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lunedì 6 gennaio 2020

DISTURBI INTESTINALI CHE PROVOCANO MALATTIE OCULARI?


Per chi si fosse meravigliato della pubblicazione precedente, che non riguardava gli occhi, ecco la spiegazione. Si trattava di un'introduzione sul tema MICROBIOTI. Questi microbi che compongono la flora batterica (o flora microbiotica) possono aiutare l'organismo ma anche comprometterlo se disequilibrati nelle loro componenti.

L'articolo è tratto da una pubblicazione di Silvia Radrezza su "Microbioma.it Aggiornamento Medico" (https://microbioma.it/oftalmologia/asse-intestino-occhio-una-nuova-frontiera-delloftalmologia/).

Asse intestino-occhio: una nuova frontiera dell’oftalmologia

La salute degli occhi passa anche dall’intestino. Capirne meglio la relazione con il microbiota potrebbe facilitare lo sviluppo di nuove terapie mirate per il trattamento di disturbi oculari. Ecco cosa dice la letteratura scientifica.

1 Novembre 2019

Stato dell’arte
Il microbioma intestinale sembrerebbe correlato anche alla salute oculare. Molto rimane però ancora da scoprire.

Cosa aggiunge questo studio
La revisione riassume le evidenze disponibili riguardo la relazione tra intestino, microbioma oculare e patologie dell’occhio.

Conclusioni
L’esistenza dell’asse occhio-intestino sembrerebbe confermata. Un suo ulteriore approfondimento permetterà di mettere a punto terapie mirate per i disturbi e patologie dell’occhio.

La salute degli occhi passa anche dall’intestino. Capirne meglio la relazione con il microbiota potrebbe facilitare lo sviluppo di nuove terapie mirate per il trattamento di disturbi oculari.

È in questa direzione che il campo dell’oftalmologia si sta muovendo: «Ormai diversi studi – spiega Gianluca Scuderi del Dipartimento di neuroscienze, salute mentale e organi di senso – Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea – hanno dimostrato che esiste un asse intestino-occhio, tant’è vero che chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile in molti casi ha anche dei problemi di irritazione della superficie oculare».

Ma qual è il ruolo del microbiota della superficie oculare? «L’equilibrio del microbioma – prosegue Scuderi – è importante non solo per il benessere intestinale, ma anche per quello dell’apparato visivo e quando questo equilibrio si rompe il microbioma può entrare in gioco nell’insorgenza di alcune patologie infiammatorie dell’occhio».

Un recentissimo studio, coordinato da Kara M. Cavuoto della University of Miami Miller School of Medicine (USA) e pubblicato sulla rivista The Ocular Surface, ha infatti confermato come nell’occhio umano coesistano numerosi microhabitat batterici, la cui composizione riflette i livelli di esposizione all’ambiente esterno.

I generi più rappresentati sulla superficie oculare sono Propionibacterium e Corynebacteria, seguiti da Staphylococcus, Streptococcus, Acinetobacter, Brevundomonas, Pseudomonas spp., Aquabacterium e Sphingomonas, seppur con una elevata diversità. Sarebbero infatti in media 221 le specie per soggetto, influenzate soprattutto dalla salute del microbiota intestinale, oltre che dall’età dell’ospite, meno invece dal genere.

Una disbiosi intestinale sembrerebbe infatti avere un ruolo in caso di occhio secco o infezioni, in processi infiammatori oculari quali l’uveite, la cheratite e il glaucoma, ma anche in retinopatie diabetiche o degenerazioni maculari. Eccone qualche esempio.

•    Occhio secco: il decremento di Clostridium a favore dei patogeni intestinali Enterobacter, Escherichia/Shigella e Pseudomonas in seguito a terapia antibiotica peggiora la secchezza oculare in modelli murini. Di contro, miglioramenti significativi sono stati registrati in seguito a trapianto di microbiota fecale da donatori sani in modelli germ-free

•    Uveite: l’incremento a livello intestinale di Fusobacterium ed Enterobacteriaceae sembrerebbe favorire lo sviluppo di uveite

•    Retinopatia diabetica: una ridotta abbondanza di Bacteroides intestinali sembrerebbe correlata a una glicemia elevata, con conseguente aumento del rischio di retinopatia diabetica

