venerdì 24 luglio 2020

EQUILIBRIO E PROBLEMI VISIVI NEGLI ANZIANI?


E' NORMALE PERDERE L'EQUILIBRIO CON L'AVANZARE DELL'ETA'?

Sicuramente certi equilibri sono per pochi ma l'avanzare dell'età non equivale a dover perdere l'equilibrio, se non sono presenti patologie specifiche. Parliamo ovvimente dell'equilibrio espresso durante il camminare e non certo di performance da circo. Il camminare è il risultato di una cordinazione fra diversi sistemi del nostro corpo ma semplificando potremmo dire che si tratta di perdere continuamente l'equilibrio per recuperarlo immediatamente dopo grazie all'anticipazione di quello che vogliamo fare e dove vogliamo andare.

TESTA E SGUARDO PADRONI DEI NOSTRI MOVIMENTI
Molti studi (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7) hanno evidenziato l'importanza della direzione della testa e dello sguardo in questa programmazione dei nostri movimenti, controllando, guidando e anticipando le nostre traiettorie. La posizione della testa integrata con la visione ed il sitema vestibolare (la parte dell'orecchio che ci indica il movimento e la gravità) permettono il coordinamento e la programmazione delle diverse parti del corpo che articolano il movimento (scheletro e muscoli).

Nello studio di Colas et al.(8) si evidenzia come la partecipazione della visione si dimostra essenziale nella programmazione dei nostri movimenti. La visione anticipa i movimenti della testa e la testa anticipa, attraverso il movimento cervicale, il movimento del corpo intero. Ma la direzione dello sguardo, conclude lo studio, riesce a rappresentare una componente fondamentale anche nei movimenti al buio, sfruttando la funzione propriocettiva. La propriocezione consiste nel segnale che i muscoli inviano, al sistema nervoso centrale, sulla loro posizione ed azione e quindi non necessariamente collegato al processo visivo. Per capire meglio potete chiudere gli occhi e muovendo gli occhi sapere perfettamente in che direzione state guardando senza che vediate niente che possa darvi un riferimento nello spazio circostante.

Veniamo adesso all'argomento dell'articolo, una volta compreso che gli occhi sono il punto di partenza della programmazione motoria, sia con luce che al buio.

PROBLEMI VISIVI E FRATTURE
Nel 2014, durante il congresso dell'American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus (AAPOS) Nancy A. Melville ha presentato un ampio studio (9) dove confrontava diverse patologie oculari e disfunzioni collegandole alla casistica di fratture in persone anziane. Lo scopo dello studio era evidenziare come i problemi della visione binoculare (equilibrio della visione fra i due occhi) fossero numericamente più correllati a soggetti ultra sessantenni con fratture rispetto alla presenza di malattie della retina e cataratta. Naturalmente viene sottolineato che non si può provare che il problema visivo sia stato la causa delle cadute e delle conseguenti fratture negli anziani, ma statisticamente si registra una coincidenza fra queste due condizioni, problemi visivi e cadute con fratture.

Quello che è comunque interessante rilevare è come i problemi visivi in generale portino ad una maggior difficoltà nella programmazione motoria (come il nostro sistema muscolo scheletrico, controllato dal sistema nervoso, ci fa muovere) e quindi maggior frequenza di perdita dell'equilibrio con conseguente rischio di fratture in soggetti che per la loro età hanno un più alto fattore di rischio.



ALLENARE LA VISTA E L'EQUILIBRIO
Ma si può allenare l'equilibrio partendo dalla vista? Presso i nostri centri è possibile eseguire un'analisi visiva approfondita, per evidenziare e correggere prima di tutto problemi visivi e quindi studiare e personalizzare un programma di allenamento che possa stimolare un maggior coordinamento fra visione e movimento integrando a questi la componente vestibolare (la parte dell'orecchio che si occupa dell'equilibrio). Nella foto vediamo come, attraverso il sistema Jet Program, si possa lavorare sul cordinamento visuo motorio (individuare e toccare mire che appaiono in sequenza su tutto lo schermo) mentre stimoliamo il sistema tonico muscolare (fondamentalmente piedi, caviglie e gambe), quello vestibolare e quello visivo a mantenre l'equilibrio su una pedana libera su 360°, grazie anche ad un feedback acustico (suono di controllo) che segnala quando usciamo dal baricentro.

