venerdì 27 luglio 2018

PERCHE' GLI OCCHIALI MULTIFOCALI, O PROGRESSIVI, POSSONO CREARE PROBLEMI!



Le lenti multifocali, o progressive, fin dalla loro comparsa hanno suscitato molte perplessità per le sensazioni che provocano, e talvolta i problemi incontrati specialmente nei primi giorni di uso.
Ma
quali sono realmente i problemi e quali semplicemente errori di progettazione e scelta da parte di chi li prescrizione e chi li esegue?

Vediamo prima di tutto le caratteristiche generali di queste lenti molto particolari che, in qualche modo, ci riportano a quella condizione normale di visione nitida a qualsiasi distanza.

OCCHIALI MULTIFOCALI
Le lenti multifocali, o progressive, sono lenti che pur restituendoci una funzione visiva simile a quella naturale, presentano molti compromessi. Le zone visive a disposizione sono ridotte specialmente nella zona di visione intermedia (tipo computer) e da vicino, e in particolare quando la correzione aumenta nel tempo.

Questo disegno ci mostra in azzurro la zona visibile e dal giallo al rosso le zone di distorsione che non ci permettono una visione adeguata. Si tratta della stessa lente con una piccola differenza nella zona da vicino di solo 0,50 diottrie (l'unità di misura con cui si indica la potenza della lente).

Da qui possiamo trarre delle indicazioni importanti da tenere in considerazione nella scelta di queste lenti:
- la zona intermedia è sempre abbastanza stretta e limita la visione in senso orizzontale, cosa che richiederà un maggior movimento della testa rispetto all'abituale, alla ricerca della zona di visione nitida.
- per passare dalla zona alta del lontano a quella bassa del vicino sarà necessario invece mantenere la testa ferma e far correre gli occhi lungo la lente, in verticale, per trovare il fuoco necessario.
- maggiore sarà la grandezza dell'occhiale, maggiori saranno le distorsioni presenti nella lente, e quindi i possibili disturbi di adattamento.
- il fatto di aver già portato lenti multifocali, nel momento si cambi la correzione, non ci pone al riparo da nuovi problemi.

E' comunque innegabile che queste lenti, al di là dei compromessi e le limitazioni, nella vita quotidiana rappresentano un sistema che risolve molti problemi nella funzione visiva. Basta pensare a quante volte durante il giorno, ognuno di noi, passa da una visione da lontano ad una da vicino e viceversa, avendo quindi la necessità di una messa a fuoco diversa.

COME E QUANDO SCEGLIERE LENTI MULTIFOCALI
Queste lenti, come già detto, rapresentano in generale una soluzione molto interessante ma non per tutti. Il primo aspetto importante che l'ottico deve analizzare con il proprio cliente è se si tratta della tecnologia giusta per la persona e il suo stile di vita. E' quindi fondamentale chiedere come la persona usa gli occhi durante il giorno, che lavoro svolge, che hobby pratica, ecc.


Facciamo degli esempi per capire di cosa stiamo parlando:
- un impegato che lavora tutto il giorno al computer, torna a casa, cena e guarda un po di TV prima di andare a dormire, probabilmente non richiede nella sua vita molti salti di visione da lontano a vicino e sicuramente nel lavoro a mezza distanza (computer) il multifocale risulterà scomodo. Sempre che il lavoro al computer non richieda, anche solo occasionalmente, di interloquire con altri impiegati o spostarsi dalla propria postazione..
- un commerciante che nel suo lavoro cambia la sua visione da lontano quando entra il cliente, visione intermedia quando questo si avvicina e si analizza un eventuale articolo, quindi passa alla visione da vicino per la lettura di indicazioni sull'articolo da vendere, sarà probabilmente il soggetto perfetto per un occhiale multifocale.
- un insegnante che salta costantemente da una visione da lontano ad una da vicino, per esempio nei propri appunti o nel registro degli studenti, allo stesso modo troverà grande vantaggio nell'uso di queste lenti.
- un magazziniere, se pur lavorando oggi molto tempo a terminali e computer, avrà l'esigenza probabilmente di spostarsi e  guardare da lontano. Questo lo rende un soggetto adatto alle mutlifocali. Questo sempre che come magazziniere non si occupi soltanto della registrazione e gestione degli articoli.

In conclusione non possiamo  catalogare le persone per la professione che hanno ma per quello che fanno in pratica. E' importante questo confronto fra ottico e cliente per arrivare a definire, come abbiamo detto, come vengono usati gli occhi durante la propria vita.


