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giovedì 29 luglio 2021

ASTIGMATISMO CORRETTO TOTALMENTE O PARZIALMENTE?

 


In questo articolo affronterò una questione che rappresenta sempre un dubbio per alcuni professionisti della visione all'ora di prescrivere un occhiale: correggere l'astigmatismo parzialmente o totalmente? Questa scelta, in caso di mancata correzione o correzione parziale, potrà condizionare la vita dei pazienti, specialmente nel periodo di apprendimento. Per analizzare i vari aspetti collegati alla correzione o mancata correzione dell'astigmatismo, prenderò spunto dall'articolo di Read, Vincent e Collins (1).

Ma iniziamo con il chiarire di cosa stiamo parlando e in cosa consiste per chi ne è affetto

L'astigmatismo non è una malattia, se escludiamo quei casi dove questo è solo l'effetto della patologia stessa come nel cheratocono, ma solo una caratteristica legata alla forma dei mezzi ottici dell'occhio. Nella stragrande maggioranza dei casi questa caratteristica dipende dalla forma della cornea, la calotta anteriore trasparente corrispondente all'iride (2). Questa parte che dovrebbe essere idealmente sferica, come un pallone, nei casi di astigmatismo presenta la forma di una palla da rugby (fig.1). 

fig.1

Le due curve, diverse, produrranno un doppio fuoco che appunto rappresenta l'astigmatismo ("a" privativo e "stigma" punto). Questa parte dell'occhio finisce il proprio sviluppo nei primi anni di vita e quindi potremmo affermare che l'astigmatismo non cambia nel proseguire della vita (3, 4, 5, 6). Quello che può invece cambiare è la capacità e la possibilità di correggerlo adeguatamente.

Alcuni professionisti sottovalutano questo problema visivo e tendono a non correggerlo, specialmente se di piccola entità, o a sotto-correggerlo. C'è da dire che un piccolo valore di astigmatismo è considerato fisiologico e quindi potenzialmente presente in tutti gli occhi. La motivazione principale, nel non correggerlo o correggerlo parzialmente, è legata al fatto che la lente, nelle zone periferiche, ha distorsioni molto fastidiose perché anche irregolari sui vari punti della lente stessa. In realtà gli studi (7) dimostrano che la difficoltà di adattamento alle correzioni astigmatiche è veramente ridotta, intorno all'1%, ma i benefici che ne derivano a livello sensoriale sono enormi.

fig.2

Ma cosa comporta la mancata correzione o sotto-correzione?

L'astigmatismo ha un'inclinazione espressa in gradi ed ha come effetto una visione sbavata (fig.2) o, nei casi di difetto più elevato, può provocare perfino uno sdoppiamento dell'immagine osservata. I segnali più frequenti sono l'inclinazione della testa nei bambini e disturbo alle luci per gli adulti, specialmente nella guida notturna (16, 17). Il sistema di messa a fuoco dell'occhio (accomodazione), in presenza di un astigmatismo, cercherà di centrare in modo equidistante, rispetto la retina, i due fuochi per avere il minor disturbo possibile. Questa continua ricerca di un'autocorrezione, che non sarà mai possibile, comporta nella maggior parte dei casi una continua tensione e lavoro muscolare. Da un punto di vista visivo invece i soggetti con solo astigmatismo (non associato per esempio a miopia o ipermetropia) possono arrivare ad adattarsi (8, 9, 10) a questa sfocatura, presente praticamente solo in un meridiano. Questo adattamento ad un lieve disturbo, evitando la percezione della sfocatura, porterà l'ametrope (persona con problema visivo) ad imputare i propri disturbi ad altre cause rispetto a quella visiva. 


Queste attività infatti possono provocare degli spasmi muscolari e quindi l'impossibilità di rilassare l'occhio anche una volta interrotto l'impegno visivo. Questo fenomeno spesso è causa di miopia tardiva, o da studio (insorgenza dopo i 14-16 anni di età), ma anche di sintomi come pesantezza oculare, irritazione, cefalee prevalentemente frontali e tempiali. Durante la lettura un astigmatismo, non corretto o compensato solo parzialmente, può provocare disturbi come scambio di lettere, parole o difficoltà nel salto di riga complicando molto l'apprendimento (11, 12, 13). 

