lunedì 12 ottobre 2020

GLI OCCHIALI DA VISTA PROTEGGONO DAL COVID?


COVID E OCCHIALI

L'articolo che sto per esporvi tratta un argomento di tipo statistico che apparentemente, ai fini della lotta contro il COVID-19, potrebbe non sembrare rilevante. In realtà nasconde un'indicazione molto importante sulla modalità di trasmissione del virus SARS-CoV-2.

L'articolo di Weibiao Zeng e colleghi, pubblicato su JAMA Ophthalmol a settembre, esamina  statisticamente quali siano le relazioni fra malati di COVID-19 e portatori di occhiali in forma permanente. I risultati indicano che fra i portatori di occhiali il numero di malati è molto basso rispetto al resto della popolazione.

Le ricerche di tutti questi mesi hanno individuato, come maggior fonte di contaminazione del virus SARS-CoV-2, le gocce (droplets) che espelliamo con tosse e starnuti ed il contatto con sostanze organiche come queste, depositate sull'ambiente circostante. Infatti  fin dall'inizio dell'epidemia, una delle raccomandazioni era quella di non toccarsi il volto (bocca, naso, occhi) se non dopo essersi lavati le mani. La possibilità nella vita quotidiana di contaminarsi le mani e poi toccarsi è infatti molto alta. In seguito sono state fatte ipotesi sul possibile rischio infettivo anche causato dell'aerosol respiratorio, quella leggera nebbiolina (particelle enormemente più piccole delle droplets) che emettiamo semplicemente parlando. Possiamo immaginarlo come il fumo di una sigaretta. Ma gli studi a riguardo sono molto discordi e da un punto di vista empirico risulta difficile credere a questa possibilità, almeno fuori dai reparti COVID.




L'aerosol infatti non può essere fermato da nessuna delle barriere che usiamo attualmente come mascherine chirurgiche, visiere, occhiali, separatori di plexiglass, ecc. ma solo con i dispositivi di protezione individuale come i filtri facciali (FFP2, FFP3) e maschere sigillate. Se l'aerosol fosse in grado di infettarci probabilmente ci sarebbero molti più malati, per la difficoltà di proteggerci adeguatamente nella vita di tutti i giorni. Ma questa è una mia considerazione personale da istruttore nazionale di protezione civile.

Tornando all'articolo, si descrive come fu notato, all'inizio dell'epidemia in Cina, che fra i ricoverati  risultava basso il numero di portatori di occhiali fissi. Gli autori pensarono quindi di includere anche delle domande, fatte a chi si rivolgeva in ospedale (anamnesis), che riguardassero la loro abitudine di porto degli occhiali. Furono presi di riferimento 276 pazienti e fra questi soltanto 16 (5,8%) usavano gli occhiali per più di 8 ore al giorno.


I ricercatori hanno ipotizzato che la spiegazione più plausibile potrebbe essere che i portatori di occhiali, in forma prolungata, tendono a toccarsi meno il volto e in particolare gli occhi che sembrano rappresentare una via di contagio importante.

Gli studi hanno dimostrato che le persone normalmente si toccano involontariamente gli occhi circa 10 volte all'ora. Gli occhi generalmente mancano di protezione ed è stata trovata un'abbondanza del recettore SARS-CoV-2 sulla superficie oculare, attraverso il quale il virus può entrare nel corpo umano. E' utile ricordare che le prime denunce di un'infezione anomale e molto aggressiva arrivarono per la prima volta da parte di un oftalmologo, che fra le altre cose fu incarcerato per "procurato allarme". Quando poi l'epidemia esplose, liberato tornò al suo lavoro e qualche mese dopo morì proprio a causa di quel VIRUS che aveva individuato fra i primi. Inoltre il SARS-CoV-2 può anche essere trasportato alla mucosa nasale e nasofaringea attraverso le lacrime che continuamente passano dall'occhio al naso, causando un'infezione respiratoria. 

Da tutto quello che abbiamo letto e discusso risulta importante l'igiene delle mani, ripetuta frequentemente visto che il riflesso automatico di toccarsi il volto e in particolare gli occhi porta d'accesso importante per il SARS-CoV-19.
  
ARTICOLO ORIGINALE  
https://jamanetwork.com/journals/jamaophthalmology/fullarticle/2770872?resultclick=1&alert=article

Rimango a disposizione per chiarimenti o dubbi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Ministry of Welfare licence n.1169


Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor e docente della scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

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