martedì 15 ottobre 2019

L'UNIVERSITA' STATALE LETTONE FESTEGGIA I 100 ANNI

A fine settembre 2019 si è festeggiato a Riga, capitale della Lettonia, il centenario della nascita dell'Università Statale. Festeggiamenti e concerti hanno contraddistinto questa occasione di celebrazione della conoscienza di una delle più prestigione università europee.

 "Nelle sue memorie, l'importante figura culturale lettone Mariss Vētra ha scritto le parole che sono diventate leggendarie: <Sembrava che con la fondazione dell'Università della Lettonia, anche la formazione dello stato lettone fosse completata. "L'anno scorso abbiamo celebrato la Lettonia centenario dello stato, ma quest'anno ricorre il centenario dell'Università della Lettonia, la nostra Alma Mater, la culla del sistema di istruzione superiore lettone e un hotspot intellettuale>. Pertanto, il suo compleanno è una causa per una celebrazione a livello nazionale, in cui tutti sono invitati a partecipare", afferma il prof. Ina Druviete, vicerettore dell'UL.


L'Università Lettone, con i suoi 15.000 studenti, 13 facoltà e più di 20 istituti di ricerca è una delle più grandi e complete università di ricerca negli Stati baltici ed offre oltre 130 programmi di studio accademici e professionali.

All'Università della Lettonia, la ricerca viene svolta in oltre 50 campus di ricerca che rappresentano quattro principali aree di indagine: scienze umane, scienze, scienze sociali e scienze dell'educazione. L'Università della Lettonia presta grande attenzione allo sviluppo della collaborazione internazionale e attualmente ha firmato più di 500 accordi con 326 istituzioni in 31 paesi europei nell'ambito del programma ERASMUS.

Merita una menzione particolare la Facoltà di Fisica, Matematica e Optometria che durante gli anni dell'occupazione russa, rappresentava la punta di diamante nei progetti spaziali della URSS per quanto riguardava tutti i sistemi ottici.

Attualmente è riconosciuta come uno dei più antichi e grandi centri mondiali nel campo della ricerca magneto-idrodinamica fondamentale e applicata (MHD). I ricercatori svolgono complesse indagini sui fenomeni elettrodinamici, idrodinamici e di trasferimento di calore / massa, in particolare, in relazione al problemi di ingegneria fisica e tecnologie dei metalli liquidi.

BUON COMPLEANNO! 

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

domenica 25 agosto 2019

DOPO LA CATARATTA CHE CRISTALLINI ARTIFICIALI PROPONE LA TECNOLOGIA?


Affrontiamo l'argomento cateratta o cataratta che, visto l'aumento medio della vita, rappresenta una questione sempre più rilevante nella vita sociale e funzionale della persona.

Il termine derivante dal greco, indica una cascata, una chiusa, una saracinesca. Questo già ci chiarisce che quando l'occhio ha la cataratta presenta come una barriera che rende difficoltosa o impedisce la visione. La correzione ottica, nei casi ancora in evoluzione, può risultare complicata perchè è come se l'occhio fosse frantumato e quindi con vari fuochi. In una fase invece più avanzata la correzione degli occhiali risulta inutile. Immaginate di guardare attraverso una finestra con i vetri appannati; qualsiasi sistema ottico cerchiate di usare (occhiali, binocoli, telescopi) la visione risulterà non cambiare, rimanendo annebbiata.


E' importante chiarire che la cataratta in generale non è una malattia ma solo l'invecchiamento di tessuti che da trasparenti diventano opachi. E anche vero che questo invecchiamento può risentire, come per la pelle, di fattori alimentari o ambientali. La tecnica chirurgica ormai semplice e veloce, spesso eseguita in Day-hospital, prevede l'aspirazione della lente ormai rovinata e la sostituzione con una lente artificiale.

Ma quali lenti possono essere inserite nell'occhio?

Nello studio di Siatiri et al. (1) si elencano le principali soluzioni di inserimento delle lenti artificiali (intra-ocular lens = IOL) per risolvere il problema di visione da lontano e da vicino senza ricorrere ad un occhiale aggiuntivo. Le possibilità sono di tecnica monovisione, lenti multifocali e lenti accomodative (2).