In relazione a questo ultimo punto è interessante scoprire come alcuni problemi visivi, ed in particolare l'astigmatismo, possono dare sintomi come difficoltà nella lettura, nel calcolo ecc., assimilabili a problemi come i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) come per esempio la dislessia, discalculia, ecc. Purtroppo il protocollo nazionale per la valutazione e certificazione di questi problemi non prevede un'analisi visiva approfondita ma rimane a discrezione del neuropsichiatra l'invio ad una visita specialistica che generalmente si riduce ad il controllo visivo da lontano di lettere singole ad alto contrasto (nero su bianco), assolutamente insufficiente a stabilire se i bambino abbia difficoltà nelle performance di lettura e quindi apprendimento.  


Vi propongo a riguardo, per chi fosse interessato all'argomento, alcuni articoli che ho già pubblicato:

E' interessante un articolo della optometrista statunitense Dr. Kellye Knueppel, specializzata in visione e problemi di apprendimento e riabilitazione optometrica, pubblicato sul Blog The Vision Theapy center (https://www.thevisiontherapycenter.com/discovering-vision-therapy/3-treatable-vision-problems-that-mimic-dyslexia-symptoms) dove si analizzano 3 problemi visivi trattabili, che possono simulare un problema di Dislessia:
- problema di Lateralità/Direzionalità - Una persona può invertire le lettere perché non è in grado di distinguere la destra dalla sinistra su se stessa (lateralità). La scarsa lateralità di solito è alla base dell'incapacità di riconoscere da destra a sinistra su altri oggetti, come lettere e numeri.
- affaticamento visivo - Un bambino i cui occhi si affaticano probabilmente leggerà a un ritmo notevolmente più lento, che è un sintomo comune della dislessia. 
- scarso controllo dei movimenti oculari - Alcune persone considerano la lettura estremamente discontinua come un sintomo di dislessia. Tuttavia, i problemi funzionali della vista sono spesso alla base di alcuni di questi stessi sintomi.


Tornando a problemi meno specifici, nella pratica clinica di frequente riceviamo di indicazioni di disturbi di affaticamento, bruciori, oculari e cefalee (18, 19) da operatori di computer che li ritengono normali, imputandoli anche alle caratteristiche dello schermo. In realtà la maggior parte dei problemi nascono proprio da difetti visivi non corretti che non provocano difficoltà visive evidenti, come ipermetropia e astigmatismo (14, 15).

Gli astigmatismi non corretti possono, da un punto di vista sensoriale, peggiorare la collaborazione degli occhi e provocare, in casi particolari, perfino occhio pigro e strabismo (20, 21, 22, 23, 24, 25).

Ne deriva quindi che risulta importante, sia per la sintomatologia che possono provocare che per le alterazioni della motilità oculare, individuare e correggere gli astigmatismi che, come abbiamo già sottolineato non vengono quasi mai avvertiti come problemi visivi.

Per concludere possiamo aggiungere ai sopracitati disturbi anche quelli di tipo tonico-posturale  (muscolo-scheletrici) e stomatognatico (sistema masticatorio). Infatti tutte le innervazioni dei muscoli di tutto il corpo fanno capo a delle centrali nervose comuni ed uno stress ad uno di questi sistemi può ripercuotersi sugli altri provocando sintomi apparentemente lontani dalle problematiche visive. La collaborazione con osteopati, fisioterapisti, odontoiatri e otorini permette in un lavoro multidisciplinare di individuare e risolvere problemi di interferenza fra i vari sistemi.

Rimango come sempre a disposizione per chiarimenti o dubbi.

