai stato portato dai genitori ad un controllo visivo.

Il sondaggio ha anche scoperto che il costo della visita può essere una delle cause, con un genitore su 10 che crede di dover pagare la visita per bambini di età inferiore ai 16 anni. Tuttavia, l'83%  dei genitori ha dichiarato che sarebbe più propenso a prenotare una visita visiva, per il proprio figlio, sapendo che è finanziato dal National Health Service (servizio sanitario nazionale).

L'AOP ha anche condiviso i risultati del sondaggio Voice of Optometry, che ha raccolto le opinioni dei professionisti ed ha rilevato che quasi tre quarti (74%) degli optometristi praticanti ha visitato nell'ultimo anno bambini che avevano problemi di vista che avrebbero potuto essere trattati con maggiore successo se fossero stati diagnosticati in età precoce.

Farah Topia, consigliera clinica per Optometrist e AOP, ha affermato che la ricerca dimostra che esiste "un enorme divario tra ciò che la maggior parte dei genitori pensa sia fornito a scuola e l'assistenza oftalmologica che i bambini ricevono effettivamente, attraverso i controlli della vista".

Topia ha spiegato: "Molti genitori non si rendono conto che esiste una periodo di maggior opportunità per il trattamento di determinate condizioni degli occhi, motivo per cui molti optometristi ricevono i bambini, nei propri studi, con una condizione che avrebbe potuto essere trattata in modo molto più efficace se fossero stati visti in precedenza.

"È importante ricordare che condizioni come l'ambliopia o "occhio pigro", come è spesso noto, possono avere un impatto negativo sullo sviluppo sociale e accademico, così come sulle possibilità di carriera più avanti nella vita. Questo è il motivo per cui l'AOP sta incoraggiando i genitori a portare i loro figli ad un controllo visivo, che è finanziato dal NHS per i minori di 16 anni, poiché è il modo migliore per assicurarsi che eventuali disturbi vengano evidenziati e trattati precocemente".

La signora Topia ha sottolineato: "Come regola generale, è bene che i bambini abbiano il loro primo controllo visivo intorno ai tre anni, ma i bambini possono essere controllati anche prima, se si sospetta un problema."

La ricerca pubblica è stata condotta da Mortar London per conto dell'AOP. Il sondaggio online ha avuto 1204 intervistati provenienti da tutto il Regno Unito.

Articolo originale
https://www.aop.org.uk/ot/professional-support/aop/2018/08/22/aop-launches-childrens-vision-campaign

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

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venerdì 3 agosto 2018

TRATTAMENTI DELL'OCCHIO PIGRO SECONDO IL PROF. FROSINI

TRATTAMENTI DELL'OCCHIO PIGRO SECONDO IL PROF. FROSINI










Nel suo libro "Diagnosi e Trattamento dello Strabismo e delle anomalie oculomotorie" il Prof. Riccardo Frosini eminenza, a livello toscano e nazionale, sulla visione binoculare dice testualmente, riguardo i trattamenti dell'occhio pigro:

"Come abbiamo visto più ampiamente nella parte dedicata specificatamente al trattamento dell’ambliopia, tutte le metodiche in uso tendono a interferire con la visione dell’occhio fissante a vantaggio della presa della fissazione da parte dell’occhio che non fissa spontaneamente. Esse possono essere classificate in ordine crescente di interferenza con la visione dell’occhio migliore e, a nostro avviso, è in quest’ordine che vanno impiegate nella primissima infanzia, quando ancora sussiste il rischio di indurre una ambliopia iatrogena nell’occhio migliore. Consigliamo di passare ad un trattamento più pesante solo quando il trattamento più blando non ottiene l’effetto desiderato.

I metodi attualmente impiegati nella primissima infanzia sono, in ordine crescente:
- L’atropinizzazione (atropina coll. 0,5% al mattino)
- I settori binasali (settore più ampio sull’occhio fissante)
- I filtri di tipo Bangerter (graduati) o di tipo lucarne di Berrondo (non graduati)
- L’occlusione (diretta, inversa, mista, temporanea, ecc.)

Nei bambini più grandi possiamo aggiungere:
- L’ipercorrezione leggera
- La penalizzazione (per lontano, per vicino, totale, ecc.)

Anche in caso di chiara alternanza spontanea è opportuno cautelarsi contro il sempre possibile rischio che, con l’andar del tempo, un occhio predomini sull’altro e si instauri una ambliopia.
Il metodo che secondo la nostra esperienza, ha dato i migliori risultati è l’impiego dei settori binasali simmetrici sulla correzione ottica schiascopica
."











Foto 1. Sulla lente destra il filtro Bangerter riduce la qualità visiva. In questo caso Dietro il filtro troveremmo l'occhio migliore e dietro la lente trasparente l'occhio pigro.

