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mercoledì 18 novembre 2020

MASCHERINE, COVID E IRRITAZIONI OCULARI...QUALE RELAZIONE?

 

IRRITAZIONE E SECCHEZZA OCULARI
ASSOCIATE AL PORTO DI MASCHERE FACCIALI

Questo è il titolo dell'articolo che vi propongo oggi. Si tratta di uno studio eseguito presso l'università dello Utah di Salt Lake City e pubblicato su Ophthalmology and Therapy (Moshirfar M, West WB Jr, Marx DP. Face Mask-Associated Ocular Irritation and Dryness. Ophthalmol Ther. 2020;9 (3):397-400).

In un articolo precedente abbiamo visto come il problema di una lacrima poco stabile, con conseguente secchezza oculare, sia un problema sempre più frequente anche in soggetti giovani (http://aulo-optometry.blogspot.com/2017/06/la-lacrimazione-puo-essere-segno-di.html).  

In questo studio gli autori analizzano le influenze dell'uso delle maschere facciali sulla stabilità della lacrima. Ormai da molti mesi infatti siamo costretti ad indossare le mascherini, a causa della pandemia, e queste convogliano il nostro respiro verso gli occhi provocando una maggior evaporazione della lacrima. Nello studio infatti si è registrato un rilevante aumento della sintomatologia dell'occhio secco anche in soggetti che non avevano mai avuto problemi di questo tipo. Fra i soggetti più a rischio risultano gli immunodepressi, le persone anziane e i sanitari obbligati a portare le maschere facciali per tempi prolungati.


La lacrima non è soltanto uno strato lubrificante per l'occhio, ma rappresenta una difesa e anche la nostra prima lente. Una secchezza oculare pone l'occhio a rischio maggiore di infezioni e peggiora la visione. 

In bibliografia non si trovano pubblicazioni sull'influenza negativa delle mascherine facciali sulla lacrima. Al contrario ci sono diverse ricerche su come fattori anatomici o sistemi di ventilazione e ossigenazione possano favorire l'evaporazione della lacrima e quindi provocare irritazione e secchezza oculare (1, 2, 3, 4, 5, 6). Ci sono poi alcuni articoli che pur iniziando ad affrontare la questione della secchezza oculare in casi COVID-19 (7, 8) la imputano alla malattia stessa. Moshirfar e i suoi colleghi suggeriscono che i risultati possano essere parzialmente associati all'uso obbligatorio della maschera a lungo termine in questi pazienti.

Gli autori di un altro articolo teorizzano anche che il toccarsi gli occhi più frequentemente, causa della fastidiosa sensazione di aria che soffia dalla maschera facciale, può aumentare la trasmissione del virus agli occhi (9).

In sostanza gli autori asseriscono che le maschere facciali possono proteggere naso e bocca (naturalmente si rifericono ai filtri facciali FFP2, FFP3 o N95 e N98 e non alle mascherini chirurgiche che non proteggono chi le indossa) ma lasciando libera una delle vie d'accesso preferenziali del virus, visto che gli occhi rimangono sempre aperti. Questi rappresentano una doppia via di contaminazione: quella diretta con congiuntiviti e quindi propagazione del virus attraverso l'occhio e quella indiretta attraverso le lacrime che continuamente scendono nelle vie aere atraverso i dotti lacrimali che portano al naso.

Inoltre l'uso della mascherina puo facilitare il contagio della SARS-CoV-2 riducendo la protezione del film lacrimale, che porta a lesioni corneali, e portare la persona che la usa a toccarsi gli occhi più frequentemente proprio per il fastidio che la secchezza oculare provoca. I pazienti che manifestano sintomi di secchezza oculare a causa dell'uso prolungato della maschera devono fare delle pause ogni poche ore per rimuovere la maschera, consentire agli occhi di riprendersi e applicare colliri lubrificanti.

L'irritazione oculare associata alla secchezza per il porto della maschera, solleva preoccupazioni per la salute degli occhi e l'aumento del rischio di trasmissione del COVID-19. I ricercatori invitano i loro colleghi a prendere atto di questa possibilità, educare i pazienti alla cura e alla protezione degli occhi e incoraggiare un'ulteriore osservazione di questo problema.