L'integrazione potente dei sistemi muscolo scheletrico, visivo, vestibolare ed acustico permette di aumentare la permanenza delle capacità sviluppate durante gli esercizi. Questo grazie anche ai centri nervosi come il cervelletto che sfruttano queste integrazioni per memorizzare ed automatizzare le capacità acquisite.

Naturalmente in tutto questo è fondamentale il lavoro mutidisciplinare, in questo caso con l'otorino, per evidenziare eventuali condizioni patologiche e gestire insieme quello che può essere un potenziamento funzionale.



BOCCA, OCCHI ED EQUILIBRIO

Talvolta i risultati sono sorpendenti e inaspettati. Qualche tempo fa una persona mi è stata inviata da un odontoiatra che aveva evidenziato una intereferenza sul sistema masticatorio dovuta ad una condizione visiva non ottimale. L'esame della vista ha evidenziato una correzione ottica non adeguata ma per riuscire a integrare bene la nuova condizione visiva con il sistema stomatognatico (sistema masticatorio) abbiamo programmato una serie di incontri di allenamento visivo. Una volta terminato, con ottimi risultati e soddisfazione anche dell'odontoiatra che ha potuto proseguire il suo lavro senza le interferenze visive, il soggetto mi ha confessato di avermi nascosto un suo problema. Durante l'intervista iniziale non mi aveva fatto presente un problema di equilibrio nel camminare, considerato non collegato alla visione. La sorpresa della persona fù che esercitandosi per migliorare l'integrazione fra visione e sistema masticatorio, aveva trovato forte giovamento nel suo equilibrio e sicurezza di movimento tanto da chiedermi se poteva tornare periodicamente ad esercitarsi.

RIEPILOGANDO
- La visione ci permette di programmare i nostri movimenti nello spazio. Per fare questo coinvolge i movimenti della testa, il sistema vestibolare ed attiva il sistema muscolo scheletrico.
- Una non ottimale percezione visiva e in particolare disturbi della visione binoculare possono provocare problemi di equilibrio con conseguente rischio di cadute.
- Un allenamento integrato fra i vari sistemi, a partenza visiva, può migliorare e potenziare programmazione motoria ed equilibrio.

Rimango a vostra disposizione per dubbi e consulenze.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
Docente e Tutor della Scuola di Clinica Neuro-Visuo-Posturale - Milano
Docente a progetto presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria di Vinci – Firenze

email ieri.luca@gmail.com
cell. +39.328.6113505
FB Aulo Optometria Ottica
Blog Aulo Optometry
YouTube Luca Ieri

Bibliografia
(1) Grasso, R., Glasauer, S., Takei, Y., Berthoz, A.(1996). "The predictive brain: anticipatory control of head direction for the steering of locomotion." Neuroreport 7, 1170–1174.
(2) Grasso, R., Prévost, P., Ivanenko, Y.P., Berthoz, A. (1998) "Eye-head coordination for the steering of locomotion in humans: an anticipatory synergy" Neurosci. Lett. 253,115–118.
(3) Patla, A.E., Vickers, J.N. (1997) "Where and when do we look as we approach and step over an obstacle in the travel path?" Neuroreport 8, 3661–3665.
(4) Hollands, M.A., Patla, A.E., Vickers, J.N. (2002) “Look where you’re going! Gaze behaviour associated with maintaining and changing the direction of locomotion" Exp. BrainRes. 143,221–230. doi: 10.1007/s00221-001-0983-7
(5) Hicheur, H., Berthoz, A.(2005) “How do human sturn? Head and body movements for the steering of locomotion" in 5th IEEE-RAS International Conference on Humanoid Robots (Tsukuba:IEEE), 265–270.
(6) Hicheur, H., Glasauer, S., Vieilledent, S., Berthoz, A. (2005). “Head direction control during active locomotion in humans in Head Direction Cells and the Neural Mechanisms of Spatial Orientation", ed sS.I. Wiener and J.S. Taube (Cambridge, MA: MITPress), 383–408.
(7) Bernardin, D., Kadone, H., Bennequin, D., Sugar, T., Zaoui, M., Berthoz, A. (2012) "Gaze anticipation during human locomotion". Exp. BrainRes. 223, 65–78. doi:10.1007/s00221-012-3241-2
(8) Colas N. Authié, Pauline M. Hilt, Steve N’Guyen, Alain Berthoz, Daniel Bennequin "Differences in gaze anticipation for locomotion with and without vision" ed. Frontiers in Human Neuroscience, June 2015, volume 9, art.312.
(9) Nancy A. Melville "Binocular Disorders Linked to Falls, Fractures in Elderly" American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus (AAPOS) 2014: Abstract 2. Presented April 3, 2014.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.