1) Tecnica monovisione: un occhio con correzione da lontano ed un occhio con correzione da vicino. Il problema principale è dato dalla visione binoculare, dalla collaborazione fra i due occhi e quindi la mancanza di stereovisione efficace, così preziosa per la definizione delle distanze, profondità e velocità degli oggetti che ci circondano (3).
2) IOL multifocali: in queste lenti si ricerca non solo le visioni da loontano e da vicino ma anche una possibile visione intermedia. Queste lenti però presentano problemi di bassa qualità visiva, riduzione della sensibilità al contrasto oltre che la formazione di areola e riflessi notturni.
3) IOL accomodative: permettono una visione accettabile per oggetti a diverse distanze e, come dice Siatiri, riattivano parte dell'accomodazione. Di queste lenti ne esistono varie opzioni (Diffractiva®, Human Optics, Germania; BioComFold, Morcher, Germania; AT-45 Crystalens, Eyeonics, Inc., Bausch & Lomb, Rochester, NY, USA; Crystalens HD, Bausch & Lomb, Rochester , NY, USA). Il più mportante limite è la riduzione di capacità accomodativa nella fase post-operatoria. Questo a causa di formazioni di bande adesive, argomento che però non ci interessa esapndere per le sue caratteristiche estremamente tecniche (5)


Lo studio di Siatiri si focalizza sulla nuova lente Wichterle IOL-Continuous Focus (WIOL-CF®) creata da Wichterle e i suoi colleghi (6). Il funzionamento di queste lenti è garantito dal cambiamento di posizione della IOL che è dovuto alla contrazione del muscolo ciliare (il muscolo della messa a fuoco) e i suoi punti focali multipli, con il cambio della curvatura e del potere della lente (7,8).

Le conclusioni di questo lavoro sono incoraggianti confermando ottime performance e confort da parte del sìnuemro, seppur esiguo, di casi analizzati, in particolare confrontandoli con le lenti multifocali o con le monoocai che obbligano comunque all'uso di occhiali che compensino le varie distanze.

L'Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in uno studio del 2010, (9) sulle IOL accomodative, conclude però che le evidenze scientifiche sono limitate e sempre con numeri non sufficienti e una prospettiva di pochi anni, per un lavoro statistico attendibile. Nelle ricerche lette negli ultimi anni sembra che la critica di Agenas sia ancora valida (10, 11).


Bibliografia
(1) Heidar Siatiri, Mehrdad Mohammadpour, Afsaneh Gholami, Elham Ashrafi, Nassim Siatiri, Reza Mirshahi "Optical aberrations, accommodation, and visual acuity with a bioanalogic continuous focus intraocular lens after cataract surgery"  Journal of Current Ophthalmology 29 (2017) 274-281.
(2) Leyland M, Zinicola E. "Multifocal versus monofocal intraocular lenses in cataract surgery: a systematic review". Ophthalmol. 2003;110(9): 1789-1798.
(3) Zhang F, Sugar A, Jacobsen G, Collins M. "Visual function and spectacle independence after cataract surgery: bilateral diffractive multifocal intraocular lenses versus monovision pseudophakia". J Cataract Refract Surg. 2011; 37(5):853-858.
(4) Findl O, Leydolt C. "Meta-analysis of accommodating intraocular lenses". J Cataract Refract Surg. 2007; 33(3):522-527.
(5) Langenbucher A, Huber S, Nguyen NX, Seitz B, Gusek-Schneider GC, Kuchle M. "Measurement of accommodation after implantation of an accommodating posterior chamber intraocular lens". J Cataract Refract Surg. 2003; 29(4):677-685.
(6) Portaliou DM, "Kymionis GD. Geuder AG eye tech care". Eur Ophthalmic Rev. 2009; 3(1):54-56.
(7) Pallikaris IG, Kontadakis GA, Portaliou DM. "Real and pseudoaccommodation in accommodative lenses". J Ophthalmol. 2011; 2011.
(8) Pallikaris IG, Portaliou DM, Kymionis GD, Panagopoulou SI, Kounis GA. "Outcomes after accommodative bioanalogic intraocular lens implantation". J Refract Surg. 2014; 30(6):402-406. 8. Kim HJ, Seo JW, Shin SJ, Chung SK.
(9) Migliore A, Corio M, Paone S, Jefferson T, Cerbo M. "Lenti intraoculari accomodative per pazienti con cataratta". Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Roma, Dicembre 2010.
(10) Zamora-Alejo KV, Moore SP, Parker DG, Ullrich K, Esterman A, Goggin M. "Objective accommodation measurement of the Crystalens HD compared to monofocal intraocular lenses". J Refract Surg. 2013; 29(2):133-139. 
(11) Studeny P, Krizova D, Urminsky J. "Clinical experience with the WIOL-CF accommodative bioanalogic intraocular lens: czech national observational registry. Eur J Ophthalmol. 2016;26(3):230-235.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia - Ministry of Welfare licence n.1169
Esperto in tecniche visuo-posturali
Tutor presso la scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Membro Associazione Italiana Dislessia (AID)

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

martedì 6 agosto 2019

UNA CORREZIONE SBAGLIATA E MOTILITA' CERVICALE - 2

Ecco il secondo appuntamento con la questione di come occhiali sbagliati possano modificare l'aspetto tonico-posturale e, nel nostro caso in particolare, la motilità cervicale.