Bibliografia
1) Read SA, Vincent SJ & Collins MJ. The visual and functional impacts of astigmatism and its clinical management. Ophthalmic. Physiol Opt 2014, 34, 267–294. 
2) Irvin M. Borish, O.D., D.O.S., LL.D., D. Clinical Refraction 3rd edition (1975)  Professional Press, Inc.
3) Francis Heed Adler; William M Hart, Adler's physiology of the eye : clinical application. St. Louis : Mosby Year Book, ©1992.
4) Liu YC, Chou P, Wojciechowski R et al. Power vector analysis of refractive, corneal, and internal astigmatism in an elderly Chinese population: the Shihpai Eye Study. Invest Ophthalmol Vis Sci 2011; 52: 9651– 9657.
5) Leung TW, Lam AK, Deng L & Kee CS. Characteristics of astigmatism as a function of age in a Hong Kong clinical population. Optom Vis Sci 2012; 89: 984– 992.
6) Anstice J. Astigmatism – its components and their changes with age. Am J Optom Arch Am Acad Optom 1971; 48: 1001– 1006.
7) Howell-Duffy C, Umar G, Ruparelia N & Elliott DB. What adjustments, if any, do UK optometrists make to the subjective refraction result prior to prescribing? Ophthalmic Physiol Opt 2010; 30: 225– 239.
8) Sawides L, Marcos S, Ravikumar S, Thibos L, Bradley A & Webster M. Adaptation to astigmatic blur. J Vis 2010; 10: 22.
9) Vinas M, de Gracia P, Dorronsoro C et al. Astigmatism impact on visual performance: merdional and adaptational effects. Optom Vis Sci 2013; 90: 1430– 1442.
10) Vinas M, Sawides L, de Gracia P & Marcos S. Perceptual adaptation to the correction of natural astigmatism. PLoS One 2012; 7: 1– 10.
11) Wills J, Gillett R, Eastwell E et al. Effect of simulated astigmatic refractive error on reading performance in the young. Optom Vis Sci 2012; 89: 271– 276.
12) Wolffsohn JS, Bhogal G & Shah S. Effect of uncorrected astigmatism on vision. J Cataract Refract Surg 2011; 37: 454– 460.
13) Casagrande M, Baumeister M, Bühren J, Klaproth OK, Titke C & Kohnen T. Influence of additional astigmatism on distance-corrected near visual acuity and reading performance. Br J Ophthalmol 2014; 98: 24– 29.
14) Wiggins NP & Daum KM. Visual discomfort and astigmatic errors in VDT use. J Am Optom Assoc 1991; 62: 680– 684.
15) Rosenfield M, Hue JE, Huang RR & Bababekova Y. The effects of induced oblique astigmatism on symptoms and reading performance while viewing a computer screen. Ophthalmic Physiol Opt 2012; 32: 142– 148.
16) Wood JM, Tyrrell RA, Chaparro A, Marszalek RP, Carberry TP & Chu BS. Even moderate visual impairments degrade drivers' ability to see pedestrians at night. Invest Ophthalmol Vis Sci 2012; 53: 2586– 2592.
17) Wolffsohn JS, Bhogal G & Shah S. Effect of uncorrected astigmatism on vision. J Cataract Refract Surg 2011; 37: 454– 460.
18) Akinci A, Güven A, Degerliyurt A, Kibar E, Mutlu M & Citirik M. The correlation between headache and refractive errors. J AAPOS 2008; 12: 290– 293.
19) Hendricks TJW, De Brabander J, Van Der Horst FG, Hendrikse F & Knottnerus JA. Relationship between habitual refractive errors and headache complaints in schoolchildren. Optom Vis Sci 2007; 84: 137– 143.
20) Abrahamsson M & Sjostrand J. Astigmatic axis and amblyopia in childhood. Acta Ophthalmol Scand 2003; 81: 33– 37.
Wiley Online Library CAS PubMed Web of Science®Google Scholar
21) Zhao PF, Zhou YH, Wang NL & Zhang J. Study of the wavefront aberrations in children with amblyopia. Chin Med J (Engl) 2010; 123: 1431– 1435.
22) Aldebasi HI. Ocular aberrations in amblyopic children. Saudi J Ophthalmol 2013; 27: 253– 258.
23) Abrahamsson M, Fabian G & Sjostrand J. Refraction changes in children developing convergent or divergent strabismus. Br J Ophthalmol 1992; 76: 723– 727.
24) McNeer KW. Astigmatism in visually immature child with strabismus. Arch Ophthalmol 1980; 98: 1430– 1432.
25) Nilsson A, Nilsson M, Stevenson SB & Brautaset RL. The influence of unilateral uncorrected astigmatism on binocular vision and fixation disparity. Strabismus 2011; 19: 138– 141.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.




lunedì 15 luglio 2019

DOBBIAMO "SALVARE I BAMBINI DAI CELLULARI"? FACCIAMO IL PUNTO!


