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venerdì 3 luglio 2020

OCCHIALI DA SOLE: FONDAMENTALE DIFESA PER I DANNI DA ULTRAVIOLETTI


Arrivata l'estate ci aspettano mare e montagna...ma con loro anche i raggi ultravioletti (UV) delizia e tormento per il nostro organismo!


E' innegabile che questa piccola quantità di radiazioni elettromagnetiche abbia una grande importanza per la nostra vita. Infatti i raggi UV stimolano la produzione di vitamina D che previene l’osteoporosi, il diabete di tipo 1 e diversi tipi di tumori. Stimola anche la produzione di serotonina che previene la depressione, ed ha un effetto disinfettante in quanto limita la proliferazione di batteri, e cura alcune patologie dermatologiche come psoriasi, vitiligine e dermatite atopica.

Ma nascosti fra tutti questi fattori positivi troviamo i danni anche gravissimi che le radiazioni UV possono provocare al nostro organismo ed in particolare ai nostri occhi.

VEDIAMO PERCHE' USARE GLI OCCHIALI DA SOLE E' FONDAMENTALE

Analizziamo quindi alcuni problemi e malattie oculari che possono essere provocate o facilitate dalla mancata protezione adeguata dai raggi UV.

- CORNEA: la cornea è quella calotta trasparente corrispondete, visivamente, all'iride che si trova appena dietro. La trasparenza di questa struttura, unica nel nostro corpo, è fondamentale per la visione. Vari studi (1, 2, 3, 4, 5) evidenziano come l'essere sottoposti a lungo alle radiazioni ultraviolette può facilitare la progressione o perfino provocare lo pterigio. Questa patologia della cornea è sostanzialmente una neoformazione, a forma di ala, caratterizzata da una crescita eccessiva di congiuntiva anormale sulla cornea ed è composta da epitelio e tessuto fibroso e vascolarizzato.


- CRISTALLINO: il cristallino, la lente principale del nostro occhio che ha anche la capacità di modificare la propria potenza, durante gli anni perde la propria elasticità e la propria trasparenza. Uno studio recente (6) ha comprovato quello che da tempo era stato supposto, e cioè che le radiazioni UV accelerano il processo di ossidazione del cristallino provocando, o anticipando, o peggiorando la cataratta. Questo studio, e anche altri (7, 8), ha inoltre evidenziato come l'assunzione di antiossidanti non abbia dato risultati nel prevenire o ritardare l'ossidazione. Il Dr Nagaraj ed i suoi colleghi, in questa pubblicazione, rafforzano il concetto che al momento l'unica soluzione per proteggere il cristallino dall'ossidazione, e quindi dal progredire della cataratta, sia l'occhiale da sole.

- RETINA: la retina, parte dell'occhio che ci permette di vedere, è molto sensibile alla luce e ai danni fotochimici che questa può provocare. La cornea e il cristallino impediscono a gran parte delle radiazioni UV di raggiungere la retina. Nonostante questo però gli studi (9, 10, 11) evidenziano un'associazione fra gravità dell'esposizione alla luce e degenerazione maculare (una malattia della parte centrale della retina, che sia chiama appunto macula). Roberts (12) conferma il rischio legato alle radiazioni UV e indica che l'eliminazione di queste lunghezze d'onda fa decrescere in modo importante il rischio di danni retinici, e indica come semplice ed efficace soluzione l'uso di occhiali da sole adeguati.




Lenti da sole o fotocromatiche, che variano di intensità al variare della luce, di qualità e certificate rappresentano la soluzione per proteggere gli occhi da queste radiazioni dannose. Negli ultimi anni inoltre le case produttrici di lenti hanno prodotto trattamenti che filtrano le radiazioni UV anche per lenti bianche.