Vediamo allora di chiarire alcuni punti:
- l'atropinizzazione è l'uso di un collirio che, bloccando la messa a fuoco dell'occhio, di fatto ne esclude l'uso a vantaggio dell'occhio pigro da recuperare. Il farmaco, l'atropina, ha comunque forti controindicazioni e possibili effetti collaterali.
- i settori binasali sono dei semplici settori opachi che posizionati nella parte centrale dell'occhiale permettono l'uso dei due occhi solo quando sono diritti. Se non lo sono comunque garaniscono una stimolazione dei due occhi simultaneamente nella parte perifierica e alternata nella parte centrale. Questo permette di mantenere l'idea dell'uso dei due occhi insieme, a livello del cervello, e faciliterà in seguito la reintegrazine dei due occhi nella visione bnoculare (foto 2).
- i filtri Bangerter sono delle lenti di gomma da attaccare alle lenti degli occhiali che riducono la visione dell'occhio migliore fino a portarla allo stesso livello o meno dell'occhio pigro, per stimolare quest'ultimo (foto 1).
- l'occlusione, che nel libro viene descritta come la tecnica più frequentemente usata, è quella che infatti tutti conoscono e cioè il tappino che chiude l'occhio migliore per stimolare quello pigro. Questa tecnica ha una risposta immediata delle migliori sul recupero dell'occhio pigro ma presenta allo stesso tempo un effetto collaterale dei peggiori. Il cervello si abituerà ad usare un occhio per volta e quindi, anche in caso di recupero completo della visione, nel momento della riapertura di entrambi gli occhi insieme il cervello continuerà ad usarne uno solo e generalmente quello che è sempre stato il migliore. Nel tempo quindi l'occhio pigro perderà di nuovo la sua funzionalità e difficilmente potremo sviluppare una visione stereo buona.
Un altro effetto avverso che cita Frosini è anche la possibilità di svuiluppare un'ambliopia (occhio pigro) nell'occhio che era migliore ma che passerà molto tempo tappato e quindi inattivo.











Foto 2. Raffigurato un esempio di occlusione a settori binasali, anche se momentanea, per valutarne la risposta del bambino, che permette di mantenere gli occhi entrambi funzionanti. Il bambino nello sguardo a destra sfrutterà l'occhio destro e nello sguardo a sinistra sfrutterà l'occhio sinistro. Guardando davanti a se avrà lo stimolo ad usare entrambi insieme superando i due settori. 

Per concludere voglio citare la mia esperienza di più di dieci anni di collaborazione con il Prof. J. Bernard Weiss, oftalmologo strabologo e scienziato della visione binoculare di fama mondiale, durante la quale abbiamo registrato gli stessi dati che il Prof. Frosini dichiara nel suo libro. La tecnica più proficua per il recupero dell'ambliopia è quella dei settori binasali.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo. 

mercoledì 31 maggio 2017

OPTOMETRISTA COMPORTAMENTALE O VISITA TRADIZIONALE

AL TUO BAMBINO SERVE UN OPTOMETRISTA COMPORTAMENTALE O UNA VISITA TRADIZIONALE PUO' ESSERE SUFFICIENTE?
20/09/2016

tratto da http://www.visuallearningcenter.com/
leggi l'articolo originale:  http://www.visuallearningcenter.com/does-your-child-need-to-see-a-developmental-optometrist-or-is-a-routine-eye-exam-good-enough












Il tuo bambino è stato controllato per problemi visivi che possono inteferire con la lettura? Le tradizionali visite agli occhi valutano solo la chiarezza e la forma della visione da lontano. Comunque la maggior parte dei genitori e insegnanti non è a conoscenza che molti bambini con problemi visivi e disfunzione del processo visivo hanno bisogno di essere assistiti da un optometrista comportamentale che è specializzato nel trattamento del processo visivo.

La maggior parte degli stati in USA hanno norme che richiedono l'accesso a screening visivi per i bambini, in genere attraverso le scuole. Lo stato del Maryland richiede che ogni consiglio scolastico della contea provveda a far eseguire esami della vista a tutti gli studenti che entrano in prima elementare e di nuovo quando arrivano in 2° o 3° media. Queste richieste hanno lo scopo di prevenire che gli studenti con problemi visivi passino inosservati.

Eseguendo esami annuali con il vostro specialista di famiglia, è probabile che tu ritenga che il tuo bambino esegua prove per problemi comuni e che stai garantendo il migliore trattamento specialistico per un bambino. Gli esami annuali sono importanti, se un bambino non ha 10/10 di capacità visiva. Le lenti correttive possono fare un mondo di differenza. Ma 10/10 di capacità visiva, non sono sufficienti per avere una buona visione.