A conclusione vi propongo un mio precedente articolo dove si spiega come instillare le "lacrime artificiali" che no si usano come i farmaci (http://aulo-optometry.blogspot.com/2018/09/come-usare-la-lacrima-artificiale.html)

Bibliografia
1. Vallabhanath P, Carter SR. Ectropion and entropion. Curr Opin Ophthalmol. 2000;11:345–351.
2. Kousha O, Kousha Z, Paddle J. Exposure keratopathy: Incidence, risk factors and impact of protocolised care on exposure keratopathy in critically ill adults. J Crit Care. 2018;44:413–8.
3. Powell JB, Kim JH, Roberge RJ. Powered air-purifying respirator use in healthcare: effects on thermal sensations and comfort. J Occup Environ Hyg. 2017;14(12):947–954.
4. Dennis RJ, Miller RE 2nd, Peterson RD, Jackson WG Jr. Contact lens wear with the USAF protective integrated hood/mask chemical defense ensemble. Aviat Space Environ Med. 1992;63(7):565–71.
5. Salinas R, Puig M, Fry CL, Johnson DA, Kheirkhah A. Floppy eyelid syndrome: a comprehensive review. Ocul Surf. 2020;18:31–39.
6. Singh NP, Walker RJE, Cowan F, Davidson AC, Roberts DN. Retrograde air escape via the nasolacrimal system. Ann Otol Rhinol Laryngol. 2014;123(5):321–324.
7. Hong N, Yu W, Xia J, Shen Y, Yap M, Han W. Evaluation of ocular symptoms and tropism of SARS-CoV-2 in patients confirmed with COVID-19. Acta Ophthalmol. 2020
8. Wu P, Duan F, Luo C, Liu Q, Qu X, Liang L, et al. Characteristics of ocular findings of patients with coronavirus disease 2019 (COVID-19) in Hubei Province, China. JAMA Ophthalmol. 2020;138:575–578.
9. Lazzarino AI. Rapid response to: face masks for the public during the covid-19 crisis. BMJ. 2020;369:m1435. https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1435/rr-40.
8. Wu P, Duan F, Luo C, Liu Q, Qu X, Liang L, et al. Characteristics of ocular findings of patients with coronavirus disease 2019 (COVID-19) in Hubei Province, China. JAMA Ophthalmol. 2020;138:575–578.
9. Lazzarino AI. Rapid response to: face masks for the public during the covid-19 crisis. BMJ. 2020;369:m1435. https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1435/rr-40.
10. Sun C, Wang Y, Liu G, Liu Z. Role of the eye in transmitting human coronavirus: what we know and what we do not know. Front Public Health. 2020;8:155. 


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze


ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

martedì 25 settembre 2018

COME USARE LA LACRIMA ARTIFICIALE


La lacrima artificiale non è un farmaco ma una sostanza che aumenta la resistenza della nostra lacrima all'evaporazione. La sostanza più efficace, e presente nel nostro corpo, è l'Acido Ialuronico. Al contrario colliri come quelli alla camomilla, alle erbe, ecc. peggiorano la situazione di seccheza oculare (vedi http://aulo-optometry.blogspot.com/2017/06/la-lacrimazione-puo-essere-segno-di.html).

Ma vediamo come si instilla una lacrima artificiale a differenza di un farmaco. Normalmente i colliri prescritti per curare delle malattie vengono instillati separando la palpebra inferiore dall'occhio e lasciando cadere il collirio in quello spazio.










 

Nel caso di lacrima artificiale in forma di collirio dovremo ottimizzare l'uso idratando solo la parte dell'occhio scoperta ed evitare l'effetto "caduta" della goccia che porta inevitabilmente a chiudere le palpebre, con una reazione involontaria e veloce. Questo provocherà l'espulsione della maggior parte del collirio. Vediamo quindi come fare (uno specchio vi faciliterà le cose):

inclinate leggermente la testa su un lato

 

Appoggiate il beccuccio del flaconcino nell'angolo formato fra la palpebra superiore e quella inferiore.



Premete leggermente il flaconcino fino a sentire il collirio che si spande sull'occhio. Ripete l'operazione sull'altro occhio inclinando la testa dalla parte opposta.



In questo modo sfrutterete al massimo le proprietà del collirio: userete solo la quantità necessaria solo nella parte esposta.

Nel caso di lacrima artificiale in forma di GEL seguirete invece il seguente metodo:
con la mano che non tiene il GEL staccate la palpebra dall'occhio, con una leggera trazione verso il basso.


Spandete, all'interno della palpebra, 3-4mm di GEL.