CI SONO LENTI E LENTI
Un altro aspetto che spesso non è noto è che non esiste una lente multifocale ma c'è una produzione di vari tipi che si differenziano per privilegiare un'attività rispetto all'altra come il lontano e vicino o la visione intermedia. Lenti più moderne, dove la tecnologia migliora le questioni inerenti a distorsioni e aberazioni, e lenti ormai superate che magari vengono vendute con grandi sconti.

Le innovazioni, in queste lenti, riguardano generalmente la ricerca di un campo di visione ottimale sempre più ampio. Spesso però aumentando le zone di lontano e vicino si ha una penalizzazione della visione intermedia, preziosa per alcune attività visive. Si conferma, nella scelta del tipo di lente, l'importanza dello scambio di informazioni tecniche e di stile di vita fra ottico e cliente.

LA CONSEGNA DELL'OCCHIALE E COME INIZIARE A PORTARLO
L'occhiale multifocale rappresenta sempre un cambio di abitudini importante. Nonostante l'avanzare della tecnologia ci stia regalando lenti sempre meno fastidiose nel primo impatto, prepariamoci al peggio per viverlo al meglio!

L'ottico preparato vi consegnerà l'occhiale da seduti e possibilmente in ambiente con bassa illuminazione. Il campo periferico dell'occhio è parte integrante del sistema di equilibrio e postura e specialmente in soggetti che soffrono di cinetosi (mal d'auto, mal di mare o mal d'aereo) gli effetti distorsivi potranno creare un impatto abbastanza fastidioso e siccome "la prima impressione è quella che conta"... In piedi e con luce forte, come spesso si ha nei negozi, il sistema nervoso avrà più difficoltà nell'ignorare questo impatto che potrebbe risultare in un rifiuto da parte del cervello, di questa "visione strana".

E' consigliabile che la prima esperienza visiva con queste lenti sia la visione da vicino leggendo qualcosa, trovando il fuoco nella parte bassa della lente. Da qui potrete poi sperimentare, alzando lo sguardo, il passaggio alla visione da lontano fissando la tabella delle lettere o comunque una mira strutturata (un calendario, una pubblicità, ecc.). Con questi piccoli accorgimenti l'esperienza probabilmente sarà immediatamente gratificante e soddisfacente.

A casa, nel caso abbiate problemi di adattamento magari per una correzione particolare (le più problematiche sono gli astigmatismi e le ipermetropie in fase di aumento) potrete riprodurre la condizione appena descritta per la consegna. Seduti guardando la televisione potrete tenere in mano qualcosa da leggere e sperimentare così, di nuovo, il salto dalla visione da lontano alla lettura. Inoltre in casa gli spazi sono ridotti e conosciuti e quindi i movimenti della testa e degli occhi saranno minori riducendo eventuali problemi di adattamento.


Le lenti multifocali sono una grande risorsa per la maggior parte delle persone. Una soluzione tecnica che ci permette di tornare ad una visione pressoché normale. Una buona progettazione con l'ottico e pochi piccoli accorgimenti vi garantiranno di poter sfruttare questa bella invenzione.

ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

domenica 28 gennaio 2018

DISTURBO DELL'APPRENDIMENTO E GINNASTICA VISIVA

"Efficacia della Ginnastica Visiva in bambini con Disturbo dell'Apprendimento"

 

 

 

 

 

 








 

Questo è il titolo dell'articolo che vi riassumerò, dando la possibilità ai più curiosi di arrivare all'articolo originale attraverso il collegamento sottostante.


Si tratta di uno studio effettuato in Spagna a cura dello Spanish General Council of Optometry e pubblicato nel Journal of Optometry, 2018-01-01, Volume 11, Number 1, Páginas 40-48

L'obiettivo  dello studio è quello di verificare la frequenza delle anomalie della visione binoculare in bambini con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) e valutare l'efficacia della Ginnastica Visiva in bambini con alterazione della visione binoculare non strabica.

Lo studio è stato effettuato in un centro specifico per bambini con disturbi di apprendimento su 94 bambini, con un'età media di 15 anni, con diagnosi di DSA. Una visita completa rileva le capacità visive con particolare attenzione alla visione binoculare, escludendo malattie oculari.
Nel 78% di bambini di questo gruppo si sono riscrontrati problemi binoculari non referibili a strabismo. Il gruppo è stato diviso in due unità una delle quali sottoposta a ginnastica visiva. La seconda unità fu usata come gruppo di controllo. Alla fine delle 10 sedute di ginnastica visiva e stata eseguita nuova analisi visiva.













I risultati hanno evidenziato come la mancanza di flessibilità accomodativa sia l'alterazione più presente nei casi di DSA e a seguire insufficienza di convergenza. Dopo Ginnastica Visiva si sono registrati miglioramenti significativi di tutti i parametri visivi rispetto al gruppo di conntrollo.