Leggendo un articolo sulla necessità di "togliere i cellulari ai bambini per salvare la loro creatività", vorrei affrontare il problema più da un punto di vista fisico, su come l'uso eccessivo del cellulare possa modificare il corpo, e le funzioni di questo, nei bambini.


Come sottolinea l'articolo (https://www.vitadamamma.com/184068/giardini-dei-bambini-metodo-pedagogico.html) non si tratta di demonizzare la tecnologia che è, e lo sarà sempre di più, parte integrante della vita lavorativa e sociale di tutti noi. Si tratta invece di comprendere come, in una fase evolutiva (sia fisica che intellettiva) possa influire negativamente sullo sviluppo.

Tutti i sistemi del nostro corpo sottoposti a stress cercano di adattarsi per ridurre lo sforzo. L'adattamento può rientrare nella fisiologica attività del nostro organismo (al freddo inizio a tremare per scaldare il corpo e al caldo inizio a sudare per raffreddarlo) e questo si chiama eustress. Quando invece si trasforma in distress, questo adattamento può risolvere lo sforzo ma provocare dei cambiamenti della struttura e della funzione del nostro corpo appunto.


VISIONE
- Messa a Fuoco: il nostro sistema di messa a fuoco, attivato attraverso un muscolo, sopporta poco sforzi prolungati e specialmente se di tipo statico, come del resto tutti i muscoli fasici (d'azione e non di postura). L'osservazione continua del cellulare, generalmente a distanze molto ridotte, in confronto anche a computer o videogiochi, può provocare una risposta di adattamento che mira a bloccare il sistema su quella distanza in modo che non rappresenti più uno sforzo ma una condizione normale. Bloccando gli occhi nella messa a fuoco da vicino, una volta tornati alla visione da lontano questa risulterà sfuocata indicando, apparentemente, una miopia. Se il sistema visivo è ormai sviluppato la possibilità di recuperare una normale funzione visiva è buona ma se il sistema pè ancora in una fase di crescita i cambiamenti possono diventare non solo funzionali ma anche strutturali e quindi modificare permanentemente le caratteristiche degli occhi.


- Convergenza: la convergenza è quell'azione che porta gli occhi a guardare un oggetto vicino, girando entrambi verso il naso. Una forte stimolazione della convergenza, mantenendo il cellulare vicino al volto, porterà come adattamento un eccesso di convergenza con il risultato di un impreciso allineamento degli occhi e la tendenza a convergere anche nella visione a distanza dove gli occhi dovrebbero tendere ad un parallelismo (semplificando). Anche in questo caso sono chiamati all'azione muscoli, in questo caso 6 per occhio, che hanno un forte collegamento con i sitemi tonico-posturale e stomatognatico che vedremo più avanti.

POSTURA
- Carico a livello cervicale: lo spostamento della testa in avanti (come già esposto nel blog http://aulo-optometry.blogspot.com/2018/12/posizione-della-testa-in-avanti-e_35.html) ha due effetti di grande impatto sulla funzionalità della cervicale e del sistema masticatorio. Da una posizione verticale della testa, rispetto alla colonna, ad una più avanzata si può aumentare il peso sostenuto dai muscoli cervicali e dorsali, da 5 a più di 30 kg.


La posizione reclinata nel tempo può portare alla perdita della lordosi cervicale (corretta curvatura) alterando non solo la parte cervicale, nella sua struttura e funzionamento, ma anche di tutta la colonna vertebrale, alterando la postura sia statica che dinamica (camminata, corsa, ecc.).
Inoltre tale spostamento è capace di interferire in modo importante sul sistema masticatorio (stomatognatico) alterando l'appoggio delle due arcate dentarie, con tutte le problematiche che ne conseguono come mal occlusione, dolori e blocchi dell'articolazione mascello-mandibolare, mal di testa tensivi, ecc..


- Degenerazione dei tessuti: le ultime ricerche inoltre (post di giugno http://aulo-optometry.blogspot.com/2019/06/cresce-un-osso-cervicale-con-abuso-del.html) hanno riscontrato una preoccupante degenerazione dei tendini cervicali che calcificandosi si trasformano in struttura ossea portando ad una inevitabile limitazione dei movimenti della testa.