•    Degenerazione maculare: elevata presenza fecale di Firmicutes e Clostridia controbilanciata da una scarsa abbondanza di Bacteroidetes ed Erysipelotrichi è risultata associata a un maggior danno alla retina. In pazienti con degenerazione maculare è stata inoltre registrata una più alta espressione di Ruminococcaceae e Prevotella rispetto ai controlli sani

•    Glaucoma: nella sua forma acuta il glaucoma viene oggi considerato da una parte una malattia infiammatoria e dall’altra come una malattia neurodegenerativa al pari di Alzheimer,  Parkinson o SLA. Un aumento di Bacteroidetes e Prevotella intestinali, oltre che di Streptococci a livello orale, sembrerebbero essere aspetti implicati nella sua eziopatologia.

Accanto al microbiota intestinale riveste un ruolo importante per la salute dell’occhio anche il mantenimento della composizione fisiologica del microbiota oculare visto il suo attivo coinvolgimento nei meccanismi di difesa da patogeni esterni come per esempio Pseudomonas aeruginosa, il principale agente infettivo oftalmico.

Tra i fattori influenti troviamo anche l’applicazione delle lenti a contatto. In utilizzatori abituali di tali dispositivi si è registrato infatti un aumento di patogeni opportunisti (Pseudomonas, Acinetobacter, Methylobacterium ecc.) da ricondurre probabilmente a un’alterazione dell’integrità della barriera superficiale oculare.  Inoltre, è stata dimostrata una relazione positiva fra l’arrossamento degli occhi, condizione favorita dalla presenza di lenti a contatto, e la colonizzazione di Haemophilus influenzae.

In conclusione, la manipolazione mirata del microbiota intestinale, nonché il mantenimento della composizione fisiologica di quello oculare, sembrano rappresentare valide alternative per la prevenzione e/o cura di patologie o disturbi dell’occhio. L’applicazione topica di probiotici a base di Lactobacillus acidophilus sembrerebbe per esempio migliorare la cheratocongiuntivite. Considerando però la preliminarità di tali risultati, sono necessari ulteriori studi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

giovedì 26 dicembre 2019

PROBLEMI OCULARI IN PORTATORI DI LENTI A CONTATTO


A seguire la traduzione di un interessante articolo sulle problematiche patologiche nel porto di lenti a contatto. Problemi che ricordiamo tutti i giorni ai portatori ma che le pubblicità ingannevoli delle grandi multinazionali, produttrici di lenti a contatto, fanno dimenticare o sottovalutare. Quindi come dicevano i latini "repetita iuvant" e quindi LEGGETE perché è per la vostra salute! Leggerete indicazioni generali e specifiche per il professionista.

Vedremo: Cheratite Microbica, Cheratite da Acanthamoeba, Disagio delle Lenti a Contatto, Congiuntivite Papillare Gigante

articolo originale https://www.bmj.com/content/367/bmj.l6337

Eye problems in contact lens wearers.

Shahid S.M., Ahmed S.N., Khan Y.

 

PROBLEMI OCULARI IN PORTATORI DI LENTI A CONTATTO

Quello che è necessario sapere

  • la cheratite (infiammazione della cornea) associata a lenti a contatto può provocare cecità e richiede controllo e gestione nello stesso giorno presso il Pronto Soccorso Oculistico.
  • l'uso eccessivo delle lenti a contatto è un fattore noto di rischio di cheratite.
  • inviare il giorno stesso al Pronto Soccorso per la valutazione oftalmologica, portatori di lenti a contatto con occhi rossi e doloranti al fine di evitare una complicazione come la cheratite microbica, che minaccia la visione.
Introduzione
Più di 140 milioni di persone, nel mondo, usano lenti a contatto. I portatori di lenti a contatto sono più soggetti a problemi della superficie oculare, specialmente quelli che ne fanno un uso prolungato.  

I pazienti possono presentarsi dal medico generale, dal farmacista o dall'optometrista in circa il 42% dei casi.

I medici del Pronto Soccorso devono essere in grado di identificare condizioni che minacciano la visione come la cheratite microbica e dare consigli sui problemi più comuni come la difficoltà nel togliere le lenti ed i fastidi generati dall'uso di questi.

Questo articolo descrive i problemi più comuni associati all'uso di lenti a contatto e un approccio che gli specialisti posso adottare per l'identificazione e la gestione.