Lasciate la palpebra e sbattete un po

Quello che uscirà, nel caso abbiate usato troppo gel, lo potrete togliere con un fazzolettino tamponando leggermente le palpebre.

Naturalmente il gel essendo così denso, se usato prima di un'attività visiva, richiederà qualche minuto per recuperare una visione chiara. Ma sempre per la stessa densità garantirà una protezione più prolungata.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

giovedì 30 novembre 2017

OCCHIO SECCO E INCIDENTI STRADALI

A seguire un interessante articolo sull'influenza della secchezza oculare sulla guida. E quando si parla di secchezza oculare dobbiamo considerare che uno dei sintomi tipici di questo disturbo è una lacrimazione riflessa.

La secchezza oculare, molto spesso non riconosciuta, provoca sintomi dai più semplici come lacrimazione improvvisa, bruciori e prurito ai più complessi come mal di testa, visione disturbata, abbagliamento.

Scoprire se avete l'occhio secco è molto semplice con un test veloce e non fastidioso, che viene eseguito di routine nei nostri studi optometrici, e la soluzione altrettanto semplice con l'istillazione di lacrima artificiale.

Per chiarimenti ed informazioni non dubitate in contattarmi











Articolo Originale

Caratteristiche dei sintomi vissuti da persone, con secchezza dell'occhio, durante la guida in Cina

Y Wang, H Lv, Y Liu, X Jiang, M Zhang, X Li & W Wang
Scopo
Valutare la qualità della vita correlata alla vista e le prestazioni di guida auto-riportate dei pazienti con malattia dell'occhio secco (DED).

Pazienti e metodi
Lo studio è stato eseguito nel centro oculistico del terzo ospedale della Peking University, in Cina. In totale sono stati esaminati 87 pazienti con occhio secco e 42 di controllo, inclusi 49 pazienti senza alcun trattamento (gruppo A), 38 pazienti trattati con lacrime artificiali (gruppo B) e 42 di controllo senza DED (gruppo C). I partecipanti non hanno avuto malattie agli occhi tranne DED. Sono stati raccolti punteggi di un questionario sulla qualità della vita correlata alla visione (indice di patologia della superficie oculare OSDI), un questionario sulla funzione visiva correlato alla vita quotidiana e un questionario sulle prestazioni durante la guida. I dati sono stati confrontati tra i gruppi e analizzati.

Risultati
Differenze significative in tutte le caratteristiche cliniche e punteggi OSDI sono state trovate tra pazienti DED e controlli normali (P <0,05). Mentre i soggetti del gruppo A si sentivano più a disagio di quelli del gruppo B, i limiti funzionali relativi all'occhio secco erano significativi in tutti i pazienti DED, specialmente per il lavoro quotidiano e l'uso di un computer. Il DED era correlato con abitudini e prestazioni di guida non sicure, che aumentavano il rischio di guida pericolosa (P <0,01). Per i pazienti con DED, il tasso di incidenti e quasi incidenti è stato del 10,33% e il tasso degli obiettivi mancati è stato del 32,17%.

Conclusioni
DED (Sindrome dell'occhio secco) può portare a molti inconvenienti nella vita quotidiana, compresa la guida. La frequenza delle abitudini e delle prestazioni di guida non sicure aumentano nei pazienti con secchezza oculare.

