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mercoledì 23 agosto 2023

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?


La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Nella mia esperienza professionale ho riscontrato che spesso (per non dire sempre) sono presenti problemi specifici alla base dei disturbi come affaticamento visivo, perdita di concentrazione, bruciori oculari, lacrimazione, cefalee, ecc. Questi disturbi sono spesso collegati a difetti visivi molto lievi e non individuati (leggeri astigmatismi, differenze fra i due occhi) e problemi di secchezza oculare che può provocare bruciori, sensazione di sabbia negli occhi o lacrimazione improvvisa, inficiando anche la visione stessa. Da non dimenticare poi la causa più ovvia ma ormai rimossa che è l'eccessivo tempo a cui sottoponiamo i nostri occhi a questa importante fonte di stress.

C'è da segnalare inoltre che molti sistemi hanno già incorporato un controllo per modificare le frequenze emesse dai visori e quindi, anche se le lenti funzionassero, risulterebbero superate. Vi propongo comunque una pubblicazione divulgativa che fa riferimento ad uno studio review del Cochrane, il più importante ente indipendente a livello mondiale di revisione di studi scientifici, che raccoglie vari studi a riguardo.

A conferma di quanto dicevo prima (la difficoltà di considerare e valutare le molteplici variabili del processo visivo, in presenza di disturbi di vario genere) i ricercatori segnalano, come limite delle ricerche, il fatto che non sono stati testati valori come la sensibilità al contrasto, la percezione dei colori, la sensibilità all'abbagliamento e la presenza di patologie oculari o neurologiche.

In conclusione, prima di ricorrere a queste lenti, di dubbia efficacia (come "magici" colliri che riposano la vista), sarà opportuno sottoporsi ad una approfondita analisi visiva da professionisti specializzati nel processo visivo, per individuare i veri problemi del proprio sistema visivo. BUONA LETTURA!



Nonostante le affermazioni dei loro produttori, gli occhiali a luce blu probabilmente non riducono l'affaticamento degli occhi per le persone che passano molto tempo a guardare gli schermi dei computer o i loro telefoni, afferma un nuovo studio. Gli occhiali probabilmente non migliorano nemmeno le abitudini del sonno di chi li indossa, secondo lo studio, pubblicato questa settimana. 

Gli occhiali a luce blu sono generalmente commercializzati come in grado di filtrare gli effetti potenzialmente dannosi della luce blu dagli schermi, come affaticamento degli occhi, secchezza oculare e problemi di sonno. L'interesse per gli occhiali a luce blu è aumentato durante la pandemia di COVID-19 poiché più persone sono rimaste a casa e hanno guardato i loro computer e telefoni. Sono spesso prescritti dagli optometristi.

Lo studio, pubblicato giovedì  nel  Cochrane Database of Systematic Reviews , ha esaminato i dati raccolti da 17 studi clinici in sei paesi che hanno reclutato 619 persone.

"Abbiamo scoperto che potrebbero non esserci vantaggi a breve termine con l'utilizzo di lenti per occhiali filtranti la luce blu per ridurre l'affaticamento visivo associato all'uso del computer, rispetto alle lenti filtranti senza luce blu", ha affermato l'autrice senior Laura Downie, PhD, professoressa associata di optometria e scienze della vista presso l'Università di Melbourne a Victoria, in Australia, ha affermato in una  nota.

"Al momento non è inoltre chiaro se queste lenti influenzino la qualità della vista o i risultati legati al sonno, e non è possibile trarre conclusioni su eventuali effetti potenziali sulla salute della retina a lungo termine. Le persone dovrebbero essere consapevoli di questi risultati quando decidono se acquistare questi occhiali."

I ricercatori hanno notato che uno dei motivi per cui gli occhiali non aiutano è che la quantità di luce blu ricevuta dagli schermi dei computer e da altre fonti artificiali è solo circa un millesimo di quella che le persone ottengono dalla luce naturale del giorno. Inoltre, le lenti a luce blu di solito filtrano solo circa il 10% -25% della luce blu.

"I nostri risultati non supportano la prescrizione di lenti filtranti per la luce blu alla popolazione generale", ha detto Downie. 

I professionisti della Visione affermano che le persone possono ridurre l'affaticamento degli occhi semplicemente riducendo la quantità di tempo in cui guardano gli schermi o facendo pause regolari. Per migliorare il sonno, smetti di guardare gli schermi per alcune ore prima di andare a dormire.

I ricercatori hanno notato dei limiti nella loro analisiNessuno degli studi ha indagato la sensibilità al contrasto, la discriminazione del colore, l'abbagliamento fastidioso, la salute maculare, i livelli sierici di melatonina o la soddisfazione visiva complessiva del paziente.

Inoltre, la durata dei diversi studi variava. Sono necessari ulteriori studi sull'uso di occhiali che filtrano la luce blu, hanno detto i ricercatori.

Fonti

Cochrane Database of Systematic Reviews: "Lenti per occhiali che filtrano la luce blu per prestazioni visive, sonno e salute maculare negli adulti".