CHE FARE?
Il controllo, durante l'uso del cellulare, della distanza di osservazione, della posizione e del tempo di uso possono:
- evitare miopie funzionali, chiamate anche falsa miopia o miopia da studio, e alterazioni della motilità oculare. La distanza estremamente ridotta obbliga gli occhi ad uno stress che richiamerà adattamento funzionale ma anche strutturale.
- evitare la perdita della lordosi cervicale. Come abbiamo detto la testa reclinata per lunghi tempi e nella fase della crescita modifica la colonna cervicale, dorsale e lombare, e le strutture muscolari collegate, con conseguente alterazione dell'attività masticatoria e della postura con relativi problemi nel camminare e correre,
- evitare alterazione dell'attività respiratoria causata dalla riduzione dell'espansione della cassa toracica e del diaframma. La posizione a testa reclinata e le braccia appoggiate al corpo e congiunte verso la linea mediana, riducono le possibilità di movimento del sistema respiratorio, con conseguente riduzione dell'ossigenazione dei tessuti.

...ne computer ne videogiochi erano riusciti a tanto!

Le conoscenze le abbiamo, si tratta di agire per preservare la salute fisica e psicologica dei nostri figli. Rimango a disposizione per chiarimenti.

Luca Ieri
optometry doctor - esperto in tecniche visuo-posturale
membro AID (Associazione Italiana Dislessia)
 
ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

sabato 22 giugno 2019

CRESCE UN OSSO CERVICALE CON ABUSO DEL CELLULARE?


Negli ultimi anni l'abuso nell'uso del cellulare e tablet, specialmente in età sempre più giovane, ha portato i ricercatori ad affrontare la questione di possibili alterazioni non solo funzionali ma perfino strutturali. Cioè una condizione fortemente stressante per il nostro organismo può non solo richiamare un mal funzionamento ma anche un cambio della struttura del nostro corpo.

E' quello che ha fatto il Dr David Shahar (School of Health and Sport Sciences, University of the Sunshine Coast, Australia) riscontrando in numero sempre crescente di soggetti la formazione di entesofiti in età molto giovane e di dimensioni superiori alla norma.


Gli entesofiti sono il risultato di una calcificazione del punto di inserzione del tendine nell'osso e di solito sono dovuti ad esiti di microtraumatismi, ma Shahar conclude che i fattori biomeccanici devono essere considerati primari in questo tipo di contesto. In sostanza si afferma che la formazione di questi piccoli "ossicini" a livello cervicale, che in genere possono apparire in età avanzata e per piccoli traumi ripetuti durante molti anni, sono sempre più frequenti in giovani che fanno un uso eccessivo di cellulare e/o tablet.



In questi casi Shahar ha registrato dimensioni decisamente superiori a quelle consuete (passando da pochi millimetri a 2-3 centimetri) e la causa deve essere ricercata più su fattori di sollecitazione meccanica per posizioni della testa e del collo viziate.

Lo studio del 2016 ha coinvolto 218 soggetti compresi fra 18 e 30 anni, attraverso loro radiografie cervicali laterali, dove si evidenziava nel 41% la presenza di questa protuberanza ossea ben al di sopra della lunghezza media. Lo studio incluse anche risonanza magnetica ed esami del sangue per escludere fattori genetici o infiammatori.

Questi risultati ci mettono in guardia, come dice il Dr Shahar, sullo sviluppo precoce e silente di queste degenerazioni dovute ad una postura non corretta e ci spinge a lavorare su interventi di prevenzione attraverso programmi di comunucazione, in particolare a livello scolastico (genitori, insegnanti e con gli studenti stessi), su corretti atteggiamenti posturali.Nel 2018 il Dr Shahar insieme al Dr Sayers confermarono i dati e il rilevante aumento della presenza di queste ossa nella parte posteriore della testa, in soggetti giovani rispetto a quelli di età avanzata.

ARTICOLO ORIGINALE
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/joa.12466

Altra posizione che può provocare problemi di questo tipo, oltre a quella reclinata nell'uso del cellulare, è lo spostamento in avanti della testa molto frequente nelll'uso del computer ed in particolare dei portatili.