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Approccio e assistenza primaria


La diagnosi ed il trattamento corretto dei problemi relativi all'uso dell lenti a contatto in un contesto non specialistico è un rischio.
Innanzitutto, nel caso che qualcuno si presenti con occhio rosso, oltre alle complicazioni relative all'uso di lenti a contatto che si descrivono in questo articolo, si devono considerare le molteplici diagnosi differenziali dell'occhio rosso.
In secondo luogo , per confermare la diagnosi, nella maggior parte dei casi è necessaria una lampada a fessura (strumento per l'osservazione ingrandita ed illuminata dell'occhio).

(omisssis)
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Cheratite microbica


La cheratite microbica può essere una minaccia per la vista, se non viene prontamente trattata, quindi dovrebbe essere sospettata in ogni portatore di lenti a contatto che abbia un arrossamento dolorante dell'occhio. I fattori predisponenti includono usura delle lenti a contatto, trauma, chirurgia della cornea, malattia della superficie oculare e immunosoppressione.

Raramente accade nell'occhio normale grazie alla natura protettiva della cornea umana contro le infezioni.

L'incidenza della cheratite microbica va dal 2 al 4 per 10.000 soggetti che indossano lenti a contatto morbide, ma è maggiore nell'uso prolungato o durante la notte delle lenti a contatto. La tabella 1 menziona altri fattori di rischio.


Tabella 1: Fattori di rischio per cheratite microbica con uso di lenti a contatto
- Ridotta igiene delle mani.
- Uso di lenti a contatto morbide.
- Uso prolongato/notturno.
- Genere maschile.
- Tabagismo (fumo).
- Scorretto uso di conservazione delle lenti a contatto (per esempio, uso di acqua corrente, mancanza di pulizia o di cambio regolare del contenitore).
- Alterazioni della superfice oculare (es. occhio secco, blefarite).

La causa più comune è Pseudomonas spp.; tuttavia, possono verificarsi anche infezioni da germi gram-positivi (stafilococco e streptococco), funghi e parassiti.

Si deve sospettare cheratite microbica in pazienti con arrossamento degli occhi, dolore e fotofobia (fastidio e dolore intenso alla luce) ricorrenti che indossano lenti a contatto. Possono anche avere gonfiore palpebrale, ridotta acuità visiva ed epifora (lacrimazione costante).

L'esame mostrerà una "opacità bianca" o infiltrati nella superficie corneale, che può essere periferica o centrale. Questo può essere individuato meglio nell'esame con lampada a fessura, ma a volte può essere visto ad occhio nudo guardando da vicino la cornea.

Un oftalmoscopio può essere usato come una lente d'ingrandimento ruotando il quadrante su una lente alta + (ad esempio, +10) per visualizzare meglio la cornea. Questo può essere un importante strumento diagnostico per il medico di medicina generale.

Gli antibiotici topicali intensivi, insieme ad un agente cicloplegico per alleviare il dolore, sono la base del trattamento.

Nella pratica generale, se la cheratite microbica viene identificata con le tecniche descritte, è ragionevole iniziare un trattamento intensivo con un riferimento urgente all'oculista o al pronto soccorso oculistico di guardia.

Se si sospetta ma non si conferma la cheratite microbica, il paziente deve consultare un oculista il giorno stesso.


Tabella 2: Esempio di trattamento per cheratite microbica
- Interrompere l'utilizzo delle lenti a contatto fino a che i sintomi non si siano risolti completamente.
- Fluorochinolone topico: levofloxacina 0.5% ogni ora (si raccomanda un trattamento intensivo durante la prima settimana, per esempio, ogni ora durante 7 giorni, e successivamente quattro volte al giorno durante 7 giorni).
- Agente topico cicloplegico: ciclopentolato 1% tre volte al giorno durante 5 - 7 giorni.

Cheratite da Acanthamoeba

Un importante organismo che causa cheratite microbica nei pazienti con lenti a contatto è il parassita Acanthamoeba, che rappresenta circa il 5% dei casi. Dobbiamo considerare seriamente la cheratite kenthamoeba in pazienti con lenti a contatto con esposizione oculare a terreno o acqua contaminati.

La sua incidenza è in aumento, probabilmente a causa di soggetti che nuotano o fanno la doccia con le lenti a contatto. Il tipico riscontro clinico è quello di un "infiltrato ad anello". I pazienti sospettati di contrarre un'infezione da Acanthamoeba richiedono un trattamento prolungato con antimicrobici per diversi mesi.