EurekAlert: "Gli occhiali che filtrano la luce blu probabilmente non fanno alcuna differenza per l'affaticamento degli occhi, la salute degli occhi o la qualità del sonno".



Come sempre rimango a completa disposizione per chiarimenti, dubbi o un consulto professionale presso i miei studi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze


ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.


domenica 23 luglio 2023

DIFFICOLTA' VISIVE SENZA UN PROBLEMA DI VISTA?


Il titolo apparentemente enigmatico, e un po' sviante, nasconde una verità interessante che riguarda il sistema visivo: spesso, specialmente nel periodo scolastico, si possono avere difficoltà visive senza la presenza di difetti visivi evidenti o rilevanti. La definizione dell'articolo che riporto, e che seguirà, parla appunto di Problema Visivo Funzionale indicando quindi una difficoltà nell'organizzazione visiva, e quindi specialmente nello svolgimento di quelle che sono attività di tipo cognitivo, mnemonico, in assenza di difetti refrattivi o strutturali di rilievo. 

I problemi di questo tipo possono inoltre essere confusi con problemi di apprendimento (questione già trattata in questo blog con vari articoli che potete consultare) anche perché il controllo "della vista" non rientra, per esempio, nel protocollo per la certificazione DSA. E quando venga eseguito spesso si riduce ad una valutazione grossolana della visione da lontano e dello stato oculomotorio, per escludere la presenza di un occhio pigro o uno strabismo.

Andiamo quindi alla lettura di questo articolo, che troverete nella versione originale attraverso questo LINK,  che è un po' lunghino ma che merita sicuramente di essere letto. Buona lettura e buon Test finale

Il contenuto del seguente articolo è stato scritto da professionisti e quindi rivisto e modificato, per accuratezza medica, dalla dottoressa Kellye Knueppel optometrista del Vision Therapy Center.


I bambini possono sperimentare problemi scolastici per una serie di motivi. Ma al di là di cose come la difficoltà di apprendimento o lo stress a casa, un problema sorprendente può colpire i bambini che non hanno mai avuto difficoltà a scuola prima: un problema visivo funzionale.
Ogni anno si verifica un fenomeno, di questo tipo, dopo i primi 30 giorni di scuola. Ragazzi che non hanno mai avuto problemi scolastici, come brutti voti e problemi comportamentali, si ritrovano improvvisamente in difficoltà.

Molto spesso il bambino è brillante ed è andato sempre bene a scuola. Tuttavia, dopo essere passati alla classe successiva, i problemi sembrano essersi materializzati dal nulla. Il bambino potrebbe avere un problema visivo funzionale, che è stato in grado di nascondere, compensare o per il quale adattarsi per anni, fino ad ora.

Ok, allora cos'è un problema visivo funzionale?

La visione funzionale implica una serie di abilità che vengono apprese e sviluppate per aiutarti a raccogliere ed elaborare informazioni visive. Sono necessarie per svolgere compiti come leggere righe di testo in una pagina, copiare informazioni presentate in classe e rimanere concentrati sui compiti scolastici.


Di seguito è riportata la descrizione delle tre principali aree di abilità visive che compongono la visione funzionale - teaming degli occhi, messa a fuoco e movimento oculari - inclusi esempi di problemi che possono verificarsi quando queste abilità non funzionano correttamente.

Teaming degli occhi

I due occhi dovrebbero funzionare come una squadra allineandosi e puntando nello stesso punto dell'oggetto che si sta osservando. Dovrebbero lavorare insieme in modo coordinato e preciso per fornire una visione e una percezione della profondità uniche, confortevoli ed efficienti.

Cosa succede quando c'è un problema: se i due occhi sono disallineati, il cervello non sarà in grado di combinare correttamente l'immagine di ciascun occhio in un'unica immagine. Quando ciò accade, una persona perderà la percezione della profondità 3D e potrebbe sperimentare una visione doppia.

Sintomi: perdita di posizione durante la lettura, scarsa comprensione della lettura, affaticamento degli occhi e affaticamento.

Messa a fuoco degli occhi

Ogni occhio ha una lente che cambia forma per consentire alla persona di vedere chiaramente gli oggetti a distanze diverse. Quando questa abilità funziona bene, la persona può facilmente spostare l'attenzione tra oggetti a distanze diverse.

Cosa succede quando c'è un problema: una persona può avere difficoltà a mantenere la messa a fuoco del materiale di lettura e può sperimentare sfocatura intermittente o costante, specialmente quando guarda oggetti dettagliati tenuti vicini. Inoltre, la persona può avere difficoltà a spostare l'attenzione tra gli oggetti (ad es. guardando dalla cattedra alla parte anteriore della classe o viceversa).

Sintomi: mal di testa, dolore agli occhi, affaticamento degli occhi, lacrimazione e affaticamento.

Movimenti oculari

Una persona controlla se i suoi occhi si muovono, dove si muovono e quanto velocemente si muovono. Ciò consente alla persona di mantenere la fissazione su un oggetto in movimento, spostare la fissazione da un oggetto all'altro o mantenere la fissazione su un oggetto fermo.