venerdì 3 luglio 2020

OCCHIALI DA SOLE: FONDAMENTALE DIFESA PER I DANNI DA ULTRAVIOLETTI


Arrivata l'estate ci aspettano mare e montagna...ma con loro anche i raggi ultravioletti (UV) delizia e tormento per il nostro organismo!


E' innegabile che questa piccola quantità di radiazioni elettromagnetiche abbia una grande importanza per la nostra vita. Infatti i raggi UV stimolano la produzione di vitamina D che previene l’osteoporosi, il diabete di tipo 1 e diversi tipi di tumori. Stimola anche la produzione di serotonina che previene la depressione, ed ha un effetto disinfettante in quanto limita la proliferazione di batteri, e cura alcune patologie dermatologiche come psoriasi, vitiligine e dermatite atopica.

Ma nascosti fra tutti questi fattori positivi troviamo i danni anche gravissimi che le radiazioni UV possono provocare al nostro organismo ed in particolare ai nostri occhi.

VEDIAMO PERCHE' USARE GLI OCCHIALI DA SOLE E' FONDAMENTALE

Analizziamo quindi alcuni problemi e malattie oculari che possono essere provocate o facilitate dalla mancata protezione adeguata dai raggi UV.

- CORNEA: la cornea è quella calotta trasparente corrispondete, visivamente, all'iride che si trova appena dietro. La trasparenza di questa struttura, unica nel nostro corpo, è fondamentale per la visione. Vari studi (1, 2, 3, 4, 5) evidenziano come l'essere sottoposti a lungo alle radiazioni ultraviolette può facilitare la progressione o perfino provocare lo pterigio. Questa patologia della cornea è sostanzialmente una neoformazione, a forma di ala, caratterizzata da una crescita eccessiva di congiuntiva anormale sulla cornea ed è composta da epitelio e tessuto fibroso e vascolarizzato.


- CRISTALLINO: il cristallino, la lente principale del nostro occhio che ha anche la capacità di modificare la propria potenza, durante gli anni perde la propria elasticità e la propria trasparenza. Uno studio recente (6) ha comprovato quello che da tempo era stato supposto, e cioè che le radiazioni UV accelerano il processo di ossidazione del cristallino provocando, o anticipando, o peggiorando la cataratta. Questo studio, e anche altri (7, 8), ha inoltre evidenziato come l'assunzione di antiossidanti non abbia dato risultati nel prevenire o ritardare l'ossidazione. Il Dr Nagaraj ed i suoi colleghi, in questa pubblicazione, rafforzano il concetto che al momento l'unica soluzione per proteggere il cristallino dall'ossidazione, e quindi dal progredire della cataratta, sia l'occhiale da sole.

- RETINA: la retina, parte dell'occhio che ci permette di vedere, è molto sensibile alla luce e ai danni fotochimici che questa può provocare. La cornea e il cristallino impediscono a gran parte delle radiazioni UV di raggiungere la retina. Nonostante questo però gli studi (9, 10, 11) evidenziano un'associazione fra gravità dell'esposizione alla luce e degenerazione maculare (una malattia della parte centrale della retina, che sia chiama appunto macula). Roberts (12) conferma il rischio legato alle radiazioni UV e indica che l'eliminazione di queste lunghezze d'onda fa decrescere in modo importante il rischio di danni retinici, e indica come semplice ed efficace soluzione l'uso di occhiali da sole adeguati.