Perchè i bambini siano in grado di apprendere e svolgere efficacemente al loro meglio le attività scolastiche, devono avere un sistema visivo completamente funzionale e sano. Devono essere in grado di coordinare i loro movimenti oculari in modo efficiente ed efficace, e deve essere in grado di elaborare le informazioni in modo rapido attraverso il loro sistema visivo.

Purtroppo, gli esami visivi comuni non controllano i problemi visivi legati all'apprendimento. Il professionista di famiglia è più probabile che non sia preparato in optometria dello trattamento funzionale della visione e terapia visiva.

Anche se il vostro bambino ha 10/10 di vista, potreste notare alcuni dei seguenti problemi che potrebbero essere attribuiti a un disturbo visivo o una carenza funzionale:
- salta parole, lettere o righe durante la lettura o la scrittura
- sostituisce o inverte lettere o numeri
- esegue compiti standard al di sotto del suo livello scolastico o sotto la media
- ha difficoltà nella scrittura
- ha difficoltà nel copiare dalla lavagna
- ha problemi di attenzione simili a ADHD
- si lamenta di mal di testa, dolori agli occhi o stanchezza durante la lettura
- risulta goffo, imbarazzato, e con scarso coordinamento motorio

Molti bambini con diagnosi di ritardo nello sviluppo, difficoltà di apprendimento, dislessia, o problemi di disturbo da deficit di attenzione e di comportamento, problemi di visione in realtà presentano problemi visivi trattabili che possono essere migliorati o risolti con ginnastica visiva.


L'unico modo per diagnosticare un problema visivo relazionato all'apprendimento è con un esame completo degli occhi da parte di un optometrista comportamentale specializzato in trattamenti della disfunzione visiva.

Qui sotto una serie di domande utili da fare al vostro specialista:

- Come misura e corregge la facilità accomodativa (messa a fuoco) e la facilità nelle vergenze laterali (allineamento laterale degli occhi e velocità),  ampiezza delle vergenze verticali (allineamento verticale degli occhi)?
- Esegue test per il movimento corretto degli occhi mentre il bambino sta leggendo o rispondendo a domande che richiedono comprensione?
- Usa strumenti come prismi e dispositivi di monitoraggio a infrarossi come Visigraph?
- Come verifica la percezione visiva o le abilità del processo visivo come discriminazione visiva, visualizzazione e memoria visiva?

Qui sotto potete scaricare un utle PDF per valutare il vostro dottore degli occhi

http://www.visuallearningcenter.com/wp-content/uploads/2016/09/VLC-beyond-20-20.pdf

Un bambino con un sistema visivo normale sano non ha bisogno di controlli periodici da parte di un optometrista comportamentale e una visita annuale dal proprio professionista sarà sufficiente.
Ma se un bambino ha difficoltà scolastiche-accademiche, comportamentali, sociali o fisiche  potete scoprire che un problema visivo non rilevato può esserne la causa.


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

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sabato 11 marzo 2017

FESTA DELLA SALUTE A FIGLINE

SALUTE A COLORI - 2 APRILE 2017

Informazione e prevenzione in piazza Marsilio Ficino a Figline

 

















Durante la manifestazione saremo presenti con uno stand dove i nostri optometristi saranno a vostra completa disposizione per farvi scoprire come funziona la VISIONE e come la si può EDUCARE e RIEDUCARE.

Attraverso la VISIONE ricaviamo circa l'80% delle informazioni dal mondo esterno e su 3 milioni di fibre nervose dei nostri 5 sensi ben 2 milioni sono quelle deputate alla VISIONE.
La VISIONE , come spesso abbiamo dimostrato, rappresenta il principale mezzo di apprendimento, crescita personale e relazione con il mondo esterno.

Potrete testare le vostre capacità visive e sperimentare alcune delle tecniche di Ginnastica Visiva (Visual Training). Ci troverete nella zona Stand Aziende.

Invitate amici e parenti per una giornata utile e divertente.

 

 

Cos'è "SALUTE A COLORI"

Il #SAC Salute a Colori è una manifestazione che ha lo scopo di raccogliere fondi per il Calcit.

L’idea guida è quella di centrare la giornata sulla prevenzione, l’educazione alla salute e i corretti stili di vita.

Tutto ciò avverrà in Piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno tramite la presenza gratuita di medici, infermieri, farmacisti, tecnici e operatori sanitari di varie professionalità e competenze, sia del settore privato che pubblico, a disposizione degli utenti per controlli specialistici, consigli e informazioni.
I cittadini avranno così modo di poter fruire, in maniera assolutamente gratuita, di consulenze, prestazioni e informazioni riguardanti la loro salute e l’importanza di attuare comportamenti per un benessere psico-fisico globale.

Ci auguriamo che questo festival della salute possa costituire un momento di forte interazione fra utenti e servizi da replicare con cadenza annuale.


Vai al sito della manifestazione

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...