Cosa succede quando c'è un problema: una persona può avere difficoltà a prendere una palla o a muovere gli occhi su una riga di testo, poiché entrambi richiedono movimenti oculari precisi ed efficienti. Potrebbe anche non essere in grado di mantenere il contatto visivo durante l'ascolto.

Quando c'è un problema con una o più di queste abilità, hai un problema di visione funzionale.

Sintomi: perdita di posizione, omissione di parole durante la lettura, difficoltà a copiare il testo da un posto all'altro (ad es. dalla tavola alla scrivania), produttività ridotta, difficoltà a mantenere l'attenzione sui compiti vicini, affaticamento, scarsa coordinazione/goffaggine.

Perché non viene rilevato?

I problemi di visione funzionale generalmente non vengono rilevati dai controlli della vista che di solito mettono alla prova l'acuità visiva o la capacità di vedere chiaramente le cose. In effetti, puoi avere un problema di visione funzionale e avere una vista di 10/10 (20/20 negli Stati Uniti) e più.



I test per i problemi di visione funzionale richiedono attrezzature e formazione avanzate ed è meglio se eseguiti da un optometrista dello sviluppo, specializzato nella diagnosi e nel trattamento di questi problemi.

Ma perché questi problemi si materializzano improvvisamente, anche tra bambini che non hanno mai dovuto affrontarli prima?
I bambini possono compensare e "convivere" con il problema della vista, fino a un certo punto.


Il sistema visivo si adatta costantemente e il cervello può trovare modi per compensare i problemi che influenzano la tua vista. Ad esempio, se hai un problema con il teaming degli occhi, il tuo cervello potrebbe sopprimere l'immagine di uno dei due occhi per evitare la visione doppia. Mentre questo risolve il problema di uno sdoppiamento inaccettabile per il cervello, riduce la percezione della profondità e il comfort e l'efficienza della tua visione.


I bambini raramente sono consapevoli che questi adattamenti si stanno verificando. Anche quando lo sono, potrebbero non avere idea che il loro sistema visivo non funzioni correttamente perché la loro esperienza visiva è l'unica che conoscono.

Presumono che tutti vedano e vivano il mondo come loro.

Perché il sistema visivo non può continuare ad adattarsi?

Le misure di compensazione del sistema visivo non porteranno lo studente molto lontano. Alla fine la stampa diventerà troppo piccola per essere seguita o i calcoli matematici troppo difficili da elaborare. È allora che iniziano le difficoltà non compensabili.

In che modo i problemi di visione funzionale influenzano le materie scolastiche?

La visione funzionale ha un impatto su ogni area tematica, ma in modi diversi. Tieni presente che tutte le aree tematiche richiedono attività del sistema visivo sempre più complesse, man mano che i bambini crescono:

Lettura:  "Molti bambini iniziano la scuola quando hanno cinque o sei anni e fanno fatica a imparare a leggere. Ci sono poi molti bambini che sono stati bravissimi nell'apprendere a leggere ma arriva la terza elementare, e hanno bisogno di leggere più a lungo e con ogni sorta di problema di comprensione".

Matematica:  "La matematica è qualcosa che molte persone non penserebbero così collegata alla visione, ma la matematica riguarda davvero lo spazio. I numeri occupano una certa quantità di spazio. Il solo fatto di essere in grado di capire cosa significano i numeri nel mondo reale è un concetto spaziale...se hai difficoltà con la percezione della profondità e i concetti spaziali, è molto più difficile capire cosa sia la matematica."



Scrittura a mano:  "Per la scrittura a mano, la tua vista dovrebbe essere la guida per la tua mano. Se il tuo sistema visivo non funziona molto bene, potresti affaticarti guardando i dettagli ed è difficile continuare a guardare la pagina. La calligrafia di alcune persone inizia bene, ma poi peggiora man mano che scrivono".

Composizione:  "Vediamo molti bambini che hanno difficoltà a mettere i loro pensieri su carta. Molti bambini sono bravi verbalmente, ma quando si tratta di mettere i loro pensieri per iscritto, fanno fatica. Molte volte è la parte fisica del guardare il foglio. Alcune persone hanno bisogno di aiuto con la visualizzazione per pensare all'intera storia, pensarci nella mente e poi scriverla in modo sequenziale. Questo è un alto livello di visione, ma fa parte della visione stessa".

Perché i tipici controlli della vista non rilevano questi problemi di vista?

È davvero una questione di tempo, risorse e competenze?

I tipici screening della vista sono progettati per testare la vista o l'acuità visiva. La vista è la tua capacità di vedere determinate dimensioni di lettere a distanze prestabilite, in genere 10/10, su una tabella di Snellen. La visione funzionale comprende più della semplice visualizzazione di lettere su una tabella, quindi il test per i problemi di visione funzionale richiede un esame più completo eseguito da un optometrista dello sviluppo.


Per questi test della vista funzionale può essere necessaria un'ora o più, e richiedere attrezzature e addestramento speciali e test per un'ampia gamma di problemi di vista funzionale.