Lenti da sole o fotocromatiche, che variano di intensità al variare della luce, di qualità e certificate rappresentano la soluzione per proteggere gli occhi da queste radiazioni dannose. Negli ultimi anni inoltre le case produttrici di lenti hanno prodotto trattamenti che filtrano le radiazioni UV anche per lenti bianche.

Rimango a vostra disposizione per  dubbi o chiarimenti.

Luca Ieri
Optometry Doctor - State University of Latvia

Esperto in tecniche visuo-posturali
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Referenze
1. Xia Li, et al.: "Essential role of ultraviolet radiation in the decrease of corneal endothelial cell density caused by pterygium" Eye (Lond). 2018 Dec; 32(12): 1886–1892.
2. Hsu MY, Lee HN, Liang CY, Wei LC, Wang CY, Lin KH, et al. "Pterygium is related to a decrease in corneal endothelial cell density". Cornea. 2014;33:712–5.
3. Mootha VV, Pingree M, Jaramillo J. "Pterygia with deep corneal changes". Cornea. 2004;23:635–8.
4. Dushku N, John MK, Schultz GS, Reid TW. "Pterygia pathogenesis: corneal invasion by matrix metalloproteinase expressing altered limbal epithelial basal cells". Arch Ophthalmol. 2001;119:695–706.
5. Yang SF, Lin CY, Yang PY, Chao SC, Ye YZ, Hu DN. "Increased expression of gelatinase (MMP-2 and MMP-9) in pterygia and pterygium fibroblasts with disease progression and activation of protein kinase C". Invest Ophthalmol Vis Sci. 2009;50:4588–96.
6. Linetsky M, Raghavan CT et al. “UVA light-excited kynurenines oxidize ascorbate and modify lens proteins through the formation of advanced glycation end products: implications for human lens aging and cataract formation.” Journal of Biological Chemistry, May 2014.
7. Ortwerth BJ, Chemoganskiy V, Mossine VV, Olesen PR. "The effect of UVA light on the anaerobic oxidation of ascorbic acid and the glycation of lens proteins". Invest Ophthalmol Vis Sci. 2003 Jul;44(7):3094-102. doi: 10.1167/iovs.02-0857.
8. Ortwerth BJ, Bhattacharyya J, Shipova E.: "Tryptophan metabolites from young human lenses and the photooxidation of ascorbic acid by UVA light". Invest Ophthalmol Vis Sci. 2009 Jul;50(7):3311-9. doi: 10.1167/iovs.08-2927. Epub 2009 Mar 5.
9. Chalam KV, Khetpal V, Rusovici R, Balaiya S. "A review: role of ultraviolet radiation in age-related macular degeneration". Eye Contact Lens. 2011 Jul;37(4):225-32.
10. Algvere PV, Marshall J, Seregard S. "Age-related maculopathy and the impact of blue light hazard". Acta Ophthalmol Scand. 2006 Feb;84(1):4-15.
11. Mainster MA. "Light and macular degeneration: a biophysical and clinical perspective". Eye (Lond). 1987;1 ( Pt 2):304-10.
12. Joan E Roberts "Ultraviolet Radiation as a Risk Factor for Cataract and Macular Degeneration". Eye Contact Lens. 2011 Jul;37(4):246-9.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

venerdì 10 aprile 2020

COVID-19: E' IMPERATIVO INDOSSARE OCCHIALI PROTETTIVI!


È indispensabile indossare occhiali protettivi!

In questo periodo in cui la priorità è rimanere a casa, proteggere e proteggersi, vi propongo un articolo dove si sottolinea, già a febbraio 2020, l'importanza di proteggere adeguatamente gli occhi.

Colgo l'occasione anche per una considerazione sull'uso delle mascherine! I protettori facciali FFP2 e FFP3 (N95 nomenclatore americano) con valvola, che non è un filtro come molti pensano, sono dispositivi CONTAMINANTI in quanto non filtrano il respiro che esce dalla mascherina ma proteggono chi la indossa. Sarebbero infatti destinati a coloro che sono in stretto contatto con malati e quindi in ambienti già contaminati!

Nell'ipotesi poi che chi la indossa fuori da quegli ambienti non si preoccupi degli altri ma, egoisticamente, cerchi solo la massima protezione propria devo ribadire, come ho fatto in molti post del mio FB, che per essere efficace il protettore facciale con valvola deve essere unito ad occhiali isolanti. Al contrario la protezione è solo parziale e come vedremo in questo articolo, e quindi PERICOLOSA!