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Disagio delle lenti a contatto

I pazienti che indossano lenti a contatto avvertono comunemente disagio a causa del contatto prolungato tra la lente e la superficie dell'occhio.

Ciò è particolarmente vero se la lente si adatta bene alla superficie corneale, se l'obiettivo viene indossato per lunghi periodi di tempo (più di otto ore al giorno) o se esiste una malattia della superficie dell'occhio preesistente, come secchezza oculare o blefarite.

Viene spesso descritto come una sensazione di corpo estraneo, che si allevia interrompendo l'uso delle lenti. Questo cambio è utile per distinguere il disagio dovuto alle lenti a contatto da condizioni più gravi. Può essere accompagnato da arrossamento congiuntivale e colorazione superficiale dell'epitelio corneale con l'uso di fluoresceina come visto nell'esame con lampada a fessura.

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Congiuntivite papillare gigante (CPG)

La CPG è comunemente associata all'uso di lenti in silicone idrogel e si ritiene che sia causata da un trauma meccanico della lente contro la superficie congiuntivale delle palpebre. Uno studio degli anni '90 ha riportato un'incidenza del 15%, ma oggi è molto meno comune grazie ai progressi nel disegno e nel materiale delle lenti.

I sintomi tipici di CPG sono epifora (eccesso di lacrima), occhi rossi e secrezione mucosa con prurito e disagio. Le papille giganti, sul retro della palpebra superiore, sono una caratteristica diagnostica chiave.

La gestione comprende l'interruzione dell'uso delle lenti fino alla scomparsa dei sintomi e il trattamento topico con stabilizzatori dei mastociti come 2% di cromoglicato di sodio. Se i sintomi non si risolvono o sono gravi, consultare un oculista che potrebbe prendere in considerazione l'uso di steroidi topici.

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Abrasione corneale

L'abrasione corneale avviene comunemente nell'estrarre una lente a contatto, particolarmente se la lente a contatto aveva un'adesione completa.

I sintomi sono in genere descritti come lieve dolore o sensazione di corpo estraneo. L'abrasione può essere macchiata con gocce di fluoresceina e vista con luce blu cobalto, sebbene la macchia possa essere visibile anche in assenza di luce blu.

Questo può essere trattato con antibiotici topici ad ampio spettro come un fluorochinolone (es. ofloxacina o levofloxacina) quattro volte al giorno per sette giorni. È importante escludere la presenza di un'infezione corneale cercando la presenza di un infiltrato.

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Lenti a contatto trattenute

Una lente a contatto trattenuta, o un frammento di lente a contatto rotto, può presentarsi come una sensazione di corpo estraneo e la storia di non vedere la lente quando si tenta di rimuoverla o di ottenerne solo una parte.

La lente trattenuta si blocca di solito nel fornice superiore.

Sollevare la palpebra superiore di solito stimola la lente a mostrarsi, anche se in alcuni casi è necessaria una "spazzata del fornice superiore". Gli autori raccomandano una valutazione successiva per rimuovere la lente usando fluoresceina al 2% per colorare la superficie corneale, al fine di escludere l'abrasione corneale.

Tabella 4: Come realizzare la pulizia del fornice superiore
1. Instillare un anestetico topico nel fornice inferiore, per esempio proximetacaina 0.5%.
2. Bagnare la punta di un bastoncino cotonato sterile con proximetacaina al 0.5%.

3. Chiedere al paziente che guardi in basso e delicatamente al palpebra superiore dell'occhio con le ciglia. 
4. Inserire el hisopo en el fórnix superior y suavemente barra de medial a lateral la superficie interna del párpado y la conjuntiva. 
5. Suavemente remueva el hisopo mientras el paciente está aún mirando hacia abajo, teniendo cuidado de no lastimar la superficie corneal.

Educazione in pratica

Quale approccio avresti adottato prima che un paziente presentasse un effetto di occhi rossi correlato all'uso di lenti a contatto?  
In che modo il tuo rinvio all'oculista si adatterà al sospetto di cheratite microbica in base alle informazioni e al percorso diagnostico descritti in questo articolo? 
Se sospetti che un paziente abbia una lente a contatto trattenuta, sarai ora in grado di eseguire una scansione diagnostica e una scansione del fornice dopo aver letto questo articolo?