Il College of Optometrists in Vision Development (COVD) ha rilevato che un bambino su quattro ha un problema di vista che influisce sulla loro capacità di leggere e apprendere. È per questo che crediamo che ogni bambino dovrebbe sottoporsi a un esame per escludere un problema di visione funzionale ANCHE se supera i controlli del periodo scolastico.

Rilevare e affrontare i problemi visivi funzionali il prima possibile ci aiuterebbe a diagnosticare correttamente problemi che vengono spesso scambiati per ADHD, ADD, dislessia e problemi comportamentali.

Come vengono trattati i problemi di visione funzionale?

Ci sono una serie di potenziali trattamenti. Può essere uno o una combinazione dei seguenti trattamenti utilizzati per trattare un problema:

Occhiali da vista: alcuni pazienti con problemi visivi funzionali presentano anche condizioni di rifrazione come miopia, ipermetropia e astigmatismo. Nella maggior parte dei casi, gli occhiali per affrontare queste condizioni migliorano solo la vista della persona e non la sua visione funzionale. Queste sono comunemente chiamate lenti "compensative".


Durante un esame della vista funzionale, l'optometrista verificherà se esiste una prescrizione che può aiutare una persona a utilizzare la propria visione funzionale in modo più efficiente. Queste sono comunemente chiamate lenti "prestazionali" perché il loro scopo è migliorare la visione funzionale, non migliorare la vista.

Fototerapia sintonica: i pazienti con problemi visivi funzionali spesso hanno difficoltà a prestare attenzione sia alla parte centrale che a quella periferica del loro campo visivo. Ciò può avere un impatto negativo significativo sulle loro capacità visive, in particolare sui movimenti degli occhi.

Osservare colori specifici della luce può effettivamente migliorare la capacità del paziente di prestare attenzione alla visione centrale e periferica. Pertanto, viene spesso utilizzato come primer per la terapia della vista.

Ginnastica Visiva: un programma individualizzato che combina attività ed esercizi di allenamento della vista, in studio e a domicilio, che affrontano i problemi visivi funzionali specifici di un paziente.

Il tuo prossimo passo: controlla i sintomi



Se pensi che tuo figlio possa avere un problema di visione funzionale, il passo successivo è identificare i sintomi.

Ecco 12 segni tipici:
- Gli occhi si stancano durante la lettura
- Soglia di attenzione breve
- Ha un occhio strabico o pigro
- Inclina frequentemente la testa da un lato o ha una spalla notevolmente più alta
- Strizza gli occhi, strizza le palpebre e/o chiude ripetutamente un occhio
- Tiene il libro molto vicino durante la lettura
- Ha una scarsa coordinazione occhio-mano
- Sperimenta una stanchezza eccessiva alla fine dei giorni di scuola
- Si frustra facilmente
- Sperimenta una visione offuscata
- Si lamenta di nausea o vertigini e cinetosi (mal d'auto)
- Sperimenta la visione doppia

Clicca sul link qui sotto e rispondi al Vision Quiz (in inglese ma è possibile attivare la traduzione Google) per vedere altri sintomi. Il punteggio del Vision Quiz ti darà un'indicazione che potrebbero essere necessari ulteriori test. Potrebbe essere il primo passo per rimettere in carreggiata tuo figlio.




Come sempre rimango a completa disposizione per chiarimenti, dubbi o un consulto professionale presso i miei studi.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze


ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

giovedì 29 luglio 2021

ASTIGMATISMO CORRETTO TOTALMENTE O PARZIALMENTE?

 


In questo articolo affronterò una questione che rappresenta sempre un dubbio per alcuni professionisti della visione all'ora di prescrivere un occhiale: correggere l'astigmatismo parzialmente o totalmente? Questa scelta, in caso di mancata correzione o correzione parziale, potrà condizionare la vita dei pazienti, specialmente nel periodo di apprendimento. Per analizzare i vari aspetti collegati alla correzione o mancata correzione dell'astigmatismo, prenderò spunto dall'articolo di Read, Vincent e Collins (1).

Ma iniziamo con il chiarire di cosa stiamo parlando e in cosa consiste per chi ne è affetto

L'astigmatismo non è una malattia, se escludiamo quei casi dove questo è solo l'effetto della patologia stessa come nel cheratocono, ma solo una caratteristica legata alla forma dei mezzi ottici dell'occhio. Nella stragrande maggioranza dei casi questa caratteristica dipende dalla forma della cornea, la calotta anteriore trasparente corrispondente all'iride (2). Questa parte che dovrebbe essere idealmente sferica, come un pallone, nei casi di astigmatismo presenta la forma di una palla da rugby (fig.1)

fig.1

Le due curve, diverse, produrranno un doppio fuoco che appunto rappresenta l'astigmatismo ("a" privativo e "stigma" punto). Questa parte dell'occhio finisce il proprio sviluppo nei primi anni di vita e quindi potremmo affermare che l'astigmatismo non cambia nel proseguire della vita (3, 4, 5, 6). Quello che può invece cambiare è la capacità e la possibilità di correggerlo adeguatamente.