Nel caso che vedremo oggi si evidenzia come un mancato bilanciamento della visione fra i due occhi, in funzione anche della dominanza di fissazione, possa alterare la motilità della testa. Tutti noi abbiamo delle dominanze. La più evidente è quela degli arti: chi usa la mano destra e chi la sinistra e lo stesso per quanto riguarda piede destro o sinistro. Anche nella visione ci sono varie dominanze. La più rilevante, specialmente da un punto di vista posturale, è quella di fissazione e cioè l'occhio che prende la mira o che nei cambi di sguardo, arriva prima sull'oggetto e coordina l'occhio controlaterale.


Vediamo quindi il caso di oggi. Si tratta di una persona con leggera ipermetropia non corretta ed uso di un occhiale premontato (quelli che potete comprare nei negozi di ottica, in farmacia e nei supermercati) di +1,00 per le applicazioni da vicino.

Durante l'anamnesi vengono riferiti problemi posturali (dolori cervicali ed uso di bite permanente) ma che nelle prove visuo-posturali sembra non interferiscano sul processo visivo. Al contrario, come vediamo nel grafico qui sotto, la visione quando eliminata (test a occhi chiusi) libera l'attività cervicale e quindi rovesciando la prospettiva, la mancata correzione ottica limita la motilità della testa.

Figura 1

Come nell'articolo precedente analizzeremo solatnto la rotazione laterale che rappresenta il movimento più consueto sul quale poi si sommano, quando necessario flessione laterale, frontale ed iperestensione. L'esame viene eseguito con i parametri indicati nel primo articolo (https://aulo-optometry.blogspot.com/2019/07/una-correzione-sbagliata-puo-ridurre-la.html).

Nel grafico a sinistra (fig.1) abbiamo un'ampiezza di movimento di circa 112° con occhi aperti ma senza correzione. Da notare come la rotazione sul lato destro sia più incerta e frammentata. Infatti nel grafico specifico (fig.2) si vede come ruotando verso destra ci sia nella curva, indicato dalle frecce, come un gradino che aumenta nei seguenti movimenti. Chi lavora in postura potrebbe pensare ad una rigidità muscolare o perfino articolare.

Figura 2

Nel grafico centrale (fig.1) eleminata la funzione percettiva o esterocettiva dell'occhio (ma non la propriocettiva tonico-posturale) vediamo un leggero aumento del movimento cervicale. In realtà essendo la visione stabilizzatrice del sistema tonico posturale del nostro corpo (provate infatti a mettervi con in piedi in linea e poi chidete gli occhi per vedere se l'equilibrio migliora o peggiora) quando chiudiamo gli occhi dovremmo registrare un peggioramento. In questo caso la visione non aiuta ma peggiora la motilità.

Il grafico di destra (fig.1) ci mostra invece un interessante aumento dell'ampiezza di movimento che arriva ad oltre 127°. E' stato eseguito con nuova correzione da lontano di OD+0,50 OS+0,75 dove è stata rispettata e bilanciata la dominanza di fissazione dell'occhio destro. Nel dettaglio (fig.3) risulta ancora più rilevante, dell'aumento di ampiezza, la regolarizzazione del movimento verso destra con la completa scomparsa di quello scalino evidenziato in precedenza. Questo è dovuto alla correzione ben bilanciata. Vedremo a seguire cosa succede se, correggendo comunque la componente ipermetropica, non rispettiamo la dominanza di fissazione.

Figura 3

Il grafico di sinistra (fig.4) è stato eseguito con la correzione in uso da vicino, che però all'esame soggettivo praticamente corrisponde alla correzione ipermetropica da lontano, con bite ma senza il bilanciamento adeguato. Interessante come i valori di motilità cervicale siano tornati come in assenza di correzione e cioè ridotti. I seguenti grafici, centrale e di destra sono rispettivamente con correzione nuova lontano e senza correzione ma in questo caso entrambi senza bite. In questo modo, oltre l'interferenza visiva abbiamo potuto valutare quella stomatognatica.

Figura 4

Rispetto ai grafici della figura 1 si può vedere una riduzione di motilità cervicale che conferma il buon lavoro del bite e questo può essere un buon dato per l'odontoiatra.

CONCLUSIONI
- i sistemi visivo, stomatognatico e tonico posturale sono strettamente correlati e il malfunzionamento di uno di questi può interferire sugli altri.
- il test rivela quanto il sistema visivo e anche quello stomatognatico stiano interferendo o no sul sistema tonico-posturale.
- possiamo valutare l'efficacia delle ortesi a disposizione come occhiali, bite, plantari, ecc.
- il test estremamente preciso ci rivela quanto la correzione sia precisa, con una sensibilità che varia al variare il bilanciamento fra i due occhi, quindi una valutazione dell'efficacia anche fra diversi tipi di ortesi.
- la correzione ottica deve essere ben bilanciata e comunque l'occhio dominante deve vedere meglio.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia
Esperto in tecniche visuo-posturali
Membro AID (Associazione Italiana Dislessia)


ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...