Cosa possiamo concludere? Senza voler ipotizzare che nelle difficoltà proprie del Disturbo Specifico di Apprendimento ci sia una componente relazionata alla visione (visto che il nostro apprendimento è collegato quasi esclusivamente alla visione stessa) possiamo verificare che unito alla DSA si possono trovare, nella maggioranza dei casi, disturbi visivi che sicuramente complicano il percorso di cresscita e apprendimento. Questo richiede, senza dubbio una analisi specifica dei processi visivi che normalmente non viene esguita nelle normali visite sulla funzione visiva. Spesso queste si riducono alla valutazione dell'acquità visiva valutata in decimi (per esempio 10/10 per una visione normale). In realtà come abbiamo visto i test devono essere molto più specifici come ampiezza accomodativa, facilità accomodativa, stato eteroforico, disparità di fissazione, stereovisione, ecc.












E' quindi fondamentale che vi rivolgiate a uno specialista che si occupi di questi problemi che non sono malattie (non richiedono quindi trattamento medico-farmaceutico) ma alterazioni del funzionamento del sistema visivo. L'integrazione di Ginnastica Visiva, come risulta da questa ricerca, può essere molto importante per evitare problemi aggiuntivi di lettura in questo gruppo di popolazione speciale.

giovedì 30 novembre 2017

OCCHIO SECCO E INCIDENTI STRADALI

A seguire un interessante articolo sull'influenza della secchezza oculare sulla guida. E quando si parla di secchezza oculare dobbiamo considerare che uno dei sintomi tipici di questo disturbo è una lacrimazione riflessa.

La secchezza oculare, molto spesso non riconosciuta, provoca sintomi dai più semplici come lacrimazione improvvisa, bruciori e prurito ai più complessi come mal di testa, visione disturbata, abbagliamento.

Scoprire se avete l'occhio secco è molto semplice con un test veloce e non fastidioso, che viene eseguito di routine nei nostri studi optometrici, e la soluzione altrettanto semplice con l'istillazione di lacrima artificiale.

Per chiarimenti ed informazioni non dubitate in contattarmi











Articolo Originale

Caratteristiche dei sintomi vissuti da persone, con secchezza dell'occhio, durante la guida in Cina

Y Wang, H Lv, Y Liu, X Jiang, M Zhang, X Li & W Wang
Scopo
Valutare la qualità della vita correlata alla vista e le prestazioni di guida auto-riportate dei pazienti con malattia dell'occhio secco (DED).

Pazienti e metodi
Lo studio è stato eseguito nel centro oculistico del terzo ospedale della Peking University, in Cina. In totale sono stati esaminati 87 pazienti con occhio secco e 42 di controllo, inclusi 49 pazienti senza alcun trattamento (gruppo A), 38 pazienti trattati con lacrime artificiali (gruppo B) e 42 di controllo senza DED (gruppo C). I partecipanti non hanno avuto malattie agli occhi tranne DED. Sono stati raccolti punteggi di un questionario sulla qualità della vita correlata alla visione (indice di patologia della superficie oculare OSDI), un questionario sulla funzione visiva correlato alla vita quotidiana e un questionario sulle prestazioni durante la guida. I dati sono stati confrontati tra i gruppi e analizzati.

Risultati
Differenze significative in tutte le caratteristiche cliniche e punteggi OSDI sono state trovate tra pazienti DED e controlli normali (P <0,05). Mentre i soggetti del gruppo A si sentivano più a disagio di quelli del gruppo B, i limiti funzionali relativi all'occhio secco erano significativi in tutti i pazienti DED, specialmente per il lavoro quotidiano e l'uso di un computer. Il DED era correlato con abitudini e prestazioni di guida non sicure, che aumentavano il rischio di guida pericolosa (P <0,01). Per i pazienti con DED, il tasso di incidenti e quasi incidenti è stato del 10,33% e il tasso degli obiettivi mancati è stato del 32,17%.

Conclusioni
DED (Sindrome dell'occhio secco) può portare a molti inconvenienti nella vita quotidiana, compresa la guida. La frequenza delle abitudini e delle prestazioni di guida non sicure aumentano nei pazienti con secchezza oculare.

Referenze
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ATTENZIONE: si ricorda che all'interno degli articoli di questo Blog vengono usati termini e concetti semplificati per un pubblico non professionale e a scopo puramente divulgativo.

LE LENTI BLU PROTEGGONO REALMENTE, DA PROBLEMI DI VARIO TIPO, GLI OCCHI?

La questione sull'affaticamento, o perfino danni legati all'uso di computer e sistemi elettronici in generale, è molto dibattuto. Ne...