Alcuni professionisti sottovalutano questo problema visivo e tendono a non correggerlo, specialmente se di piccola entità, o a sotto-correggerlo. C'è da dire che un piccolo valore di astigmatismo è considerato fisiologico e quindi potenzialmente presente in tutti gli occhi. La motivazione principale, nel non correggerlo o correggerlo parzialmente, è legata al fatto che la lente, nelle zone periferiche, ha distorsioni molto fastidiose perché anche irregolari sui vari punti della lente stessa. In realtà gli studi (7) dimostrano che la difficoltà di adattamento alle correzioni astigmatiche è veramente ridotta, intorno all'1%, ma i benefici che ne derivano a livello sensoriale sono enormi.

fig.2

Ma cosa comporta la mancata correzione o sotto-correzione?

L'astigmatismo ha un'inclinazione espressa in gradi ed ha come effetto una visione sbavata (fig.2) o, nei casi di difetto più elevato, può provocare perfino uno sdoppiamento dell'immagine osservata. I segnali più frequenti sono l'inclinazione della testa nei bambini e disturbo alle luci per gli adulti, specialmente nella guida notturna (16, 17). Il sistema di messa a fuoco dell'occhio (accomodazione), in presenza di un astigmatismo, cercherà di centrare in modo equidistante, rispetto la retina, i due fuochi per avere il minor disturbo possibile. Questa continua ricerca di un'autocorrezione, che non sarà mai possibile, comporta nella maggior parte dei casi una continua tensione e lavoro muscolare. Da un punto di vista visivo invece i soggetti con solo astigmatismo (non associato per esempio a miopia o ipermetropia) possono arrivare ad adattarsi (8, 9, 10) a questa sfocatura, presente praticamente solo in un meridiano. Questo adattamento ad un lieve disturbo, evitando la percezione della sfocatura, porterà l'ametrope (persona con problema visivo) ad imputare i propri disturbi ad altre cause rispetto a quella visiva. 


Queste attività infatti possono provocare degli spasmi muscolari e quindi l'impossibilità di rilassare l'occhio anche una volta interrotto l'impegno visivo. Questo fenomeno spesso è causa di miopia tardiva, o da studio (insorgenza dopo i 14-16 anni di età), ma anche di sintomi come pesantezza oculare, irritazione, cefalee prevalentemente frontali e tempiali. Durante la lettura un astigmatismo, non corretto o compensato solo parzialmente, può provocare disturbi come scambio di lettere, parole o difficoltà nel salto di riga complicando molto l'apprendimento (11, 12, 13)

In relazione a questo ultimo punto è interessante scoprire come alcuni problemi visivi, ed in particolare l'astigmatismo, possono dare sintomi come difficoltà nella lettura, nel calcolo ecc., assimilabili a problemi come i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) come per esempio la dislessia, discalculia, ecc. Purtroppo il protocollo nazionale per la valutazione e certificazione di questi problemi non prevede un'analisi visiva approfondita ma rimane a discrezione del neuropsichiatra l'invio ad una visita specialistica che generalmente si riduce ad il controllo visivo da lontano di lettere singole ad alto contrasto (nero su bianco), assolutamente insufficiente a stabilire se i bambino abbia difficoltà nelle performance di lettura e quindi apprendimento.  


Vi propongo a riguardo, per chi fosse interessato all'argomento, alcuni articoli che ho già pubblicato:

E' interessante un articolo della optometrista statunitense Dr. Kellye Knueppel, specializzata in visione e problemi di apprendimento e riabilitazione optometrica, pubblicato sul Blog The Vision Theapy center (https://www.thevisiontherapycenter.com/discovering-vision-therapy/3-treatable-vision-problems-that-mimic-dyslexia-symptoms) dove si analizzano 3 problemi visivi trattabili, che possono simulare un problema di Dislessia:
- problema di Lateralità/Direzionalità - Una persona può invertire le lettere perché non è in grado di distinguere la destra dalla sinistra su se stessa (lateralità). La scarsa lateralità di solito è alla base dell'incapacità di riconoscere da destra a sinistra su altri oggetti, come lettere e numeri.
- affaticamento visivo - Un bambino i cui occhi si affaticano probabilmente leggerà a un ritmo notevolmente più lento, che è un sintomo comune della dislessia. 
- scarso controllo dei movimenti oculari - Alcune persone considerano la lettura estremamente discontinua come un sintomo di dislessia. Tuttavia, i problemi funzionali della vista sono spesso alla base di alcuni di questi stessi sintomi.


Tornando a problemi meno specifici, nella pratica clinica di frequente riceviamo di indicazioni di disturbi di affaticamento, bruciori, oculari e cefalee (18, 19) da operatori di computer che li ritengono normali, imputandoli anche alle caratteristiche dello schermo. In realtà la maggior parte dei problemi nascono proprio da difetti visivi non corretti che non provocano difficoltà visive evidenti, come ipermetropia e astigmatismo (14, 15).

Gli astigmatismi non corretti possono, da un punto di vista sensoriale, peggiorare la collaborazione degli occhi e provocare, in casi particolari, perfino occhio pigro e strabismo (20, 21, 22, 23, 24, 25).