Referenze
1. The epidemiology of dry eye disease: report of the Epidemiology Subcommittee of the International Dry Eye WorkShop (2007). Ocul Surf 2007; 5(2): 93–107.
2. Baudouin C, Creuzot-Garcher C, Hoang-Xuan T, Rigeade MC, Brouquet Y, Bassols A et al. Severe impairment of health-related quality of life in patients suffering from ocular surface diseases. J Fr Ophtalmol 2008; 31(4): 369–378.
3. The definition and classification of dry eye disease: report of the Definition and Classification Subcommittee of the International Dry Eye WorkShop (2007). Ocul Surf 2007; 5(2): 75–92.
4. Schein OD, Tielsch JM, Munoz B, Bandeen-Roche K, West S. Relation between signs and symptoms of dry eye in the elderly. A population-based perspective. Ophthalmology 1997; 104(9): 1395–1401.
5. Begley CG, Chalmers RL, Abetz L, Venkataraman K, Mertzanis P, Caffery BA et al. The relationship between habitual patient-reported symptoms and clinical signs among patients with dry eye of varying severity. Invest Ophthalmol Vis Sci 2003; 44(11): 4753–4761.
6. Nichols KK, Nichols JJ, Mitchell GL. The lack of association between signs and symptoms in patients with dry eye disease. Cornea 2004; 23(8): 762–770.
7. Behrens A, Doyle JJ, Stern L, Chuck RS, McDonnell PJ, Azar DT et al. Dysfunctional tear syndrome: a Delphi approach to treatment recommendations. Cornea 2006; 25(8): 900–907.
8. Dougherty BE, Nichols JJ, Nichols KK. Rasch analysis of the Ocular Surface Disease Index (OSDI). Invest Ophthalmol Vis Sci 2011; 52(12): 8630–8635.
9. Tong L, Waduthantri S, Wong TY, Saw SM, Wang JJ, Rosman M et al. Impact of symptomatic dry eye on vision-related daily activities: the Singapore Malay Eye Study. Eye 2010; 24(9): 1486–1491.
10. Miljanovic B, Dana R, Sullivan DA, Schaumberg DA. Impact of dry eye syndrome on vision-related quality of life. Am J Ophthalmol 2007; 143(3): 409–415.
11. Rieger G. The importance of the precorneal tear film for the quality of optical imaging. Br J Ophthalmol 1992; 76(3): 157–158.
12. Koh S, Maeda N, Kuroda T, Hori Y, Watanabe H, Fujikado T et al. Effect of tear film break-up on higher-order aberrations measured with wavefront sensor. Am J Ophthalmol 2002; 134(1): 115–117.
13. Deschamps N, Ricaud X, Rabut G, Labbe A, Baudouin C, Denoyer A. The impact of dry eye disease on visual performance while driving. Am J Ophthalmol 2013; 156(1): 184–189 e3.
14. Huang FC, Tseng SH, Shih MH, Chen FK. Effect of artificial tears on corneal surface regularity, contrast sensitivity, and glare disability in dry eyes. Ophthalmology 2002; 109(10): 1934–1940.
15. Mangione CM, Lee PP, Gutierrez PR, Spritzer K, Berry S, Hays RD et al. Development of the 25-item National Eye Institute Visual Function Questionnaire. Arch Ophthalmol 2001; 119(7): 1050–1058.
16. Freeman EE, Gange SJ, Munoz B, West SK. Driving status and risk of entry into long-term care in older adults. Am J Public Health 2006; 96(7): 1254–1259.
17. Goto E, Yagi Y, Matsumoto Y, Tsubota K. Impaired functional visual acuity of dry eye patients. Am J Ophthalmol 2002; 133(2): 181–186.
18. Ferrer-Blasco T, Garcia-Lazaro S, Montes-Mico R, Cervino A, Gonzalez-Meijome JM. Dynamic changes in the air-tear film interface modulation transfer function. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol 2010; 248(1): 127–132.
19. Montes-Mico R, Alio JL, Charman WN. Dynamic changes in the tear film in dry eyes. Invest Ophthalmol Vis Sci 2005; 46(5): 1615–1619.
20. Montes-Mico R, Caliz A, Alio JL. Wavefront analysis of higher order aberrations in dry eye patients. J Refract Surg 2004; 20(3): 243–247.



ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

martedì 6 giugno 2017

LA LACRIMAZIONE PUO' ESSERE SEGNO DI SECCHEZZA OCULARE?

















Di frequente capita di indicare ad un paziente che ha secchezza oculare e la risposta è "no, occhio secco no! Anzi lacrimo spesso!". E questa ne è la conferma!

Infatti la lacrimazione improvvisa o quella sensazione di occhio sempre bagnato rappresentano quasi sempre una difesa del sistema visivo in presenza di una secchezza oculare.
Oltre alla lacrimazione, altri sintomi possono essere ovviamente la sensazione di occhio asciutto ma anche sensazione di stanchezza, punture oculari, peggioramenti intermittenti della visione, fino a dolori interni agli occhi e conseguenti mal di testa. 

MA DA COSA DIPENDE UNA BUONA LUBRIFICAZIONE DEGLI OCCHI?
















COMPOSIZIONE

La componente più importante ovviamente è la composizione della lacrima che deve avere una parte grassa (lipidica) e una acquosa. L'equilibrio fra queste due componenti permetterà alla lacrima di non evaporare eccessivamente e di svolgere tutte le sue importanti funzioni di protezione, nutrimento, lubrificazione e qualità ottica. La qualità di questa composizione, e quindi della resistenza all'evaporazione, si valuta istillando un colorante apposito nella lacrima e valutando il tempo di evaporazione in secondi.