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 15 aprile 2016

PUOI TOGLIERTI L LENTI A CONTATTO PER UN PO?

Un commesso che portava lenti a contatto per 14 ore al giorno ha rischiato la cecità a causa di una incredibile ulcera nei suoi occhi (DailyMail.co.uk)

To take a sample from his ulcer, doctors had to inject it with a needle. Mr James says hearing his eyeball 'pop' left him 'sick to his stomach' 

Andy James, 32 anni, è stato ricoverato in ospedale con un dolore, tipo pugnalata, nel suo occhio. La diagnosi è stata di ulcere sulla sua cornea, lo strato trasparente anteriore dell'occhio. Dice che si sentiva "nausea" dopo che i medici sono intervenuti sul suo bulbo oculare. Ha dichiarato di non avere idea che indossare lenti a contatto cosí a lungo portasse al rischio di infezioni.

Adesso il 32enne Andy vuole condividere la sua storia nel tentativo di avvertire gli altri portatori di lenti dei pericoli di indossare le lenti a contatto per troppo tempo.
L'esecutivo di vendita Andy racconta: "La cosa spaventosa della mia situazione è che può capitare a chiunque. Nel mio caso, avevo seguito le linee guida scritte sul retro del pacchetto delle lenti a contatto e cercavo comunque di riposare gli occhi indossando occhiali quando possibile".
 James ha iniziato a indossare le lenti quindicinali, ma nei suoi 20 anni di porto ha sviluppato un'ulcera leggera nel suo occhio destro. "A questo punto nel tempo, non indossavo le mie lenti in modo corretto dopotutto, ma questo perché semplicemente non avevo le informazioni adeguate. "Lo specialista presso l'ospedale quasi ha avuto un attacco quando gli ho detto che avrei indossato le lenti a contatto per sette giorni alla settimana, 12 ore al giorno, e alcuni giorni probabilmente fino a 14 o 16 ore se stavo lavorando.



La maggior parte dei portatori di lenti rischiano la cecità ignorando norme igieniche basilari. Un rapporto statistico ha indicato che praticamente tutti coloro che indossa le lenti a contatto stanno commettendo una serie di peccati cardinali che li mettono a rischio di cecità.
Secondo un'indagine svolta dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie su 1.000 adulti si è trovato che il 99% di loro non ha rispettato una delle regole d'oro per indossare le lenti a contatto.
Il numero di portatori è cresciuto costantemente negli ultimi 20 anni, con 3,5 milioni di persone nel Regno Unito e 30 milioni negli Stati Uniti, che scelgono le lenti morbide, invece di occhiali per correggere i loro problemi di vista.




La relazione ha rilevato una serie di preoccupanti pratiche ma estremamente comuni come la mancanza di una pulizia corretta. Più della metà dei portatori ha ammesso di aver dormito durante la notte indossando le loro lenti a contatto, mentre quasi nove persone su 10 aveva fatto un "pisolino" con le lenti agli occhi.
Le cattive abitudini, come il rabbocco del liquido di coservazione invece della sostituzione per lenti a contatto, può portare a infezioni potenzialmente devastanti agli occhi come la cheratite, infiammazione della cornea che può arrivare a causare la cecità.



Quasi un terzo dei portatori ha ammesso di essersi rivolto a un medico a causa di occhi rossi o doloranti, dice il rapporto. Tuttavia la più grande preoccupazione dello studio era il numero di persone che hanno esposto le loro lenti a contatto ad acqua potenzialmente contaminata per risciacquare le loro lenti, in acqua di rubinetto, doccia o andando a nuotare.
Più di otto persone su dieci hanno ammesso di fare la doccia mentre le indossano e sei su dieci è andato a nuotare mentre aveva ancora le lenti agli occhi.

Più di un terzo delle persone ha dichiarato di aver sciacquato le lenti sotto il rubinetto mentre quasi il 17 per cento ha detto che aveva usato come conservante per la notte acqua di rubinetto.
Gli esperti hanno indicato che questi comportamenti hanno aumentato in modo significativo il rischio di infezione, perché si possono trasferire i microrganismi che vivono in acqua nell'occhio.
Anche se l'acqua del rubinetto domestico è sicura per bere, non è sterile e contiene componenti che possono contaminare le lenti e causare infezioni agli occhi...

SEGUE ARTICOLO ORIGINALE

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...