Ne deriva quindi che risulta importante, sia per la sintomatologia che possono provocare che per le alterazioni della motilità oculare, individuare e correggere gli astigmatismi che, come abbiamo già sottolineato non vengono quasi mai avvertiti come problemi visivi.

Per concludere possiamo aggiungere ai sopracitati disturbi anche quelli di tipo tonico-posturale  (muscolo-scheletrici) e stomatognatico (sistema masticatorio). Infatti tutte le innervazioni dei muscoli di tutto il corpo fanno capo a delle centrali nervose comuni ed uno stress ad uno di questi sistemi può ripercuotersi sugli altri provocando sintomi apparentemente lontani dalle problematiche visive. La collaborazione con osteopati, fisioterapisti, odontoiatri e otorini permette in un lavoro multidisciplinare di individuare e risolvere problemi di interferenza fra i vari sistemi.

Rimango come sempre a disposizione per chiarimenti o dubbi.

Bibliografia
1) Read SA, Vincent SJ & Collins MJ. The visual and functional impacts of astigmatism and its clinical management. Ophthalmic. Physiol Opt 2014, 34, 267–294. 
2) Irvin M. Borish, O.D., D.O.S., LL.D., D. Clinical Refraction 3rd edition (1975)  Professional Press, Inc.
3) Francis Heed Adler; William M Hart, Adler's physiology of the eye : clinical application. St. Louis : Mosby Year Book, ©1992.
4) Liu YC, Chou P, Wojciechowski R et al. Power vector analysis of refractive, corneal, and internal astigmatism in an elderly Chinese population: the Shihpai Eye Study. Invest Ophthalmol Vis Sci 2011; 52: 9651– 9657.
5) Leung TW, Lam AK, Deng L & Kee CS. Characteristics of astigmatism as a function of age in a Hong Kong clinical population. Optom Vis Sci 2012; 89: 984– 992.
6) Anstice J. Astigmatism – its components and their changes with age. Am J Optom Arch Am Acad Optom 1971; 48: 1001– 1006.
7) Howell-Duffy C, Umar G, Ruparelia N & Elliott DB. What adjustments, if any, do UK optometrists make to the subjective refraction result prior to prescribing? Ophthalmic Physiol Opt 2010; 30: 225– 239.
8) Sawides L, Marcos S, Ravikumar S, Thibos L, Bradley A & Webster M. Adaptation to astigmatic blur. J Vis 2010; 10: 22.
9) Vinas M, de Gracia P, Dorronsoro C et al. Astigmatism impact on visual performance: merdional and adaptational effects. Optom Vis Sci 2013; 90: 1430– 1442.
10) Vinas M, Sawides L, de Gracia P & Marcos S. Perceptual adaptation to the correction of natural astigmatism. PLoS One 2012; 7: 1– 10.
11) Wills J, Gillett R, Eastwell E et al. Effect of simulated astigmatic refractive error on reading performance in the young. Optom Vis Sci 2012; 89: 271– 276.
12) Wolffsohn JS, Bhogal G & Shah S. Effect of uncorrected astigmatism on vision. J Cataract Refract Surg 2011; 37: 454– 460.
13) Casagrande M, Baumeister M, Bühren J, Klaproth OK, Titke C & Kohnen T. Influence of additional astigmatism on distance-corrected near visual acuity and reading performance. Br J Ophthalmol 2014; 98: 24– 29.
14) Wiggins NP & Daum KM. Visual discomfort and astigmatic errors in VDT use. J Am Optom Assoc 1991; 62: 680– 684.
15) Rosenfield M, Hue JE, Huang RR & Bababekova Y. The effects of induced oblique astigmatism on symptoms and reading performance while viewing a computer screen. Ophthalmic Physiol Opt 2012; 32: 142– 148.
16) Wood JM, Tyrrell RA, Chaparro A, Marszalek RP, Carberry TP & Chu BS. Even moderate visual impairments degrade drivers' ability to see pedestrians at night. Invest Ophthalmol Vis Sci 2012; 53: 2586– 2592.
17) Wolffsohn JS, Bhogal G & Shah S. Effect of uncorrected astigmatism on vision. J Cataract Refract Surg 2011; 37: 454– 460.
18) Akinci A, Güven A, Degerliyurt A, Kibar E, Mutlu M & Citirik M. The correlation between headache and refractive errors. J AAPOS 2008; 12: 290– 293.
19) Hendricks TJW, De Brabander J, Van Der Horst FG, Hendrikse F & Knottnerus JA. Relationship between habitual refractive errors and headache complaints in schoolchildren. Optom Vis Sci 2007; 84: 137– 143.
20) Abrahamsson M & Sjostrand J. Astigmatic axis and amblyopia in childhood. Acta Ophthalmol Scand 2003; 81: 33– 37.
Wiley Online Library CAS PubMed Web of Science®Google Scholar
21) Zhao PF, Zhou YH, Wang NL & Zhang J. Study of the wavefront aberrations in children with amblyopia. Chin Med J (Engl) 2010; 123: 1431– 1435.
22) Aldebasi HI. Ocular aberrations in amblyopic children. Saudi J Ophthalmol 2013; 27: 253– 258.
23) Abrahamsson M, Fabian G & Sjostrand J. Refraction changes in children developing convergent or divergent strabismus. Br J Ophthalmol 1992; 76: 723– 727.
24) McNeer KW. Astigmatism in visually immature child with strabismus. Arch Ophthalmol 1980; 98: 1430– 1432.
25) Nilsson A, Nilsson M, Stevenson SB & Brautaset RL. The influence of unilateral uncorrected astigmatism on binocular vision and fixation disparity. Strabismus 2011; 19: 138– 141.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.




venerdì 13 gennaio 2017

CONGIUNTIVITI FREQUENTI O CRONICHE? SARA' STRESS VISIVO?