AMMICCAMENTI
La lacrima viene stesa sull'occhio ad ogni battito delle palpebre (ammiccamento) eliminando allo stesso tempo la lacrima vecchia. Anche la frequenza con la quale una persona chiude ad apre gli occhi ha la sua importanza. Infatti se la lacrima evapora in 8 secondi, che è un valore dei migliori, ma la persona ammicca ogni 6 secondi, avremo un rinnovo totale della lacrima prima che questa evapori.

CONDIZIONI DELLE PALPEBRE
Altro aspetto molto importante è la condizione anatomica e funzionale delle palpebre. Infatti se sono loro che si occupano di stendere la lacrima sull'occhio, è importante che sia ben tese e regolari nella loro forma. Con gli anni le palpebre perdono di tonicità e questo fa si che peggiori l'adesione sull'occhio e quindi il loro lavoro. Anche una forma particolare può rendere più difficle la chiusura completa e una funzione ottimale.









INTEGRITA' DELLA CORNEA
Piccoli traumi, interventi chirurgici o malattie della cornea alterano sempre la struttura della superfice esterna (epitelio) che presenta normalmente ciglia vibratili, microvilli o stereociglia (Atlante di Istologia). Queste sono strutture che permettono alla lacrima di rimanere stabile anche in posizione verticale e ne facilitano il movimento sulla superficie oculare.

COSA FAVORISCE L'EVAPORAZIONE DELLA LACRIMA

FATTORI ESTERNI
Sono fondamentalmente 5 i fattori che favoriscono l'evaporazione dei liquidi, e nello specifico della lacrima:
- calore (estate, riscaldamento, forni, asciugacapelli, ecc.)
- freddo (inverno, celle frigorifero, ecc.)
- vento e ventilatori
- aria condizionata e deumidificatori
- fumo
Ovviamente la somma di più di uno di questi fattori aumenta in modo importante la possibilità che un occhio, anche con lacrima, anatomia delle palpebre e frequenza di ammiccamento normali possa soffrire di secchezza.











FATTORI COMPORTAMENTALI
Come abbiamo detto la frequenza di ammiccamento rappresenta un fattore importante per poter mantenere una lacrima stabile. Ma questa frequenza può essere cambiata anche dall'attività che svolgiamo. Tutte le volte che ci concentriamo su qualcosa riduciamo i battiti di palpebre. Fra queste attività troviamo ovviamente il lavoro (computer o applicazione in lavori di precisione), lo studio, ecc. Oggi questi momenti sono aumentati notevolmente a causa dell'uso di telefonini, tablet e videogiochi portatili. Quindi anche una persona con lacrima normale può soffrire di secchezza oculare funzionale.

Il porto delle Lenti a Contatto rappresenta un'altro fattore di rischio per i cambiamenti anatomici e funzionali che la lente provoca negli anni (specialmente con un porto sconsiderato e non seguito da uno specialista) e per la continua richiesta all'occhio di liquido da parte delle lenti morbide.

FATTORI PATOLOGICI
Esistono malattie sistemiche, conseguenze di interventi chirurgici o alterazioni del proprio organismo che provocano alterazioni della lubrificazione dell'occhio generando secchezza oculare come (Centro Studi Lacrimazione):
- variazioni ormonali (peri-menopausa, menopausa)
- utilizzo di farmaci (per il controllo della pressione, per la cura della depressione, diuretici)
- malattie associate come il diabete, artrite reumatoide, problemi alla tiroide, Sindrome di Sjögren (malattia infiammatoria cronica autoimmune che distrugge le ghiandole lacrimali)
- interventi chirurgici all’occhio (cataratta e chirurgia laser/refrattiva).









COME SAPERE SE HAI L'OCCHIO SECCO
Durante una normale visita si possono valutare la quantità e la qualità della lacrima in modo che, se necessario, può essere consigliato l'uso di lacrima artificiale. In questi casi è importante sapere che i colliri da usare devono essere specifici per la secchezza oculare.

CHE COLLIRI USARE
Non tutti i colliri servono alla nostra necessità di occhio secco anzi la maggior parte di prodotti alla camomilla, acqua di mare, alle erbe, rinfrescanti, ecc. essendo a base acquosa peggioreranno la situazione. Il componente che deve essere presente nelle nostre lacrime artificiali è l'acido ialuronico, sostituto della componente grassa della lacrima.