Lo spostamento della testa in avanti (come già esposto nel blog http://aulo-optometry.blogspot.com/2018/12/posizione-della-testa-in-avanti-e_35.html) ha due effetti di grande impatto sulla funzionalità della cervicale e del sistema masticatorio. Da una posizione verticale della testa, rispetto alla colonna, ad una più avanzata può aumentare il peso sostenuto dai muscoli cervicali e dorsali, da 5 a più di 30 kg. Inoltre tale spostamento è capace di interferire in modo pesante sul sistema masticatorio alterando l'appoggio delle due arcate dentarie, con tutte le problematiche che ne conseguono.


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 10 giugno 2016

VEDI BENISSIMO MA TI HANNO DETTO CHE SEI...IPERMETROPE?

VEDI BENISSIMO MA TI HANNO DETTO CHE SEI... IPERMETROPE?





"FATICO UN PO NELLA VISIONE DA VICINO MA MI HANNO DETTO CHE SONO IPERMETROPE!?"

Questa potrebbe essere una affermazione di uno studente universitario o anche di un quarantenne. Persone con una visione perfetta, spesso superiore al normale...ma allora cos'è l'IPERMETROPIA?

Come definizione generale possiamo dire che l'occhio ipermetrope è un occhio un po più corto del dovuto.

E QUESTO COSA COMPORTA? 

http://www.stefanoferrandi.it/wp-content/uploads/2016/03/vista-4.jpg

Per semplificare diciamo che i raggi visivi provenienti dalla distanza finirebbero dietro la retina (la parte sensibile dell'occhio) e quindi risulterebbero sfuocati ma grazie alla messa a fuoco, o ad una lente correttiva, vengono riportati nel punto giusto.



OCCUPAMOCI DELL'IPERMETROPE NON CORRETTOL'occhio ipermetrope non corretto per vedere bene (sempre che l'età glielo permetta) deve mettere a fuoco attraverso la muscolatura che si trova intorno al cristallino, la nostra lente dentro l'occhio. La muscolatura permettera alla lente di "gonfiare", aumentando di potenza, e quindi di spostare il fuoco sulla retina come abbiamo detto.

 


Tutto cio però, anche se risolve temporaneamente il problema di messa a fuoco, richiede uno sforzo da parte degli occhi e questo puo essere accompagnato da vari effetti come:
- sensazione generale di affaticamento visivo (astenopia)
- mal di testa durante e dopo l'impegno visivo
- difficolta di concentrazione (specialmente negli studenti)
- spasmo accomodativo con fluttuazione del fuoco (contrazione del muscolo che persiste dopo l'impegno visivo)
- irritazioni della congiuntiva spesso confuse con congiuntiviti allergiche o croniche
- sfocatura temporanea della visione da lontano dopo impegno visivo
- bruciori, prurito e/o sensazione di corpo estraneo senza una causa evidente
- sonnolenza durante l'impegno visivo, che scompare una volta interrotto lo stesso


Inoltre l'ipermetrope inizia ad avere problemi nella visione da vicino prima del tipico periodo della presbiopia.
Ma questo perchè?

Tutti noi abbiamo una riserva di messa a fuoco (Ampiezza Accomodativa), direttamente correlata all'eta, che dovremmo usare quando osserviamo oggetti da vicino. Ma come abbiamo già detto l'ipermetrope per veder bene da lontano sta già consumando le sue riserve per vicino e quindi nella lettura mancherà una parte di quelle riserve e sembrerà presbite prima del dovuto...ad un'analisi superficiale. Infatti ad un'Analisi Visiva completa sarà chiaro che il problema da correggere è ipermetropia e non presbiopia.

MA ALLORA L'IPERMETROPE DEVE PORTARE L'OCCHIALE FISSO?



Da un punto di vista teorico si. L'occhiale infatti normalizza tutte le funzioni visive, anche quelle dei movimenti degli occhi (Motilità Oculare) strettamente correlate alla messa a fuoco. Questo specialmente nel caso di studenti o comunque persone impegnate nella lettura. In particolare durante la lettura gli occhi devono effettuare movimenti molto particolari chiamati SACCADI.  Il normalizzare l'attività di messa a fuoco, con i movimenti oculari correlati, permetterà un uso ottimale degli occhi e l'assenza di sintomi sgradevoli come quelli elencati sopra.