Vi è mai capitato di avere arrossamenti frequenti con diagnosi vaghe tipo "probabilmente si tratta di un'allergia" o comunque senza riuscire a trovare una soluzione definitiva?

Da molti anni ormai è stato provato che la presenza di acidosi nei tessuti facilita le infiammazioni e gli stati dolorosi. Allo stesso modo, in varie ricerche, si conferma la migrazione delle cellule che "trasportano" le infiammazioni da tessuto a tessuto, attraverso la circolazione sanguigna.

Molto frequenti sono le infiammazioni muscolari dovute a eccessivo uso o tensioni costanti in posizioni non corrette. L'iperacidosi è una delle cause, dopo un continuo ed intenso lavoro.



















 Vediamo allora cosa può succedere ai muscoli dei nostri occhi.

Secondo una recente indagine, in Italia l’88% delle persone tra i 35 e i 44 anni utilizza dispositivi mobili. Si tratta di un utilizzo continuo e costante dal momento che il 58% degli intervistati li adopera per 5 o più ore al giorno. Inoltre il 70% del campione afferma di utilizzare uno smartphone. Dati aggiornati riferiscono che ad oggi il numero di smartphone e tablet ha superato la popolazione mondiale.
















Questi dati confermano quanto i dispositivi digitali siano diventati imprescindibili oggigiorno ma rappresentano anche una sfida per i nostri occhi. Il loro frequente utilizzo comporta una prolungata attività della visione da vicino e ciò significa che gli occhi sono sottoposti ad uno sforzo costante di messa a fuoco. Inoltre la piccola dimensione del carattere di testo e la distanza più ravvicinata, rispetto alla normale distanza di lettura, amplificano tale sforzo del muscolo ciliare dell’occhio (addetto alla messa a fuoco). Una delle conseguenze è che gli utilizzatori spesso accusano episodi di irritazione agli occhi, affaticamento visivo, dolore al  collo e mal di testa.














 Ricollegando i vari punti affrontati possiamo concludere che uno stress visivo prolungato può provocare un'infiammazione dei tessuti muscolari adibiti alla messa a fuoco, infiammazione che può passare dai tessuti circostanti fino ad arrivare alla congiuntiva provocando arrossamento e bruciore.

 Ma cosa può provocare una continua tensione muscolare nell'occhio, e quindi uno stress visivo?



I problemi possono essere collegati ad uno scorretto uso dei propri occhi o da un difetto visivo non corretto in modo adeguato.
  • Uso scorretto degli occhi: il sistema di messa a fuoco, come tutti i muscoli, teme più di tutto lo sforzo statico come per esempio la visione prolungata di un oggetto sempre alla stessa distanza. Questo è precisamente ciò che accade durante lo studio, il lavoro al computer e l'uso sempre più intenso di telefonini e tablet. Ma anche l'illuminazione rappresenta un fatore importante nell'attività visiva. Questa dovrebbe essere ne troppo forte ne troppo bassa e con un equilibrio di 1 a 3 fra luminosità periferica e quella centrale.
  • Difetti visivi non corretti: fondamentalmente parliamo di ipermetropia ed astigmatismo ipermetropico. Questi due vizi refrattivi hanno la caratteristica di poter essere corretti dall'occhio grazie l'accomodazione (messa a fuoco) ma questo comporta un'intensa attività muscolare sia dei muscoli interni che esterni all'occhio (sistemi di messa a fuoco e di motilità oculare). 
















Entrambe le condizioni possono essere causa di affaticamento, mal di testa, fluttuazioni visive e sintomi come bruciore oculare arrossamento e prurito legati ad una infiammazione che a questo punto non sarà trattatibile con antibiotici, antistamici o altri farmaci che non siano l'interruzione dello stress visivo con un nuovo e più adeguato comportamento e/o con una correzione ottica adeguata.

Caso clinico:
Un caso clinico emblematico e che in qualche modo, quasi 30 anni fa, dette inizio alla mia ricerca sul collegamento fra stress visivo e infiammazioni oculari fu un giovane studente universitario con una miopia di circa 2 diottrie. Si presento in studio chiedendo di poter applicare lenti a contatto. Si presentava però un problema importante: il giovane soffriva di una forte congiuntivite ormai diagnosticata come cronica a causa di molti tentativi di trattamento farmacologico non riusciti.