Rimango a vostra disposizione per  dubbi o chiarimenti.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

email ieri.luca@gmail.com
cell. +39.328.6113505
FB Aulo Optometria Ottica
Blog Aulo Optometry
YouTube Luca Ieri

Referenze
1. Xia Li, et al.: "Essential role of ultraviolet radiation in the decrease of corneal endothelial cell density caused by pterygium" Eye (Lond). 2018 Dec; 32(12): 1886–1892.
2. Hsu MY, Lee HN, Liang CY, Wei LC, Wang CY, Lin KH, et al. "Pterygium is related to a decrease in corneal endothelial cell density". Cornea. 2014;33:712–5.
3. Mootha VV, Pingree M, Jaramillo J. "Pterygia with deep corneal changes". Cornea. 2004;23:635–8.
4. Dushku N, John MK, Schultz GS, Reid TW. "Pterygia pathogenesis: corneal invasion by matrix metalloproteinase expressing altered limbal epithelial basal cells". Arch Ophthalmol. 2001;119:695–706.
5. Yang SF, Lin CY, Yang PY, Chao SC, Ye YZ, Hu DN. "Increased expression of gelatinase (MMP-2 and MMP-9) in pterygia and pterygium fibroblasts with disease progression and activation of protein kinase C". Invest Ophthalmol Vis Sci. 2009;50:4588–96.
6. Linetsky M, Raghavan CT et al. “UVA light-excited kynurenines oxidize ascorbate and modify lens proteins through the formation of advanced glycation end products: implications for human lens aging and cataract formation.” Journal of Biological Chemistry, May 2014.
7. Ortwerth BJ, Chemoganskiy V, Mossine VV, Olesen PR. "The effect of UVA light on the anaerobic oxidation of ascorbic acid and the glycation of lens proteins". Invest Ophthalmol Vis Sci. 2003 Jul;44(7):3094-102. doi: 10.1167/iovs.02-0857.
8. Ortwerth BJ, Bhattacharyya J, Shipova E.: "Tryptophan metabolites from young human lenses and the photooxidation of ascorbic acid by UVA light". Invest Ophthalmol Vis Sci. 2009 Jul;50(7):3311-9. doi: 10.1167/iovs.08-2927. Epub 2009 Mar 5.
9. Chalam KV, Khetpal V, Rusovici R, Balaiya S. "A review: role of ultraviolet radiation in age-related macular degeneration". Eye Contact Lens. 2011 Jul;37(4):225-32.
10. Algvere PV, Marshall J, Seregard S. "Age-related maculopathy and the impact of blue light hazard". Acta Ophthalmol Scand. 2006 Feb;84(1):4-15.
11. Mainster MA. "Light and macular degeneration: a biophysical and clinical perspective". Eye (Lond). 1987;1 ( Pt 2):304-10.
12. Joan E Roberts "Ultraviolet Radiation as a Risk Factor for Cataract and Macular Degeneration". Eye Contact Lens. 2011 Jul;37(4):246-9.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

sabato 22 giugno 2019

CRESCE UN OSSO CERVICALE CON ABUSO DEL CELLULARE?


Negli ultimi anni l'abuso nell'uso del cellulare e tablet, specialmente in età sempre più giovane, ha portato i ricercatori ad affrontare la questione di possibili alterazioni non solo funzionali ma perfino strutturali. Cioè una condizione fortemente stressante per il nostro organismo può non solo richiamare un mal funzionamento ma anche un cambio della struttura del nostro corpo.

E' quello che ha fatto il Dr David Shahar (School of Health and Sport Sciences, University of the Sunshine Coast, Australia) riscontrando in numero sempre crescente di soggetti la formazione di entesofiti in età molto giovane e di dimensioni superiori alla norma.


Gli entesofiti sono il risultato di una calcificazione del punto di inserzione del tendine nell'osso e di solito sono dovuti ad esiti di microtraumatismi, ma Shahar conclude che i fattori biomeccanici devono essere considerati primari in questo tipo di contesto. In sostanza si afferma che la formazione di questi piccoli "ossicini" a livello cervicale, che in genere possono apparire in età avanzata e per piccoli traumi ripetuti durante molti anni, sono sempre più frequenti in giovani che fanno un uso eccessivo di cellulare e/o tablet.



In questi casi Shahar ha registrato dimensioni decisamente superiori a quelle consuete (passando da pochi millimetri a 2-3 centimetri) e la causa deve essere ricercata più su fattori di sollecitazione meccanica per posizioni della testa e del collo viziate.

Lo studio del 2016 ha coinvolto 218 soggetti compresi fra 18 e 30 anni, attraverso loro radiografie cervicali laterali, dove si evidenziava nel 41% la presenza di questa protuberanza ossea ben al di sopra della lunghezza media. Lo studio incluse anche risonanza magnetica ed esami del sangue per escludere fattori genetici o infiammatori.