Ma ovviamente poi ci si scontra con le esigenze e le preferenze dell'ipermetrope e quindi il più delle volte si cerca la miglior soluzione possibile concentrando magari il porto dell'occhiale nelle situazioni più faticose.

Concludendo possiamo quindi dire che l'ipermetrope molto spesso ha una visione superiore alla norma con problemi però di affaticamento. Da qui l'uso della definizione di "occhiali da riposo" che in realtà sono occhiali da vista come tutti gli altri ma hanno la principale funzione di ridurre lo sforzo di messa a fuoco degli occhi.

L'occhiale quindi rappresenta un vero e proprio sistema di riequilibratura. Talvolta vedere nitido non è la stessa cosa di VEDERE BENE!

venerdì 27 maggio 2016

L'IGIENE VISIVA E' IMPORTANTE! QUINDI CHE FAI TI LAVI GLI OCCHI?

L'IGIENE VISIVA E' IMPORTANTE!
QUINDI CHE FAI TI LAVI GLI OCCHI?

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L'Igiene Visiva rappresenta una questione fondamentale per la salute dei tuoi occhi e per un ottimale funzionamento! Ma non si tratta di lavarli!

Sotto il termine "Igiene Visiva" si raccolgono tutti quei comportamenti che aiutano gli occhi a funzionare in modo ottimale riducendo affaticamento e sintomi di cui spesso soffriamo come mal di testa, bruciori, lacrimazione, peggioramenti continui della miopia, annebbiamenti improvvisi della visione, difficolta di concentrazione, ecc.

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRjXfhXXHzrARxmrrBKz41m7gYz9FbtbuYLKqSPrJLU7uXV-guSmg

Ma cosa possiamo fare?


La nostra vita si è trasformata, nell'ultimo decennio, di un impegno visivo costante nella visione da vicino. Lavoro al computer, smartphone, tablet e videogiochi ci costringono a sforzi di messa a fuoco continui. Il risultato è un costante stress sul sistema visivo con disturbi che abbiamo sopra elencati.
Alcune indicazioni che possono aiutarvi ad alleggerire la fatica visiva:
1) alzare lo sguardo occasionalmente: tutti i muscoli temono piu di tutto le condizioni statiche e quindi se ogni tanto cambiate distanza di messa a fuoco guardando lontano, permetterete alla messa a fuoco di rilassarsi.
2) illuminazione: l'illuminazione è una questione molto importante. L'illuminazione dell'oggetto della nostra attivita visiva dovrebbe essere circa 3 volte quella dell'intorno. Questo vuol dire che non fa bene avere un punto luce molto forte in una stanza buia ma neanche una stanza fortemente illuminata senz auna illuminazione piu forte sul punto della nostra attivita visiva.

 

3) miglior distanza: ovviamente anche la distanza ricopre un fattore fondamentale. Passare da 50cm (distanza ottimale per il lavoro al computer per esempio) a 25cm raddoppia lo sforzo di messa a fuoco



4) sedersi correttamente: la posizione di lettura o lavoro non deve creare tensioni muscolari eccessive in particolare ai muscoli del collo.

Ma le visite tradizionali agli occhi scoprono problemi di affaticamento?

Ovviamente tutto quello che abbiamo detto prevede una condizione visiva senza problemi, ma vedere bene è vedere 10/10? Puo essere sufficiente controllare se un occhio vede bene da lontano o da vicino per alcuni secondi? OVVIAMENTE NO!

L'Analisi Visiva che effettuano gli Optometristi è un insieme di test che valutano non solo la nitidezza della visione ma anche la facilita di messa a fuoco, le riserve e la buona collaborazione fra gli occhi. Infatti per esempio gli occhi ipermetropi hanno una visione da lontano in generale superiore al normale e da vicino con problemi solo dopo i 40 anni.

Se sei interessato all'argomento scrivi una email a luca@ierimail.com e chiedi l'invio del documento "Igiene Visiva". Inoltre se hai dubbi sfrutta la stessa email per fare le domande che vuoi.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...