Per ulteriori chiarimenti scrivete a
ieri.luca@gmail.com

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 1 luglio 2016

HAI LENTI A CONTATTO MORBIDE? SEI SICURO DI TRATTARLE COME MERITANO?


Manutenzione delle lenti a contatto morbide: come garantire la salute ai tuoi occhi


Le lenti a contatto morbide hanno una struttura simile a quella di una spugna e quindi capace di sporcarsi in superfice ma anche in profondità richiedendo quindi lavaggi di tipo diverso.
Segui le seguenti indicazioni per garantire la salute ai tuoi occhi.

LAVAGGIO GIORNALIERO
E’ da escludere assolutamente l’uso di prodotti unici e acqua del rubinetto.
Prodotto unico: questi prodotti hanno caratteristiche simili a quelle di un conservante ma nessuna capacità di pulire le lenti e quindi non servono a garantire la salute dell’occhio.
Acqua del rubinetto: l’acqua pubblica se pur pura per bere può comunque presentare microorganismi come le amebe e in particolare la Acanthamoeba molto pericolosa per le cheratiti che possono provocare in particolare nei portatori di lenti a contatto.

L’Acqua Ossigenata (perossido di idrogeno) rappresenta, nella sua formulazione per lenti a contatto, la miglior soluzione per una sterilizzazione profonda della lente. Nessun altro lavaggio può arrivare dentro la lente come fa questo prodotto adatto per la sterilizzazione quotidiana. Nelle formule piu frequenti si tratta di riporre le lenti nel contenitore pieno del liquido (H2O2) con l’aggiunta di una compressa che trasformerà, dopo la pulizia, il perossido in conservante. A fine lavaggio potrete indossare le lenti direttamente da questo liquido.


LAVAGGIO SETTIMANALE CON SAPONE
La lente, quando indossata, è la superficie esterna dell’occhio e raccoglie tutte le microparticelle in sospensione nell’aria come polvere, smog, particelle ferrose (per chi frequenta le stazioni ferroviarie), vapori grassi, ecc. Per questo motivo il lavaggio giornaliero indirizzato alla sterilizzazione non è sufficiente per eleiminare questi depositi. Sarà necesario, almeno una volta la settimana, un lavaggio con un sapone ed una azione meccanica. La lente puo essere posizionata nel palmo di una mano e con l’indice dell’altra esercitare  una leggera pressione ed un movimento rotatorio di pulizia con alcune gocce di sapone.

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LAVAGGIO SETTIMANALE CON ENZIMI
Oltre alla contaminazione di microorganismi trattata con perossido, i depositi inorganici trattati con sapone e azione meccanica è importante e necessario un altro tipo di lavaggio attraverso enzimi. Il nostro corpo, e nello specifico  la nostra lacrima, è ricco di proteine. Quelle della lacrima si depositano sulla lente a contatto e questo tipo di deposito non si puo eliminare ne con il peroddido ne con sapone e azione meccanica. L’unico modo di eliminare questo deposito “vivo” è digerirlo con un enzima. Da qui la necessita del lavaggio enzimatico settimanale che generalmente, attraverso una compressa, può essere unito al lavaggio giornaliero.
L'eliminazione delle proteine, di natura grassa, è molto importante perchè queste rendono la lente a contatto idro repellente terminando per risultare asciutta. Questo ovviamente impedisce quella idratazione che è necessaria perchè lente ed occhio non vengano mai a contatto.

RIEPILOGO
Ricapitolando quindi chi porta lenti a contatto morbide (ovviamente escluse quelle a cambio giornaliero) deve fare:

- lavaggio giornaliero preferibilmente di tipo chimico con perossido di idrogeno (acqua ossigenata).
- lavaggio meccanico con sapone.
- trattamento enzimatico contro i depositi proteici.

USO DI LACRIMA ARTIFICIALE
E’ molto importante, durante il porto delle lenti, l’uso di lacrima artificiale che pero deve essere specifica e quindi indicata dallo specialista in base alle caratteristiche delle lenti e degli occhi. In particolare l’istillazione prima di togliere le lenti in modo da evitare adesioni fra occhio e lente durante l’estrazione. Queste mini abrasioni ripetute nel tempo possono arrivare a provocare danni realmente molto gravi.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...