Questi risultati ci mettono in guardia, come dice il Dr Shahar, sullo sviluppo precoce e silente di queste degenerazioni dovute ad una postura non corretta e ci spinge a lavorare su interventi di prevenzione attraverso programmi di comunucazione, in particolare a livello scolastico (genitori, insegnanti e con gli studenti stessi), su corretti atteggiamenti posturali.Nel 2018 il Dr Shahar insieme al Dr Sayers confermarono i dati e il rilevante aumento della presenza di queste ossa nella parte posteriore della testa, in soggetti giovani rispetto a quelli di età avanzata.

ARTICOLO ORIGINALE
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/joa.12466

Altra posizione che può provocare problemi di questo tipo, oltre a quella reclinata nell'uso del cellulare, è lo spostamento in avanti della testa molto frequente nelll'uso del computer ed in particolare dei portatili.


Lo spostamento della testa in avanti (come già esposto nel blog http://aulo-optometry.blogspot.com/2018/12/posizione-della-testa-in-avanti-e_35.html) ha due effetti di grande impatto sulla funzionalità della cervicale e del sistema masticatorio. Da una posizione verticale della testa, rispetto alla colonna, ad una più avanzata può aumentare il peso sostenuto dai muscoli cervicali e dorsali, da 5 a più di 30 kg. Inoltre tale spostamento è capace di interferire in modo pesante sul sistema masticatorio alterando l'appoggio delle due arcate dentarie, con tutte le problematiche che ne conseguono.


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

sabato 5 marzo 2016

Hai veramente bisogno di spengere lo schermo del computer? Dopo aver letto questo articolo, sicuramente!

PUOI PER FAVORE DISTOGLIERE LO SGUARDO DALLO SCHERMO?














L'American Optometric Association (AOA) cerca di promuovere la consapevolezza dei danni alla visione che si producono al fissare costantemente gli schermi dei nostri computer, telefonini e tablet.


Dopo aver condotto un sondaggio online su 1.000 statunitensi adulti, l'associazione ha concluso che il 58% degli americani ha sperimentato problemi di visione o di affaticamento degli occhi a causa del tempo di osservazione dello schermo.



L'indagine ha inoltre dimostrato di come gli schermi dominino la vita degli americani oggi: 61% dichiara di usare frequentemente più di un dispositivo digitale allo stesso tempo.



Le persone sembrano essere molto più disturbate da schermi di computer tradizionali, con il 59% che dichiara che monitor di PC e portatili provocano maggiori fastidi ai loro occhi.



Solo il 26% dichiara di avere più disturbi con i telefonini, e solo 8% hanno lamentato maggiori disturbi con la tablet.



È interessante notare che, nonostante il fatto che teoricamente ogni posto di lavoro dirigenziale è computer-dipendente, la maggioranza degli intervistati - il 56% - ha confessato che il loro uso principale del dispositivo digitale è stato l'intrattenimento e non legato al lavoro.

Non è che le persone siano ignare del danno alla loro visione. Oltre 3/4 degli intervistati ha dichiarato di essere consapevole del fatto che la luce blu da dispositivo digitale può danneggiare la vista. Ma sono troppo dipendenti per poterne fare a meno.

Mentre i Dottori degli Occhi sanno che non c'è modo di liberare le persone dalla loro dipendenza da computer, ecc., consigliano un certo numero di azioni in grado di ridurre i potenziali danni.


Uno per tutti, essi consigliano le persone ad adottare la regola del 20-20-20. Ogni 20 minuti prendere una pausa di 20 secondi distogliendo lo sguardo dallo schermo ed osservando qualcosa a 20 piedi (6 metri).

Inoltre la AOA considera che lo schermo di un computer dovrebbe essere inclinato di circa 15-20 gradi, o 4-5 pollici (12cm), sotto gli occhi dell'utente. Le persone dovrebbero poi considerare l'utilizza di lenti per riduzione dell'abbagliamento.

 

Infine la AOA consiglia alle persone di ammiccare (chiudere ed aprire gli occhi). Ammiccare frequentemente fa molto bene ai vostri occhi.





LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...