Durante l'esame visivo si evidenziarono caratteristiche più tipiche di un soggetto ipermetrope che miope. Iniziammo un programma di ginnastica visiva e dopo la riduzione della correzione miopica di più di una driottria la congiuntivite scomparve. Mi preme sottolineare  che in quel periodo erano state sospese tutte le cure perchè non efficaci e l'unico trattamento era di tipo antistaminico per ridurre la sintomatologia.
Le conclusioni furono che eravamo in presenza di una forte sovraccorrezione miopica che provocava uno stress visivo costante che a sua volta portava ad una infimmazione che non era ne batterica ne virale. Naturalmente, parallelamente alla scomparsa della congiuntivite, si normalizzarono tutte le funzioni visive che erano alterate dall'ipercorrezione.

Quindi per concludere se avete congintiviti frequenti e non ben curabili, associate magari ad affaticamento visivo e mal di testa cercate un professionista che possa fare una verifica approfondita sulle vostre funzioni visive.  
Rederenze:
- Reeh PW, Steen KH, Hanisch AE (1991) A dominant role of acid pH in inflammatory excitation of nociceptors in rat skin. Sot Neurosci Abstr 17:537.
- Steen AE, Reeh PW, Kreysel HW, Steen KH (1993) Experimental tissue acidosis potentiates pain induced by inflammatory mediators. VIIth World Congress on Pain (Paris), R 39.
- Steen KH, Reeh PW (1993) Sustained graded pain and hyperalgesia from experimental tissue acidosis in human subjects. Neurosci Lett 154:113-l 16.
- Luster AD, Alon R, von Andrian UH. (2005) Immune cell migration in inflammation: present and future therapeutic targets. Nat Immunol. 2005 Dec;6(12):1182-90.
- Mobile World Congress 2013, Barcelona - Spain
Mimura T, Mimura Y, Arimoto A, Amano S, Yamagami S, Funatsu H, Usui T, Noma H, Honda N, Okamoto S. (2007) Relationship between refraction and allergic conjunctivitis. Eye (Lond). 2009 Jan;23(1):63-6. Epub 2007 Oct 12.


Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 27 maggio 2016

L'IGIENE VISIVA E' IMPORTANTE! QUINDI CHE FAI TI LAVI GLI OCCHI?

L'IGIENE VISIVA E' IMPORTANTE!
QUINDI CHE FAI TI LAVI GLI OCCHI?

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L'Igiene Visiva rappresenta una questione fondamentale per la salute dei tuoi occhi e per un ottimale funzionamento! Ma non si tratta di lavarli!

Sotto il termine "Igiene Visiva" si raccolgono tutti quei comportamenti che aiutano gli occhi a funzionare in modo ottimale riducendo affaticamento e sintomi di cui spesso soffriamo come mal di testa, bruciori, lacrimazione, peggioramenti continui della miopia, annebbiamenti improvvisi della visione, difficolta di concentrazione, ecc.

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Ma cosa possiamo fare?


La nostra vita si è trasformata, nell'ultimo decennio, di un impegno visivo costante nella visione da vicino. Lavoro al computer, smartphone, tablet e videogiochi ci costringono a sforzi di messa a fuoco continui. Il risultato è un costante stress sul sistema visivo con disturbi che abbiamo sopra elencati.
Alcune indicazioni che possono aiutarvi ad alleggerire la fatica visiva:
1) alzare lo sguardo occasionalmente: tutti i muscoli temono piu di tutto le condizioni statiche e quindi se ogni tanto cambiate distanza di messa a fuoco guardando lontano, permetterete alla messa a fuoco di rilassarsi.
2) illuminazione: l'illuminazione è una questione molto importante. L'illuminazione dell'oggetto della nostra attivita visiva dovrebbe essere circa 3 volte quella dell'intorno. Questo vuol dire che non fa bene avere un punto luce molto forte in una stanza buia ma neanche una stanza fortemente illuminata senz auna illuminazione piu forte sul punto della nostra attivita visiva.

 

3) miglior distanza: ovviamente anche la distanza ricopre un fattore fondamentale. Passare da 50cm (distanza ottimale per il lavoro al computer per esempio) a 25cm raddoppia lo sforzo di messa a fuoco



4) sedersi correttamente: la posizione di lettura o lavoro non deve creare tensioni muscolari eccessive in particolare ai muscoli del collo.

Ma le visite tradizionali agli occhi scoprono problemi di affaticamento?

Ovviamente tutto quello che abbiamo detto prevede una condizione visiva senza problemi, ma vedere bene è vedere 10/10? Puo essere sufficiente controllare se un occhio vede bene da lontano o da vicino per alcuni secondi? OVVIAMENTE NO!

L'Analisi Visiva che effettuano gli Optometristi è un insieme di test che valutano non solo la nitidezza della visione ma anche la facilita di messa a fuoco, le riserve e la buona collaborazione fra gli occhi. Infatti per esempio gli occhi ipermetropi hanno una visione da lontano in generale superiore al normale e da vicino con problemi solo dopo i 40 anni.

Se sei interessato all'argomento scrivi una email a luca@ierimail.com e chiedi l'invio del documento "Igiene Visiva". Inoltre se hai dubbi sfrutta la stessa email per fare le domande che vuoi.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...