Purtroppo continuo a vedere, in foto e filmati, professionisti sanitari, in contatto con malati, che non indossano protezioni adeguate ma soltanto occhiali correttivi propri o visiere. Considerando la pericolosità dell'areosol, goccioline nell'orine dei micron che potremmo paragonare ad una nebbiolina, è ovvio che l'unica protezione adeguata sarebbe quella degli occhiali isolanti, tipo maschera da sub.

L'articolo a seguire è di Cheng-wei Lu (Department of Opthalmology, First Hospital of Jilin University, Changchun 130021, China) e colleghi, del 22 febbraio 2020 pubblicato su LANCET.

L'oftalmologo indica come la questione oculare sia stata ignorata. Nei miei post ho sempre sottolineato come la bocca può rimanere a lungo chiusa, anche dietro una mascherina, mentre gli occhi rimangono sempre aperti!


La trasmissione di CoVID19 attraverso la superficie oculare
non deve essere ignorata

Cheng-wei Lu, Xiu-fen Liu, Zhi-fang Jia 
Volume 395, Issue 10224, PE39, February 22, 2020

Chaolin Huang e colleghi (1) hanno riferito dell'epidemiologia, dei sintomi e del trattamento dei pazienti infetti dal nuovo coronavirus 2019 (2019-nCoV) a Wuhan, in Cina. Come oftalmologi, crediamo che la trasmissione di 2019-nCoV attraverso gli occhi sia stata ignorata.
Il 22 gennaio Guangfa Wang, membro del gruppo nazionale di esperti di polmonite, ha riferito di essere stato infettato dal 2019-nCoV durante l'ispezione a Wuhan (2).

Indossava una maschera N95 ma non indossava nulla per proteggere i suoi occhi.

Diversi giorni prima dell'inizio della polmonite, Wang si lamentò di un arrossamento oculare. L'esposizione oculare non protetta al 2019-nCoV, presso la Wuhan Fever Clinic, avrebbe probabilmente potuto consentire al virus di infettare il corpo (2).

Goccioline infettive e fluidi corporei possono facilmente contaminare l'epitelio congiuntivale umano (3).  I virus respiratori sono in grado di indurre complicazioni agli occhi nei pazienti infetti, portando a infezioni respiratorie.
La sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus (SARS-CoV) viene trasmessa prevalentemente attraverso il contatto diretto o indiretto con le mucose degli occhi, della bocca o del naso (5).

Il fatto che le mucose esposte e gli occhi non protetti aumentino il rischio di trasmissione di SARS-CoV (4) suggerisce che l'esposizione degli occhi non protetti al 2019-nCoV potrebbe causare infezioni respiratorie acute.

Pertanto, Huang e colleghi (1) avrebbero dovuto analizzare i tamponi congiuntivali di casi confermati e sospetti 2019-nCoV durante l'insorgenza dei sintomi. 

Il tratto respiratorio non è probabilmente l'unica via di trasmissione per 2019-nCoV e tutti gli oftalmologi che esaminano casi sospetti devono indossare occhiali protettivi.

Non dichiariamo conflitto di interessi

Bibliografia
1. Huang C Wang YM Li X et al. Clinical features of patients infected with 2019 novel coronavirus in Wuhan, China. Lancet. 2020; (published online Jan 24. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30183-5.)
2. Dai X Peking University Hospital Wang Guangfa disclosed treatment status on Weibo and suspected infection without wearing goggles. http://www.bjnews.com.cn/news/2020/01/23/678189.html
3. Olofsson S Kumlin U Dimock K Arnberg N. Avian influenza and sialic acid receptors: more than meets the eye?. Lancet Infect Dis. 2005; 5: 184-188
4. Belser JA Rota PA Tumpey TM. Ocular tropism of respiratory viruses. Microbiol Mol Biol Rev. 2013; 77: 144-156
5. Peiris JS Yuen KY Osterhaus AD Stohr K. The severe acute respiratory syndrome.N Engl J Med. 2003; 349: 2431-2441.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...